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Welcome: regia di Philippe Lioret
Parola chiave: immigrati
Professione: qualsiasi, pur di mangiare una volta al giorno
Ambientazione: Calais, Francia del nord
Genere: drammatico
Trailer: http://www.youtube.com/watch?v=dvImtvPyVlc
di Fabrizio Buratto.- Febbraio 2008: Bilal, un curdo di diciassette anni, arriva a Calais dopo un lungo viaggio, convinto di imbarcarsi per Londra dove da qualche tempo si è trasferita Mina, la ragazza di cui è innamorato. Ma è un clandestino, sgradito al regno di sua maestà, quindi non può fare altro che tentare di passare come fanno le centinaia di clandestini bloccati a Calais: pagare cinquecento euro per nascondersi in un camion. Il mezzo viene ispezionato alla frontiera, Bilal e i suoi compagni di sventura scoperti. Ma sono rifugiati di guerra, dunque non possono essere oggetto di respingimenti – per usare un neologismo. La polizia di frontiera li scheda scrivendo un numero con il pennarello indelebile sul palmo della mano. Brutta storia quella dei numeri sulla pelle. L’avvocato difensore affidato d’ufficio a Bilal propone al giudice di mandarlo in un centro di accoglienza, in quanto minorenne. Richiesta respinta. Il giudice parla chiaro: “Faremo di tutto perché non si trattenga nel nostro paese”.
Bilal non si scoraggia: ha diciassette anni, di là dalla Manica lo aspetta il suo amore e poi laggiù, oltre quella bianca scogliera che nelle giornate limpide si vede da Calais, c’è il lavoro. Il fratello di Mina, ex compagno di calcio di Bilal in Kurdistan, fa il lavapiatti a Londra, mentre il padre di Mina lavora nel ristorante di un cugino. E poi in Inghilterra c’è il calcio che conta, e Bilal sogna di giocare nel Manchester come il suo idolo Cristiano Ronaldo. Perciò lo ritroviamo in piscina: “voglio imparare a nuotare bene a stile libero”, dice con il suo inglese stentato a Simon, l’istruttore interpretato dal bravissimo Vincent Lindon. Avanti e indietro, una vasca dopo l’altra, con incredibile determinazione. L’istruttore, che capisce cos’ha in mente il ragazzo, lo avverte: “per attraversare la Manica a nuoto bisogna essere molto allenati. Ci sono le correnti, navi enormi, e la temperatura dell’acqua è di dieci gradi.”
Simon incontra al supermercato Marion, la donna dalla quale si sta separando, attivista nell’organizzazione umanitaria che aiuta i rifugiati di Calais con vestiti e pasti caldi. Il servizio d’ordine del supermercato
La legge sull’immigrazione voluta da Sarkozy punisce i cittadini francesi che aiutano i clandestini con cinque anni di reclusione, sebbene l’articolo 13 della “Dichiarazione dei diritti dell’uomo” reciti: “ogni individuo ha diritto alla libertà di movimento e di residenza entro i confini di ogni Stato”. E l’articolo 23: “ogni individuo ha diritto al lavoro”. Ma i diritti vanno continuamente conquistati e rinegoziati all’interno di rapporti di forza in perenne mutazione, posto che il coltello dalla parte del manico ce l’ha sempre la stessa parte. Detto questo, buon white Christmas a tutti, anche a chi ha la pelle nera perché c’è scritto nel suo dna.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

Commenti
Antonella Appiano 21/dic/2009 14:59:32
Fabrizio Buratto 21/dic/2009 00:32:38
Antonella Appiano 20/dic/2009 00:21:32
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