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II Lato B / Istat: due milioni di (senza) posti di lavoro, è il record dal 2004, i primatisti sono i giovani under24 e Lisbona 2010 è dietro l'angolo

 Disoccupatoblame Due milioni di italiani senza lavoro in ottobre, mai stati così tanti dal marzo del 2004, lo dice il primo bollettino con rilevazione mensile dell'Istat, uscito stamattina. Il tasso di disoccupazione è salito all'8% dal 7,8% di settembre e dal 7% dell' ottobre 2008.  Gli occupati sono 23milioni e 99mila, 284mila in meno dello stesso mese dell'anno scorso con il tasso di occupazione che scende dello 0,9 fino al 57,6% alla soglia del 2010, anno traguardo degli obiettivi europei di Lisbona, tasso di occupazione globale da raggiungere: 70%, tasso di occupazione per i lavoratori over 50: 50%). 
Gli italiani inattivi , cioè quelli che non hanno un lavoro e nemmeno lo cercano, sono 14milioni 741, 210mila in più del 2008, ma il tasso di inattività,che è del 37,3%, resta praticamente uguale (+0,4) : in Italia gli scoraggiati (o gli impiegati del sommerso?) non sono, come è noto, un prodotto dell'ultima crisi finanziaria.
 Il numero di coloro che sono in cerca di lavoro ( che era tornato ad aumentare nel 2008, dopo nove anni) ,invece, è esattamente 2 milioni e 4mila, 236mila in più dell'anno scorso, quindi i disoccupati però attivati aumentano del 13%  e rispetto a settembre sono 39mila (il 2%) in più.
 Il tasso di disoccupazione giovanile a ottobre risulta  del 26,9% il che vuol dire che cresce: il gradino è di 4,5 punti percentuali rispetto a ottobre dell'anno scorso e di 0,6% su settembre. 
Nella nuova stima mensile dell'Istat manca il dato sugli stranieri, ne' si trova quello disaggregato sugli over50. Per chi è interessato, ecco allora la lettura di genere, che invece c'è. Tenendo sempre a mente che la strategia di Lisbona punta a un tasso di occupazione femminile del 60% entro il 2010, l'Istat ci comunica oggi che le donne occupate risultano 67mila in meno dallo stesso mese del 2008 (-0,7%) e 30mila in meno da settembre. Ci dice poi che il numero di donne disoccupate raggiunge le 979 mila unità, (+38 mila, ovvero +4,1 su settembre 2009 e +98 mila unità, pari all' 11,2 % sull'anno passato). Dunque  il tasso di occupazione femminile a ottobre è del 46,6%, in calo minimo dello 0,2% rispetto a settembre e dello 0,6 % rispetto a ottobre 2008. 
 L’occupazione maschile a ottobre 2009 è pari a 13.801 mila unità e cresce di 31mila ( 0,2%) rispetto a settembre ma diminuisce dell’1,5 per cento (-217 mila uni-tà) rispetto a ottobre 2008.  Il tasso di occupazione maschile è del 68,7% quindi cresce anche se di pochissimo per cento, registrando un lieve aumento di 0,1 punti percentuali nell’ultimo mese mai una riduzione più sostanziosa di 1,3 punti percentuali negli ultimi dodici mesi. Disoccupazione maschile: in ottobre 1.025 mila unità, invariata rispeto a settembre, ma in aumento del 15,5 per cento (che significa 138 mila unità) rispetto all'ottobre 2008 stesso mese dell’anno precedente. Il tasso di disoccupazione maschile è  6,9 %, invariato rispetto a settembre, ma in crescita di un punto sull'anno scorso .Il tasso di disoccupazione femminile è del 9,5% e il valore aumenta sia rispetto a settembre (+0,4 puntii), sia rispetto a ottobre 2008 (+0,9).
 70-60-50: sono le misure vitali della strategia europea dell'occupazione, fine corsa: dicembre 2010: Lisbona è a un giro di calendario. Per chi ci va in aereo, dall'Italia è un viaggio di neanche tre ore. Per chi ci va con le tabelle dell'Istat, inseguendo i tassi,  Lisbona è una meta intergalattica?   SEGUI JOBTALK E JOB24.IT ANCHE SU TWITTER CON 24JOB 
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Commenti

Per il responsabile del dipartimento lavoro delle Acli Maurizio Drezzadore, «avremo a che fare con un periodo prolungato di disoccupazione, che la crescita pur prevista non sarà in grado di riassorbire in tempi brevi». «Non basta allora - avverte - prolungare i sistemi di protezione sociale in deroga, come è stato fatto in Finanziaria, ma occorre una riforma strutturale degli ammortizzatori sociali. «Relativamente a queste misure strutturali - insiste Drezzadore - è particolarmente necessario estendere gli interventi di protezione per i lavoratori con contratti atipici, che sono soprattutto i giovani, rispetto ai quali il nostro tasso di disoccupazione supera di gran lunga la media europea». I nostri numeri complessivi sulla disoccupazione sono inferiori alla media degli altri Paesi, ma «il nostro vero problema è il basso tasso di occupazione, che riguarda soprattutto i giovani e le donne, e che si supera solamente con politiche di sviluppo. Ma su questo in Finanziaria non c'è quasi nulla».

Questo è il commento di Valentina Sanfelice di Bagnoli, presidente Giovani Imprenditori Confapi, che è arrivato via email: sono assolutamente d'accordo, l'aumento di coloro che NON cercano più lavoro e che in gran parte sono giovani è ancor più grave del dato totale: «I dati ISTAT_ dice la presidente dei giovani piccoli imprenditori - sono negativi ma risultano drammatici quelli sugli inattivi ovvero coloro che pur avendo età da lavoro hanno smesso di cercare un’occupazione. Indice del fatto che si riduce progressivamente la partecipazione alla vita economica, politica e sociale del Paese. Occorre restituire fiducia principalmente alle nuove generazioni, puntando su una riqualificazione del sistema formativo e su strumenti agevolativi automatici per chi vuole fare impresa. Occorre creare opportunità immediatamente accessibili per chi vuole riqualificarsi, anche favorendo esperienze di lavoro all'estero che rappresentano un valore aggiunto per il Paese».
GIUSTO! Che cosa fanno le piccole imprese però?

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