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Diari / Dal Meeting di Rimini : l'imprenditore puoi farlo anche tu bibidibobidibooo! Siamo proprio sicuri?

Quelli che il lavoro bisogna inventarselo.. .è il mantra dei Grilli Parlanti, spesso Grilli Scriventi generalisti che improvvisano articoli e persino corpose inchieste sul tema, come se bastassero il ditino alzato e la formula magica...occhio che dopo le vacanze ritornano pure loro...Quelli che imprenditore si diventa e tutti possono farlo è un altro bel luogo comune che imperversa soprattutto nelle stagioni di  carestia occupazionale. Bibidibobidibooo! Attenzione: il saggio Ballerini , che sta seguendo il Meeting di Rimini (anche) per Jobtalk (bello il titolo di quest'anno: “Quella natura che ci spinge a desiderare cose grandi è il cuore” ), mette in guardia da questo tipo di buon senso pret-a-porter...il successo, scrive Luigi, non si improvvisa.. 
di Luigi Ballerini- Sostenere l’imprenditorialià. Di questo si è parlato ad un incontro sul lavoro al Meeting di Rimini alla presenza del presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello, e di Giorgio Guerrini, Presidente di Confartigianato. Impressionante l’entità della questione: le imprese iscritte alle camere di commercio hanno raggiunto i sei milioni e le PMI costituiscono il 98% del totale delle imprese di tutto il paese. Due punti nelle relazioni spiccavano fra gli altri: le oggettive difficoltà imposte dalla situazione economica-amministrativa-fiscale e la progressiva riduzione del numero dei giovani imprenditori con aumento speculare dei settantenni.
Viene subito da osservare che questi ultimi dati contrastano con la superficialità dei messaggi che arrivano da più parti, anche da una certa stampa specializzata, sull’opportunità e i vantaggi del cosiddetto passaggio da manager a imprenditore, quale sbrigativa soluzione anticrisi. Sulle pagine dei giornali e nelle trasmissioni radio che si occupano a diverso titolo di lavoro da tempo si abusa dell’espressione “reinventarsi un lavoro”, prospettiva all’interno della quale il modo privilegiato sarebbe proprio diventare imprenditore. Come se fosse davvero possibile improvvisarsi tali.
Personalmente resto abbastanza sconcertato quando a un soggetto che ha sempre fatto altro qualcuno si permette di suggerire con leggerezza, e magari con pseudo-autorevolezza, di aprire una pizzeria o un negozio in franchising o avviare un’attività artigianale. Di solito chi caldeggia queste scelte è personalmente al sicuro e al riparo in una confort zone; forse non si rende pienamente conto dell’impatto di certi consigli, avventati, su chi si trova in un momento di difficoltà.
Attivare un’impresa, anzi un’intrapresa personale, non è da tutti; occorrono qualità e attitudini particolari che raramente possono essere attivate o costruite ex novo. Non mi riferisco solo alla competenza nel far fronte alla burocrazia sempre troppo ingente e nel destreggiarsi con la pressione fiscale senza restarne schiacciati, quanto piuttosto alla capacità di pensarsi imprenditori, con l’assunzione del rischio che ne consegue per sé e per gli altri. Se non esiste un certo saperci fare rischia di saltare tutto e per alcuni un tale fallimento potrebbe essere davvero troppo pesante da sopportare.
Allora stiamo attenti quando scriviamo o parliamo di lavoro, da professionisti o da semplici amici: non proponiamo strade impercorribili, soprattutto non ripetiamo messaggi solo perché diventano di moda, senza valutarne il reale contenuto e l’impatto sulla vita delle persone.
Sostenere l’imprenditorialità era il titolo ben pensato dell’incontro. Qualcosa di più che il solo sostenere le imprese. Significa prestare attenzione al fattore umano oltre che a quello organizzativo, ad esempio.
E lo possiamo fare anche dando una visione realistica di cosa significa davvero diventare imprenditori, senza generare false aspettative. Perché il successo, specie in questi frangenti, non si improvvisa.
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Commenti

Condivido l'impostazione dell'articolo. L'eccesso di riduzione della complessità che sta dietro alla scelta di fare l'imprenditore (o, meglio, di essere imprenditore) spesso produce danni notevoli.
E di banalizzazioni credo che ne abbiamo già abbastanza.
Proprio in questi giorni ho letto un articolo nel quale l'imprenditorialità è stata definita come un tratto della personalità che si possiede oppure no. Non si costruisce. E' una visione provocatoria, ma forse con un fondo di verità.
Oltretutto, lo stesso articolo spiega come questa non sia assolutamente una condizione sufficiente per il successo.
La provocazione finale dell'articolo: Se si un imprenditore, traine vantaggio. Se non lo sei e il tuo business ha bisogno di un imprenditore, assumine uno!

Allora auguriamo buona evacuazione a tutti, se questo è il livello dialettico

perchè il cuore cosi come la pazienza, l'ottimismo etc credo stia per finire... rimane la speranza ma, un vecchio detto dice chi vive sperando muore c.....do !
Per due che vanno sul palco ce ne sono centinaia che chiudono .... è più facile e più bello forse anche ovvio far vedere i due che vanno bene !

non mi pare proprio che gli imprenditori disertino i palchi, soprattutto gli imprenditori che hanno una storia di successo personale da testimoniare (con le parole)...Parlo per tutti voi la' fuori in Internet: come dice il titolo del meeting, perchè non cerchiamo di metterci un po' di cuore, nei commenti, oltre alla bile ?

In Italia c’è troppa differenza fra chi fa impresa rischiando in proprio con tutti i problemi di gestione di un azienda e chi gestisce o dirige un impresa non sua, magari importante, con uno stipendio molto spesso rilevante; pratica contro teoria; assunzione di responsabilità e potere decisionale contro telefoni spenti e mancate risposte; gestione contro riunioni inutili; trovare soluzioni convenire armonizzare per fare business contro ……………. ma, boh !!
Cartina di tornasole: si contano i manager “con le palle”, ancor meno quelli che pur con discrete risorse sono diventati imprenditori in proprio e sono riusciti ad ottenere risultati.
Da un palco, qualunque palco, di parole se ne fanno e dicono tante ..la realtà ed i fatti concreti, sono un altra cosa !

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