Formazione all'estero

12/05/09

Formazione internazionale / A Beida, l'Università di Pechino, gli atenei europei aprono un centro scambi, per l'Italia c'è la Statale di Milano

Beida Su J

ob24.it il ranking del Financial Times sull'Executive education e quello nuovissimo di Qs sulle Università dell'Asia con la storia di Denis, manager italiano che si specializza in economia a Pechino. GRAZIE DEL LINK, CHE RICAMBIO ESSENDO TRA L'ALTRO UNA ALUMNA, ALLA STATALE DI MILANO  E ALLA PROF. ARIANNA LAVAGNINO
di Emma Lupano – Non dalla sola economia passa la “conquista” di un Paese. Cultura e scambi di nozioni e di persone sono importanti almeno quanto le sigle di accordi commerciali e di investimento e, ora che la crisi globale ha reso ancora più evidente la centralità della Cina sullo scacchiere mondiale, l’Europa ha sempre più bisogno di presentarsi a Pechino come partner autonomo e alternativo agli Stati Uniti. Anche a livello accademico.
A questo punta l’apertura nella capitale del Centro universitario europeo per la cooperazione nella ricerca e nell’istruzione di cui fanno parte undici atenei di undici Paesi europei, tra cui (per l’Italia) l’Università degli Studi di Milano. Sede del centro, che è diventato operativo il 4 maggio e grazie al quale potranno nascere intensi scambi di studenti, docenti e ricercatori, è l’Università di Pechino, chiamata dai cinesi Beida (abbreviazione di Beijing Daxue).
Si tratta del più antico tra gli atenei fondati nell’età moderna ed è stato quello da cui sono nati grandi movimenti progressisti come quello del 4 maggio 1919 e quello che portò alla strage di Tian’anmen nel 1989. Possiede uno dei campus più belli di tutta la Cina, con architetture in stile tradizionale, un grande parco e un lago artificiale di grande fascino. Ma, soprattutto, è considerata l’università più prestigiosa della Cina, collocata al primo posto nelle classifiche sugli atenei della Repubblica popolare. Solo gli studenti più brillanti e più diligenti riescono a mettere piede nelle sue aule, mentre i suoi laureati sono candidati naturali per la classe dirigente cinese.
Alla fine di marzo, i rappresentanti delle università coinvolte (oltre a Milano, l’Università Aristotele di Tessalonica, l’Università di Lund, il consorzio di atenei parigini che include la Sorbona, l’Università autonoma di Madrid, l’Università di Strasburgo, lo University College di Dublino, lo University College di Londra, l’Università di Vienna e l’Università di Varsavia) si sono riuniti a Pechino per siglare l’accordo e dare il via alla costituzione del Centro, che avrà il compito di creare progetti di ricerca condivisi tra atenei europei e Beida, promuovere la conoscenza tra Europa e Cina attraverso corsi di laurea, master e dottorati in European studies e Chinese studies e diventare il punto di riferimento per ricercatori che si occupano di studi comparati tra la Cina e l’Europa.

