25 febbraio 2010 - 16:19
Dirty Job /Nokia Siemens Network, in mancanza di fabbrica, i ricercatori salgono sul tetto di carta stampata
E' noto che la crisi e la cultura dell'apparire hanno cambiato i metodi di lotta dei lavoratori, altrimenti invisibili, che rischiano di perdere il posto. In bilico sui tetti, ma era quest' estate, e duri nei blog in autunno. In gruppo sul social network, ma era quest'inverno ( però ilgruppo dei bergamaschi c'è ancora su Facebook). Adesso, complice il calo della pubblicità della carta stampata, e dei costi, è la paginata a pagamento sul giornale, fatta per bene, che torna conveniente per avere visibilità, e voce, se la fabbrica intanto si è "smaterializzata". I signori incravattati venditori di advertising non fanno una piega, anzi. Anche il copy che lavora gratis per solidarietà non si fa fatica a trovarlo. Chi l'avrebbe detto, solo un paio d' anni fa?
di Carlo Arcari.- Non possono salire sul tetto della fabbrica e allora per dare visibilità alla loro lotta che va avanti da circa un anno, utilizzano il “tetto di carta” offerto dai quotidiani. I lavoratori a rischio occupazione della Nokia Siemens Network di Cinisello Balsamo si sono comprati mezza pagina del Corriere della Sera di giovedì 25 febbraio per denunciare il gigante finlandese della telefonia mondiale che vorrebbe dismettere il centro di ricerca italiano lasciando a casa 300 ricercatori.
“Per noi non avrebbe senso ‘salire sul tetto’, dal momento che il nostro lavoro da anni si è smaterializzato e viene fatto anche da casa. Insomma il nostro ‘posto” è sempre meno fisico e sempre più in rete, di conseguenza non abbiamo un tetto e dei muri da presidiare – spiegano i ricercatori dell’azienda che hanno deciso in assemblea di sperimentare questa nuova forma di lotta -. In queste condizioni ci è sembrato più efficace affrontare chi ci sta uccidendo professionalmente colpendolo dove sembra essere più sensibile, cioè sul piano dell'immagine”.
E allora 150 ricercatori hanno sborsato 40 euro a testa per comprarsi l’annuncio a colori che è uscito nell’inserto milanese del Corriere della Sera. La pagina il cui bozzetto è stato ideato dai lavoratori è stata poi realizzata gratuitamente da un grafico pubblicitario. Il payoff dell’annuncio è: “Siamo una specie in via d’estinzione” ed è illustrato dall’immagine di una foca bianca. Il corpo del testo denuncia la scelta della multinazionale che dopo aver trasferito l’attività in India e Cina non vuol più tener fede ad un accordo siglato nel 2008 con il quale si impegnava a mantenere e sviluppare la ricerca in Italia.
Dopo la campagna di incentivazione alle dimissioni portata avanti dal gruppo i reduci, circa 200, stanno per venire “esternalizzati”, cioè ceduti con il relativo ramo d’azienda ad un compratore che è ancora senza nome. “Siamo un altro caso che dimostra come sia prossima la sconfitta del sistema Italia, della Lombardia e di tutto l’indotto dell’hinterland milanese” dicono gli ingegneri dal loro “tetto” di carta stampata. “Una cosa è certa, continueremo la nostra campagna stampa a difesa della nostra dignità e del nostro lavoro. Per fortuna la crisi tiene bassi anche i costi della pubblicità”.
SEGUI JOBTALK E JOB24.IT ANCHE SU TWITTER CON 24JOB
Permalink Commenti (7) TrackBack (0)
Categorie: DirtyJob, Ma si può lavorare cosi?
