6 agosto 2008 - 17:16
Evviva, tra mille difficoltà è arrivato il primo post del diario olimpico di JobTalk! Ci sono curiosità olimpiche di tutti i tipi su giornali e Internet, ma non credo
che nessuno abbia ancora parlato della mensa. Sorpresa: è una "schiscetta" come si dice a Milano, mentre a Pechino si chiama lunchbox e dalla descrizione è davvero poco appetitosa, eppure...
Il lunch box, la "scatola del pranzo" fornita a tutta la forza lavoro impegnata nei palazzetti e negli stadi olimpici di Pechino, è un ben poco invitante assortimento di riso bianco colloso, carne piccante, verdure in umido e pane cinese, accompagnati da zuppe liofilizzate e pere a forma di mela che, a scanso d’equivoci, non sanno proprio di nulla. Non certo un pranzo di gala, eppure per i cinesi è un appuntamento imperdibile.
È il momento attorno a cui ruota la loro giornata lavorativa, che siano volontari o dirigenti, addetti alle pulizie o cheerleader: ogni mattina alle 11 le mense olimpiche sparse per Pechino vengono inondate da centinaia di migliaia di magliette rosse e blu (rosse per i dipendenti, blu per i volontari) dotate di stomaci capienti e armate di bacchette usa e getta.
Olimpiadi o no, dicono le leggi non scritte di Pechino 2008, il pasto non si salta. Un fenomeno comprensibile, visto che il lunch box non costa nulla (un buono pasto viene fornito a tutti nel momento in cui timbrano il cartellino) e visto che i volontari non guadagnano altro che questo. Ma a differenza degli altri eventi sportivi internazionali, qui non sono ammessi sgarri. Il pranzo non si può posticipare, anticipare o accelerare: la mensa è aperta fino alle 13 e chi per disgrazia non riesce a presentarsi in tempo rimane a pancia vuota.
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Categorie: JobGiochi