Soprattutto salvate il suo stile di vita, raccomanda il video, per Natale aggiungo io, che ingiustizia rinunciare al troppo e all'ostentato. I servizi dei Tg e gli articoli di giornale registrano il downsizing dei regali aziendali in numero e valore e dei riti fastidiosamente ipocriti come le cene e i brindisi comandati, ma tra le righe serpeggia percettibile il rammarico, non so se avete anche voi la stessa impressione...Post cattivello dall'abitualmente saggio Ballerini, naturalmente ironico. La sottolineatura anche fisica su ironico è d'obbligo di questi tempi di fraintendimenti, orizzonti mentali ristretti, iperbole senza grazia, livore senza sorriso, parole e gesti sconsiderati. Persino in Rete. Ma tornando alla sfida di Luigi: di che cosa possiamo fare a meno senza sentirci ridimensionati e mutilati anche nell'ego? Non solo a Natale...
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di Luigi Ballerini.- Direttamente da YouTube un video graffiante, ben costruito nella sua realmente finta retorica, sugli executive che perdono il lavoro . Ad alcuni può piacere, ad altri può forse disturbare: non è infatti facile, e sempre opportuno, fare ironia su situazioni che restano comunque drammatiche.
Trovo tuttavia clamorosa la tag-line dello spot che invita ad adottare un executive per “solo” 3700$ al giorno: “The money you give won't just save a life, it'll save a lifestyle”. Il denaro che donerete non salverà soltanto una vita, salverà un tenore di vita.
Il messaggio, un po’ tra le righe, ha la sua importanza: non conta quanto guadagni, conta quanto spendi. E quanto spendi costituisce proprio il tenore di vita da salvare.
Nella mia esperienza è questo uno dei freni maggiori nel rimettersi in gioco, dopo una caduta; l’aggrapparci agli oggetti. Titolava bene un libro di qualche anno fa: “La sicurezza degli oggetti”. Non si pensi che accada solo agli executive, ne siamo affetti un po’ tutti. Molto recentemente una persona che seguo ha rifiutato un posto di lavoro da 40K annui, dicendomi al telefono: “Quarantamila! Capisce, mi hanno offerto quarantamila!”. E parlava di euro non di yen. