3 febbraio 2010 - 17:00
JobImpresa / Peccato, il bodyscanner non crea occupazione..
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di Eleonora Della Ratta.-L’allarme sicurezza negli aeroporti ha spinto il Comitato per la sicurezza del trasporto aereo e degli aeroporti (Cisa) a decidere per l’avvio della sperimentazione dei cosiddetti body scanner a partire da metà febbraio. Strumenti di alta tecnologia che vengono prodotti anche in Italia, per impiegarli nella sicurezza ma non solo. Possono aprire nuove prospettive, ma non saranno i body scanner a creare nuovi posti di lavoro.
È quanto pensano, molto realisticamente, gli addetti ai lavori delle aziende italiane impegnate nel settore sicurezza o nelle nuove tecnologie: «Ogni volta che cresce il livello di sicurezza negli aeroporti, aumenta la richiesta di strumentazioni adeguate – spiega Andrea Filacchioni, titolare della After Srl -, ma allo stesso tempo dobbiamo tener conto che negli ultimi anni sono diminuiti i voli e le compagnie aeree hanno ristretto le spese». Quello che ci si può aspettare, dunque, è un pareggio: «Non lavoriamo solo con gli aeroporti, ma ci occupiamo di sicurezza nelle sedi istituzionali, in occasione di grandi eventi come il G8 e presso le sedi dell’Unione europea a Bruxelles – sottolinea Filacchioni - questo è il core business che sostiene l’azienda, mentre i nuovi ordini non si tradurranno in nuovi posti di lavoro».
Nelle aziende programmatori e ingegneri sono a lavoro per trovare sempre nuove soluzioni, anche in alternativa ai tanti discussi body scanner: «Per i frequent flyer, ad esempio, possono essere utilizzati appositi badge che rendono più veloce l’imbarco senza perdere in sicurezza dei controlli: i dati anagrafici vengono incrociati con alcuni parametri biometrici (impronte digitali o scanner dell’iride) memorizzati nel chip». La crescita della domanda non spingerà però l’occupazione: le assunzioni degli scorsi anni sono sufficienti a mandare avanti la ricerca anche in questo periodo e gli strumenti oggi richiesti sono proprio frutto dell’attività di innovazione degli ultimi anni. Le aziende sono prudenti, consapevoli della ciclicità anche degli allarmi terrorismo che, dal 2001, a periodi alterni spingono le compagnie aeree a incrementare i controlli.
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Categorie: DirtyJob, JobImpresa
