7 febbraio 2012 - 10:50
Dirty Job / French (mani)cure contro la disoccupazione: armate di limetta e smalto per (ri)trovare lavoro
Nei Centri per l'impiego francesi curare il proprio aspetto è una politica attiva: si comincia da lì, soprattutto quando se ne ha poca voglia perchè la testa è altrove. L'effetto positivo sull'umore di piega e smalto i francesi l'avevano già sperimentato negli ospedali, anni fa. Vedersi e farsi vedere al meglio senza dubbio aiuta ai colloqui, anche se, come ricorda Luigi, l'aspetto non è tutto, infatti la remise en beautè fa parte di un intervento che lavora soprattutto sulle abilità e le competenze. Permettetemi un po' di invidia per i vicini di frontiera, e non solo per la creatività: lì il binomio aspetto-lavoro non è diventato una materia impraticabile...
di Luigi Ballerini.- Chissà se la french manicure potrà davvero trasformarsi in una “french cure”? Sì, proprio un’inedita cura per l’inoccupazione delle donne. Per ora l’esperimento è tutto parigino, ma potrebbe dilatarsi a macchia d’olio (pardon, a macchia di smalto) una volta che si diffonderà la consapevolezza dei risultati positivi dell’iniziativa.
Pole Emploi, l’agenzia governativa francese per il lavoro, mette a disposizione – per ora esclusivamente alle donne, ma in futuro non si esclude che il servizio possa essere esteso anche agli uomini – degli atelier gratuiti per le disoccupate in cui acquisire nuove competenze per rifarsi il look. Precedenza viene data alle donne che da qualche anno si trovano senza occupazione, e tra le schiere delle frequentanti molte sono over50.
Trucco e parrucco assieme alla manicure vengono così messi al servizio della ricerca di una nuova occupazione, dentro la certezza che ciò che in gergo tecnico viene definito lo standing – ossia il modo di porsi e presentarsi – abbia un effetto potente su chi deve valutarci e possibilmente sceglierci per un’assunzione. E siccome l’aspetto non è tutto, ecco intervenire nel programma anche un esperto coach che aiuta a sciogliere quei nodi relazionali, magari certe durezze o rigidità, che possono a loro volta compromettere l’esito del colloquio. L’anno scorso quasi metà delle donne che hanno partecipato agli atelier hanno avuto la soddisfazione di rientrare nel mondo del lavoro, per la precisione venticinque su sessanta.
Certo, non possiamo essere ingenui e affidare tutto al look: le competenze e le conoscenze non possono mancare e non si tratta certo di ingannare, né tantomeno sedurre, chi lavora nella selezione del personale. E’ altrettanto vero, però, che a parità di esperienza e hard skills la cura di sé e il saperci fare nel rapporto sono elementi preziosi che possono effettivamente orientare la scelta finale. Sappiamo infatti che non basta essere tecnicamente bravi nel proprio lavoro se poi si ci si presenta come sciatti o troppo affettati, come arroganti e presuntuosi o, al contrario troppo dimessi. Parte del successo di un colloquio di selezione passa anche dall’extraverbale, dal modo in cui si arriva all’appuntamento, della sicurezza di sé e della positività che traspare dal proprio aspetto.
Ma tutto ciò non vale per chiunque, uomini compresi? Barba fatta, modi cortesi, ma senza sbavature, mani e taglio curati sono ugualmente indici positivi anche per gli xy, segnali esteriori che possono valorizzare anche ciò che a prima vista non appare. Allora, per favore, qualcuno lo dica anche ai signori. Forse sono davvero coloro che ne hanno più bisogno, se non proprio della french manicure almeno della french cure.
SEGUI JOBTALK E JOB24.IT ANCHE SU TWITTER CON 24JOB
Permalink Commenti (0) TrackBack (0)
Categorie: DirtyJob