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25/02/09

Formazione all'estero /Il dovere della mobilità

MBA_students di Loredana Oliva. Il

tam tam della chiusura dei bandi Erasmus, caratterizza questi ultimi giorni di febbraio. Le università italiane, hanno deadline diversi, per la presentazione delle candidature, alcune le hanno prorogate anche di 15 giorni. Mai come quest’anno l’argomento della mobilità intraeuropea dei nostri studenti universitari è trattato, dal mondo accademico, politico, ma anche della cultura internazionale, con attenzione  e  accenti di gravità.
“Sono 90 milioni i giovani tra i 16 ed i 29 anni che vivono nei 27 Stati membri dell'Ue. Ma quanti tra questi partecipano ogni anno ai programmi di scambio dell'Ue? Solo trecentomila. Riferisce Ignazio Marino scienziato di fama mondiale, e oggi senatore della Repubblica,  nell’appello lanciato da Erasmus Universal .
Giuliano Amato nel suo articolo, pubblicato sul Sole 24 Ore parla di mobilità dei giovani come “antidoto al protezionismo”, tentazione degli Stati Europei in tempi di crisi economica globale. Cita un documento di pregio, dell’High Level Forum on Mobility, costituito dal Commissario europeo Jan Figel nel dicembre 2007,  che parla di trasformazione delle generazioni future, che dovranno vedersela con cambiamenti epocali, e che invece per la maggior parte di loro, non  conosceranno neanche i colleghi che frequentano gli stessi corsi universitari, oltre il confine francese, o svizzero. Una tensione e una preoccupazione che si può sentire anche negli eventi che le università stanno organizzando o concludendo in questi giorni, dove nelle aule magne, i rettori, i responsabili dei dipartimenti dell’internazionalizzazione, sono pronti a dare la mail personale, aprire gli uffici d’accoglienza per intere giornate, rimpolpare con i fondi universitari la borsa di studio comunitaria che è di soli 200 euro, ma per esempio a Catania, raggiunge quota 370, e può cambiare a seconda degli atenei.  Se poi  prima della partenza i candidati sono disponibili e frequentare corsi gratuiti delle lingue  meno diffuse,  la borsa può arrivare a 500 euro.  Lo spazio di mobilità sui saperi, la  formazione di un ateneo comunitario, con iniziative importanti come l’Europass ,  il Passaporto europeo delle competenze che contiene la leggibilità dei diplomi, delle esperienze,  delle materie, da uno Stato all’altro, e con gli Ects  con la trasferibilità dei crediti universitari nei passaggi d’ateneo, doveva essere popolato di due milioni di studenti, entro il 2010.

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26/01/09

Formazione all'estero / Nella classifica del FT sulle business school la London Business School a pari merito con Warthon che vince ancora, la Sda Bocconi guadagna dieci posti e i cinesi entrano nella top ten

ALTRI SERVIZI SUL RANKING E L'INTERVISTA AL DIRETTORE DI SDA BOCCONI SU JOB24.IT 

Il balzo della Bocconi e la new entry della cinese Ceibs nell'altissima classifica sono le due grandi novità dell'annuale ranking mondiale delle business school del Financial Times 2009, la hit che pesa di più.  E ancora, la London School of economics a pari merito con Warthon.  Non succedeva dal Duemila! JobTalk vi dà la lista in contemporanea con l'Ft in edicola e online, e commentata grazie alla nostra Loredana Oliva, più avanti nella giornata anche altri servizi su Job24.it.... 
Di Loredana Oliva. Non si attendevano grandi cambiamenti nella classifica mondiale dei master in business administration pubblicata come ogni anno dal Financial Times  nella importante e documentatissima sezione Business education. Invece accanto alla prima classificata da almeno quattro anni, Wharthon University of Pennsylvania,  c’è la London Business School   ,  a pari merito
(seconda solo l’anno scorso, ma anche quinta  nel 2007). Nella Top ten entra la cinese Ceibs  ,  la business school fondata dalle più prestigiose scuole europee, che forma un’alta percentuale di manager mobili tra l’Asia e l’occidente. Una vera novità riguarda l’Italia, la Sda Bocconi , risale quest’anno di ben dieci posizioni, piazzandosi al 38 posto, nel 2008 era 48esima  e negli ultimi anni aveva perso punti cadendo in due anni da quota 42 a 48. Oggi  ha raggiunto una posizione del tutto rispettabile, di poco più avanti di una università inglese come Cass university  di Londra, che ha fatto enormi sforzi sul piano delle collaborazioni e doppi diplomi con l’Asia e il Medio Oriente (al 41esimo posto).
Oltre la metà della classifica si trovano altre business school di università storiche nella formazione della classi dirigenti americane, laTepper di Carnegie Mellon ,  l’Università di Pittsbourg  con la sua Katz business school,  che però rimonta di ben  30 posizioni, l’anno scorso era in coda alla classifica (93esima), oggi è a quota 53.
Le analisi generali, tengono conto delle turbolenze dei mercati, dell’abbassamento dei salari, bisogna ricordare che uno dei criteri  che pesa di più nella valutazione degli mba mondiali, da parte degli esperti dell’Ft è il salario attuale dei diplomati Mba, infatti ogni anno viene presa in considerazione la classe che ha concluso il master tre anni prima, in questo caso l’anno in questione è il 2005. Questo spiegherebbe, in parte, i movimenti nelle prime posizioni delle scuole statunitensi, e l’avanzata di quelle europee e soprattutto delle inglesi, o  di quelle business school europee che hanno adottato nuove strategie, puntato sull’innovazione sulla flessibilità dei programmi, diversificando i curricula. Una di questo è l’Instituto de Empresa  (al sesto posto a pari merito con Stanford), e la Svizzera Imd,  Gli analisti della Business education del Financial Times sottolineano che non si possono oggi identificare delle tendenze nette: tutti stanno aspettando che la crisi economica dia degli orientamenti o degli sviluppi per cambiare strategie.
La flessibilità  dei programmi pare abbia premiato scuole come London Business school e Stanford .
LA CLASSIFICA  Scarica MBA_2009_Values

