Successivo » « Precedente

Il lato B / Fuga per 60mila: tanti sono i giovani che se ne vanno all'estero ogni anno

Riporto un'Ansa di oggi pomeriggio. Piu' di 60.000 giovani italiani, lavoratori o in cerca di lavoro, lasciano l'Italia ogni anno per cercare migliori occasioni di lavoro all'estero. Molti di questi in cerca di prima occupazione. Lo rileva uno studio di Confimpreseitalia, l'associazione delle micro imprese e dell'artigianato aderente a Confapi. E' un'analisi, spiega il segretario confederale Claudio Bosi, messa a punto in base all'incrocio di dati dei ministeri dell'Interno ed Esteri facendo riferimento ai ragazzi tra 20-32 anni'. Tale e quale, visto che i blog ormai piacciono cosi.
Blogger-giornalista zitto con la bocca tappata, per non inquinare lo spazio a disposizione dei commentatori non-lettori, sproloquianti, preferibilmente off topic (ops: fuori tema, senno' i patriotti con due p come era scritto sul sussidiario, già stizziti abbastanza per il contenuto della notizia, poi si arrabbiano con me... )
SEGUI JOBTALK E JOB24.IT ANCHE SU TWITTER CON 24JOB

Commenti

Buonasera alla cortese Ospite di questo Blog e all´"anonimo" MBA!

Penso che non sia il caso né di farsi prendere dal panico né di sconfortarsi.
Ho ascoltato di recente una intervista telefonica al capo delle risorse umane di TIM, in cui questi chiaramente annunciava che il formato di accesso, la dimensione e la varietá del mercato mondiale del lavoro rendono assolutamente superflua la preoccupazione di trovare un lavoro, per lo meno per i profili ad alto livello di formazione.

Molto semplicemente, il mio consiglio é quello di essere curiosi e aperti, ricercare, e rendersi conto che noi italiani all´estero siamo forse anche piú numerosi - senza dimenticare i venticinque milioni di connazionali che hanno fatto diaspora nel corso del secolo XIX...

Mi sia perdonata la metafora del calcio, ma se i giovani calciatori italiani devono andare a giocare all´estero e misurarsi con giovani giocatori cosmopoliti anche a casa propria - che proprio in virtú del proprio cosmopolitismo e voglia di conquistare sono a volte piu´"forti" degli autoctoni - forse non c´é alternativa, per chi ha grandi aspettative.

Molto semplicemente, si chiama - competizione.

Senz'altro! Anche se ho la sensazione che la mia unità sparirà completamente dalla statistica, anche dal denominatore - ossia anche il sottoscritto prendera' la via della 'fuga' all'estero..

Me lo auguro davvero! Se va così e lei passa dall'altra parte del conteggio statistico, me lo faccia sapere...

Gentilissima Dott.ssa Santonocito, mi perdoni la tardiva risposta ma solo ora riesco a tornare su Internet. Certamente la autorizzo a mettermi in contatto con il Sig. Franco. Mi rendo conto e sono cosciente della sua raccomandazione. Mi faccia però farle presente anche che in questo momento di grande difficoltà per il paese - con un tasso di disoccupazione prossimo al 12% e giovanile prossimo al 40% - il mio problema personale, come Lei sottolinea, smette di essere tale ma assume una connotazione sistemica. Detto ciò, in ogni caso la ringrazio pubblicamente perchè il suo contributo potrebbe aiutare a diminuire di una unità il valore a numeratore degli indici che le ho scritto. Cordialità

Gent.mma Dr Santonocito, per età e per mentalità non sono fan di nessuno, mi piace leggere ed essere informato, quando capita mi piace dire la mia (nel suo blog credo di aver postato 4 o 5 volte). Dai toni mi pare che infastidita sia Lei e sinceramente non ne capisco il motivo.
Navigando ho trovato questo:
i giornalisti non dovrebbero pensare di possedere una maggiore dignità, in virtù di ciò che rappresentano, per la struttura in cui sono integrati, e che per molti aspetti costituisce anche il loro stesso limite. Oggi è diverso da ieri, e domani lo sarà ancora di più. "reporters sans frontiers.
Aprile 2010, Aosta- Il blogger è responsabile solo dei messaggi firmati da lui,non è equiparabile a un direttore di giornale, i post non firmati devono essere considerati anonimi. 3^ sez.corte appello torino
Quanto sopra non significa che non deve moderare i commenti anzi...
In ogni caso ho il piacere di leggerla così come per tanti altri suoi colleghi anche di altre testate altrettanto prestigiose.

gentile Mba, se lei mi autorizza passo la sua email a Franco. Ma mi perdoni se le ricordo che il blog non è un club di incontri o uno sportello per la soluzione di problemi personali, ma uno spazio di confronto su punti di vista che interessano tutti

Ma Gigio-Paolo, lei è proprio un mio fan, e anche instancabile: mi segue ovunque, nonostante il fastidio che manifesta, raramente entrando nel merito del tema di cui si parla, però...fa lo stesso con tutti i miei colleghi? A parte gli scherzi, rispondo alal sua domanda: essendo il blog che mi è stato affidato da oltre tre anni ormai, parte di una testata giornalistica della serietà e del prestigio de Il Sole 24 Ore sono tenuta, a garanzia dei lettori, a verificare l'identità e la correttezza di chi commenta. Le regole del Guardian a guida dei suoi giornalisti-blogger, di cui parlo nel post di oggi, non sono superflue, vedo..

Non riesco a capire xchè le crea problemi l'anonimato dei suoi interlocutori !
Peraltro è strano che tutte le volte che qualcuno non è d'accordo con Lei oppure viene *punzecchiata*, etc si prenda la briga di verificare indirizzo Ip la mail..oltre che a non perdere occasione per polemizzare con i bloggers che la leggono e postano.
I blog permettono questo se ne convinca !
In una recente sua intervista ha dichiarato *Non prendo molto sul serio la gerarchia, chi tiene le persone a distanza, ma prendo molto sul serio i valori e la sostanza. Ho la fama di essere una persona intransigente e durissima, e in parte è vero, però sono anche una persona molto disponibile.*
La sua fama di dura e intransigente la gia* espressa, attendiamo il resto .
Cordialmente

La ringrazio per il cortese suggerimento. Le faccio presente però che in questo momento storico anche altrove le opportunità non fioccano.. le storie di successo che avrà sentito di italiani che hanno trovato la loro strada all'estero, sono per la maggior parte B.C. (before crisis, no before Christ!), ossia prima di Settembre 2008, crollo di Lehman. Negli ultimi due anni italiani qualificati che hanno provato a trovare lavoro all'estero, non sempre ci sono riusciti. La mia testimonianza - l'ennesima delle milioni che avrà sentito - non vuol essere fine a se stessa, ma funzionale alla mia richiesta di esser messo in contatto con il Sig. Franco. Mi contatti in privato. Grazie.

caro Mba anonimo, le tue considerazioni sono in linea con quello che dichiara Vladimir Nanut, presidente di Asfor in una intervista che sarà online domani su Job24.it a commento di una ricerca Qs su inserimento, richiesta da parte delle aziende e compensi dei neo-masterizzati. Un insider del mondo degli addetti ai lavori dell'alta formazione e un neo diplomato dicono sostanzialmente la stessa cosa: a che serve fare un master se in Italia lo spazio non c'è nemmeno per i bravi e motivati? Non resta che cercare insermento altrove...

Buonasera sono un MBA SDA Bocconi class 2009 terminato a Dicembre. Scrivo con estrema franchezza che sto avendo molte difficoltà a reinserirmi nel mondo del lavoro, nonostante un curriculum accademico di eccellente livello e una ottima carriera finora. Vedo che in redazione c'è la Dott.ssa Bombelli che ha lavorato in SDA e che quindi conosce bene l'ambiente. Tra poco usciranno i nuovi MBA, e molti altri (specialmente gli italiani) troveranno le stesse difficoltà mie e di altri miei colleghi che hanno creduto (e che credono, ma con estremo rammarico) nei valori e nello spirito di un MBA e della cultura a manageriale che esso fornisce. In questo contesto di crisi mondiale, dove il sistema Italia sta mostrando più di ogni altro paese europeo la sua forte debolezza, i suoi grandi gap rispetto alle economie avanzate e soprattutto l’assenza di una ‘future hope’ per i giovani, purtroppo c’è l’amara constatazione e ormai mera rassegnazione che un MBA in Italia sia uno stop alla carriera piuttosto che un acceleratore.

Mi limito a proporre un esempio molto semplice di come un MBA possa essere utile, senza scomodare le grandi multinazionali: le pubbliche amministrazioni comunali potrebbero assumere un MBA per poter internamente fare la valutazione degli strumenti di copertura finanziaria che continuano ad acquistare dalle banche, senza saper calcolare le perdite nei vari scenari, e fidandosi della controparte.
I casi del comune di Milano – 100 milioni di € di perdita, avete letto bene.. -, del comune di Torino o della Regione Piemonte sono emblematici. Nell’ipotesi di retribuire un MBA 50k€ all’anno - quindi non uno stipendio folle, ma poco meno di 2.400 € nette in busta paga su 14 mensilità -, ossia supponendo un total cost per il comune di 80k€ (considerando contributi, social security, trasferte, etc..), lascio a voi il calcolo del ritorno dell’investimento derivante dalla sua assunzione a fronte delle potenziali perdite evitabili.

Detto ciò, vorrei avere la possibilità di poter essere messo in contatto con il Sig. Franco, per opportunità professionali. Grazie.

Cordialmente.

60mila sono tanti, se si condidera la difficoltà di avere dati precisi, chi va non lo comunica di solito. Credo siano anche di più. Non lo comunicano perché - forse- oltre a ricevere il certificato elettorale, iscrivedosi all'anagrafe degli italiani residenti all'estero, non otterrebbe altro. Ho dato un'occhiata alla Maison de Français à l'étranger, che è l'annuario dei francesi che lavorano all'estero, nel sito si parla di coaching, di recruiting, di diritti sanitari, di pratiche per il ritorno, di servizi. Si può espatriare e tenere contatti utili con il proprio Stato. In altri Stati lo fanno.

grazie Franco! Vuoi dire che adesso scrivono a Jobtalk anche gli altri 59.999? Speriamo!

Eccomi!

da aprilia (Noale) e Piaggio&C. (Pontedera)
a PUMA (Norimberga) e PPR (Parigi).
Dal 2008 - fatelo anche voi!

In bocca al lupo, Franco

Scrivi un commento

I commenti per questa nota sono chiusi.

Wikio - Top dei blog - EconomiaJOBtalk
nei top blogs di Wikio

I nostri blog