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15/01/09

Formazione all'estero / Mobilità internazionale, c'è anche l'Africa

Chi c'è stato, anche solo da turista, sa quanta energia e voglia di fare c'è nel Continente più negletto dai percorsi del talento. Quindi, è una bella notizia. Fa piacere darne ogni tanto, ragionandoci su...
di Loredana Oliva. Trasferimento di competenze ed esperienze di mobilità internazionale, sono gli  obiettivi - originali ed etici -  di “Nero su Bianco”, il progetto Aiesec Italia, per dare l’opportunità a giovani studenti etiopi di crescere attraverso esperienze di team, leadership e internship internazionali e di attribuire un valore aggiunto alla loro formazione affinché possano essere agenti di cambiamento positivo di un paese come l’Etiopia. L’iniziativa è stata presentata ieri a Roma  alla facoltà di Economia dell’Università Roma Tre in apertura del primo Congresso Nazionale 2009 AIESEC Italia.
L'iniziativa  vede un’organizzazione mondiale di studenti  da ormai più di un anno impegnata nel portare avanti il progetto di apertura di una nuova sede dell’organizzazione in Etiopia. Fine ultimo è dare ai ragazzi del paese africano le stesse opportunità che in tutto il mondo Aiesec offre col supporto delle aziende partner, secondo gli organizzatori. Il progetto coinvolgerà, oltre agli studenti, anche il mondo imprenditoriale ed istituzionale per creare un link forte tra aziende leader nel mondo e giovani talenti internazionali.
La mobilità, lo scambio di esperienze e networking con l’Africa, ben poco frequenti sino adesso, se ai giovani etiopi  darà l’opportunità di partecipare a progetti  in contatto con un network internazionale, per studenti internazionali, ma in questo caso italiani,  offre il grande vantaggio di vivere esperienze formative nelle posizioni di leadership, con internship internazionali, partecipando a conferenze e ad opportunità di formazione e apprendimento di alto livello, in Africa. Dal luglio 2008 sono stati selezionati i primi ragazzi etiopi che vorranno partire per un internship internazionale e che avranno quindi l’opportunità di arricchire le loro conoscenze e competenze all’estero, soprattutto in aziende italiane. Gli studenti selezioneranno tematiche di  rilevanza sociale per il Paese, e la svilupperanno attraverso l’organizzazione di eventi e progetti internazionali, coinvolgendo università, studenti, aziende e gruppi finanziari. Altre notizie e approfondimenti sul sito di Aiesec Italia  e su Facebook


 

13/01/09

Formazione all'estero/ Yes, we can...andare negli Usa con una borsa di studio Fulbright

Tra oggi, domani e dopodomani ci sono im programma tre appuntamenti a MIlano e Roma rivolti agli gli studenti  e ai laureati che progettano (e saggiamente direi...) di rimpolpare il cv con una esperienza di formazione all'estero, con borsa di studio...Quelle della Fondazione Fulbright , emanazione del Governo Usa, sono ampiamente sperimentate, ci spiega tutto Loredana Oliva. Yes we can?
Loredana Oliva. Roma e Milano, con le loro più importanti università diventano luoghi per attrarre studenti e laureati che vogliono arricchire di esperienza internazionale il loro percorso. In particolare, questa settimana il programma Fulbright, ha in agendatre appuntamenti per diffondere le borse della Commissione Fulbright, aiutare i più talentuosi a candidarsi e mettere in evidenza quelle qualità che possono farli volare negli Stati Uniti, nelle migliori università e centri di ricerca per un periodo di grande arricchimento accademico e professionale.  Il primo appuntamento è a Milano, al Politecnico di Milano oggi, 13 gennaio alle 15, 30 per presentare la terza edizione del Programma Fulbright/BEST. L’Ambasciatore degli Stati Uniti in Italia, Ronald Spogli, sarà ospite nell’Aula Magna del Politecnico, in Piazza Leonardo da Vinci 32, insieme con alcuni rappresentanti dello Steering Committee di BEST    annuncerà  l’avvio ufficiale alla terza campagna di selezione e di raccolta fondi per reclutare i migliori candidati che parteciperanno all’edizione 2009 del Programma. La borsa BEST (l’ultima scadenza per candidarsi e partire nel 2010 è il 10 Febbraio 2009) vale circa 36.000 euro per ciascun assegnatario, quest’anno ne saranno messe a disposizione più di 15 con l’obiettivo di aiutare giovani laureati e laureandi italiani in discipline scientifiche a diventare imprenditori di se stessi. I partecipanti selezionati nel 2009  andranno negli Stati Uniti per un periodo di studio/lavoro durante il quale potranno vivere in prima persona l’esperienza del fare impresa in America. I borsisti avranno la possibilità  di risiedere a Silicon Valley e frequentare corsi universitari su innovazione tecnologica, marketing, finanza e imprenditorialità, presso la Santa Clara University. Tra gli sponsor dell’edizione 2009 figurano il Comune di Milano, Poste Italiane, IBM, il CNR, FederPharma, Mediaset, ENEL Empower.
Altri due incontri informativi  Fulbright, si svolgeranno a Roma,  in collaborazione con gli atenei italiani, per pubblicizzare le borse di studio offerte dal Programma
All’Università di Roma Tor Vergata, oggi 13 gennaio 2009 ore 14 - Aula Convegni (Edificio Didattica,  Piano Terra)  alla  Facoltà di Ingegneria , in Via del Politecnico 1, Roma.
Giovedì  15 Gennaio 2009, all’Università di Roma Tre, ore 11 - Aula Magna , Rettorato in  Via Ostiense 159.
Gli incontri sono aperti a laureati, studenti, ricercatori, docenti di tutte le facoltà e di tutti gli atenei. Si può compilare unascheda di  partecipazione con le proprie informazioni, sul cv e la conoscenza dell’inglese  inviandola all’indirizzo mail info@fulbright.it
Le borse di studio sono offerte per la frequenza di programmi di Master e Ph.D., per progetti di ricerca ed incarichi di insegnamento presso università negli Stati Uniti. Bandi ed application sono disponibili su internet .
 




 

28/12/08

Formazione all'estero/Cosa mettere nella calza della Befana: consigli da una prestigiosa business school

Pic3Se non ricordo male, il 2009 sarà l'anno della creatività. Quel che ci salverà, a detta di tutti, nel terribile 2009 sarà la capacità di innovare. Mettere gli allievi di un prestigioso Mba a fare un ranking dei giocattoli, come ci racconta Loredana Oliva, mi sembra un ottimo inizio. Loro hanno l'aria di divertirsi un mondo, mi domando che faccia farebbero gli aspiranti Mba delle business school de noantri, davanti alla stessa esercitazione...Personalmente, mi prenoto per giocare con il Magnetic Dress-Up e lo Stage Mic...
di Loredana Oliva. Crisi del mercato dei giocattoli, e necessità di coniugare innovazione e tecnologia, a basso costo. Ci hanno pensato gli studenti Mba della Business School Tuck di Dartmouth University, a trovare dei giochi da consigliare a tutti i genitori per queste feste. Giocattoli sotto i 25 dollari, che mescolano un sano divertimento con la tecnologia sono i Top Tech Toys 2008 . La classifica è stata realizzata da Tuck’s Center for Digital Strategies, si basa sul lavoro di studio e ricerca portata avanti da sei studenti della Business school Tuck di Dartmouth University, sotto la direzione del professor Eric Johonson, responsabile del centro ed esperto dell’industria dei giocattoli. Il gruppo di mba’s al loro Pic5 secondo anno di uno dei master che sta al top delle classifiche internazionali, si è concentrato sulla ricerca di quei giochi che utilizzano la tecnologia più avanzata per stimolare la fantasia dei bambini che esplorano sempre di più il mondo digitale, ma che non traducano la creatività e l’innovazione in un aumento significativo dei costi di produzione. Il centro di ricerca, ha analizzato il mercato, in crisi soprattutto nel Nord America dove grandi colossi del settore giocattoli hanno chiuso i battenti. Per questo la selezione dei giochi si è attenuta al criterio del prezzo al dettaglio: inferiore ai 50 dollari, sei prodotti su otto in  classifica sono sotto i 25 dollari (e ai 19 euro). Un’altra tendenza è venuta in aiuto ai sei del team “tech toys”: il ritorno degli stessi bambini a giochi più semplici, nei quali la tecnologia non sia invasiva. “I  giocattoli più richiesti sono composti di elementi tecnologici più semplici, ma sviluppati in maniera originale e più innovativa”, ha detto Kirsten Egenes, studentessa dell’mba di Tuck, che ha presentato con i suoi colleghi la lista dei giocattoli qualche giorno fa.  Il ranking è stato ripreso dal Business Week, e da altri giornali americani, così non sono mancare davanti ai grandi store le file con i genitori che avevano in mano la lista di Tuck.

   

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29/10/08

Formazione all'estero/Su Job24.it tutto sull'Erasmus dei fratellini e sull'Europa che apre le porte ai cervelli stranieri (anzicchè chiuderle..)

Students_word_agency_esterno_3 Sulla home page di Job24.it oggi è online un ampio servizio pieno di link e indicazioni utili (scadenze e bandi aperti qui sul lato B, non notizie vecchie di due settimane almeno...) sulla mobilità internazionale. A cominciare dai programmi dedicati ai più giovani: praticamente  l'Erasmus dei fratellini più piccoli, che studiano alle superiori. Nel programma pilota (sorpresa) l'Italia risulta il Paese che ha mandato in giro più ragazzi ! Evidentemente allora non è vero che gli italiani sono poco mobili, chi ha meno di 60 anni ha tutta un'altra percezione... Infine, si parla del portale Study in Europe, fresco fresco in Internet da venerdì: la Commissione europea l'ha voluto come strumento per attrarre a studiare da noi i giovani dei Paesi emergenti: Asia, Africa,  America latina. "Da noi" forse non è un' espressione felice, o realistica: se l'Europa accoglie, l'Italia dei nostri giorni invece ha una paura nera dei nuovi arrivati....
di Loredana Oliva. Siti web, portali e banche dati per aiutare il cittadino europeo dalla scuola superiore sino alla formazione continua anche professionale, sono di grande attualità. L'ultimo  portale nato  da pochi giorni, è Study in Europe, che accompagna per mano lo studente universitario, sia proveniente da Paesi extra UE, ma anche dagli Stati europei, sino alla scelta di un corso di studi, di un determinato settore, svolto in lingua inglese, verificando se esistono borse di studio o agevolazione per il suo soggiorno. Nella home page di Job 24.it parliamo anche delle iniziative della Commissione Europea, che col suo programma LLP, sta realizzando concretamente tutte le fasi della  mobilità internazionale: la Pupils mobility, Erasmus, Erasmus Placement (stage), la mobilità degli insegnanti (Comenius), Educazione degli adulti (Grundtvig), e la formazione iniziale e continua con Leonardo.  Nell'anno scolastico 2009/ 2010 saranno i liceali a svolgere anche sei mesi del proprio corso di studi in un altro Paese. La generazione Erasmus comincerà a spiccare il volo a soli 15 anni .

29/09/08

Formazione /Lunedì di ranking:ecco i migliori corsi al mondo (secondo FT ed Economist) per gli aspiranti manager

Ed eccoli i ranking degli Mba dell'Economist e i master in management del Financial Times.Per l'Italia, la Sda Bocconi risale sei posizioni, dal 86esima a 80sima, nella classifica europea dell’Economist, invece, la business school italiana è a quota 34.Puntuale l'analisi di Loredana!
di Loredana Oliva. Lunedì di ranking, in questa fine di settembre. Entrambi di matrice inglese mettono in classifica con amore per il dettaglio e passione per l’analisi, i migliori corsi per aspiranti manager del mondo intero. Il Financial Times con il suo colorato inserto sui Master in Management, che durano un anno, e sono chiamati pre- experience, poiché ci si può iscrivere freschi di laurea con l’opportunità di andare a lavorare in una multinazionale prestigiosa a meno di 25 o 26 anni.
Download Masters_in_Management_2008-1.pdf
E l’Economist che invece per la 20esima edizione presenta i 100 migliori mba esistenti.
Download economist_100_mba_ranking.doc
Anche se il confronto tra le due classifiche sembrerebbe non potersi fare, perché pesano una diversa sostanza della formazione manageriale, Mba contro master, i risultati e le analisi degli editor specializzati portano alla medesima conclusione: mentre i mercati finanziari implodono e l’economia globale è in una spirale e che molti non esitano a definire disastrosa o quanto meno confusa, si scelgono formazioni manageriali, più brevi, agili.
La business education diventa flessibile, si orienta verso corsi che non durino più di un anno. I recruiters guardano con più attenzione i giovani che abbiano dalla loro, un network internazionale, costruito anche negli anni della scuola e dell’università, carattere, disponibilità al cambiamento, e interesse alla qualità dell’istruzione che hanno assorbito. L’Economist piazza al top della sua classifica due scuole europee, che scalzano dalle prime posizioni University of Chicago e Stanford, sono l’Imd di Losanna (specializzata in governance, leadership e family business) e Iese di Barcellona, che forma all’autoimprenditorialità neo manager venuti da tutto il mondo.
Se colossi come Tuck School of Business e Harvard tengono le posizioni, sono le scuole europee o le orientali a salire velocemente verso il top. Il confronto con la valutazione del 2007 è impietoso per gli Mba americani, ma la London Business School guadagna sei posizioni; Hong Kong University of Science and Technology sale di 11 posti. Sebbene dobbiamo scendere a quota 80 su 100, anche per la Sda Bocconi ci sono buone notizie, in un anno sale di sei posizioni, piazzandosi ottantesima, superando la Nottingham University Business school, University of Illinois e la Thunderbird.
Top 10 Financial Times- Masters in Management
1. HEC Paris
2. ESCP-EAP European School of Management
3. Cems
4. LSE
5. Grenoble Graduate School of Management
6. Essec Business School
7. EM Lyon
8. Rotterdam School of Management
9. Edhec Business School
10. Mannheim Business School

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13/08/08

Formazione all'estero/ Bombe d'agosto e i dati del Censis (2): chi conta quanti sono gli studenti italiani all'estero? E qualcuno insegue i "cervelli in fuga"?

Bomb_2 Arriva il secondo post sui dati Censis anticipati in questi giorni, in attesa della ricerca completa, realizzata per il World Social Summit della Fondazione Roma. Sui canali più efficaci per trovare lavoro i numeri andavano in controtendenza spinta, e anche sul lato internazionale qualche curiosità all'esperta in materia  Loredana Oliva l'hanno suscitata...mi associo al fastidio sull'abuso del termine "fuga dei cervelli". Chiamiamola con il suo nome, ovvero mobilità studentesca internazionale, visto che, tra l'altro, non risulta che qualcuno li insegua. E chiediamoci perchè in Italia "fuggono" così in pochi , dall' estero... e questo movimento inverso, come direbbe Loredana, si chiama invece "attrattività"....Il primo post è di lunedì
di Loredana Oliva. Già da qualche anno, nella prima settimana di luglio il Censis anticipa i dati una sua ricerca, che promette di chiarire nei prossimi mesi, con numeri interessanti, nonché corposi sugli studenti italiani che s’iscrivono in università fuori dal territorio nazionale.
Non condivido la lettura negativa che ne fa lo stesso istituto di ricerca, e altri commentatori, e resto nello stesso tempo un po’sorpresa dai dati. Quasi in 39mila, secondo il Censis sarebbero gli studenti italiani che si sono iscritti in facoltà universitarie straniere.
Certamente sarà spiegato su quali criteri si siano ottenuti i risultati. Sul dato di quasi un milione e 800 di studenti universitari italiani? Sui diplomati degli ultimi dieci anni? Prendono il diploma di maturità una media di 2500 l’anno; al termine dell’anno scolastico 2006/2007, gli studenti diplomati erano 2.579, con un aumento dell’8,6 per cento.
La fotografia fatta dal Censis, è stata ottenuta incrociando i dati dell’Istat con quelli di altri centri di ricerca (Isfol, istituti di sondaggi?) e istituzioni (i ministeri, le università,Commissione Ue, e centri di orientamento?) tra cui l’Immigration and Naturalization Service degli Stati Uniti.  Le risposte le avremo, ne sono certa.
Ma questo rialzo delle cifre dei nostri studenti outcoming, così sbilanciato rispetto ai dati Ocse, che indicano un valore oscillante intorno al 2% degli studenti che escono dall’Italia per studiare e anche di quelli che sono attratti dagli atenei del nostro Paese, offre il fianco a riflessioni non troppo originali sulla “fuga dei cervelli”, espressione già nel dimenticatoio negli altri Paesi, dove si parla di Brain Circulation. Per quanto riguarda i nostri, nessuno li ha mai rincorsi alla frontiera, o cercato di trattenerli, tutti parlano di una dolce trasferta verso lidi migliori, senza interferenze né di politici, né di datori di lavoro, solo qualche mamma col fazzoletto in mano.

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24/06/08

Formazione all'estero/ Un Era(smus) per viaggiare

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Popolo viaggiante di Erasmus, fate un video della vostra esperienza e noi metteremo i più belli online su Job24.it durante l'estate... 
di Loredana Oliva. I più giovani registi della multiculturalità entrano in azione. Saranno gli studenti che hanno svolto un programma Erasmus, a mettersi in gioco, con cortometraggi, video, montaggi di foto, e raccontare così l’esperienza, frastornante, eccezionale, ma soprattutto utile per chi entra nel mercato del lavoro con una galleria d’immagini nel proprio vissuto che fanno di loro dei candidati con menti aperte, esperienze importanti, e apertura al mercato del lavoro globale.
La rete degli Erasmus si candida a rappresentare i bright and smart europei, quelli che le aziende ricercano. Così il board del network nazionale italiano ha deciso di fare dell’Erasmus “il corto di un’era”, e si rivolge agli studenti europei che fanno l’Erasmus in Italia. “Come ci vedono? Si sentono accolti? Gli atenei, le città, le facoltà sono luoghi del sapere dove riescono ad esprimersi?”
Entro il 6 luglio saranno selezionati i migliori video che racconteranno tutto ciò. “Vivere da erasmus significa portarsi dietro per sempre i volti, i sorrisi, i colori di una terra che senti come una seconda patria”, dicono dal network Esn . L’invito è quello di realizzare un cortometraggio, un montaggio o un video amatoriale raccontando quest’esperienza”.
Si potrà partecipare così al concorso “un era (smus) per viaggiare” e vincere premi interessanti. Per esempio una settimana alla Sunweek di Esn Palermo (un meeting estivo che si prevede dibattiti e feste danzanti tra Palermo e Mondello), e tre voucher Ryanair.

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bio Rosanna Santonocito

  • Rosanna Santonocito Rosanna Santonocito
    Di cosa parliamo quando parliamo di lavoro? Prendiamo in prestito (e lo distorciamo) il titolo di un bel libro di Raymond Carver. Lì i racconti parlavano d’amore. E il lavoro, proprio come l'amore, che ci sia o no, é un argomento che interessa tutti e su cui tutti hanno qualcosa da dire.
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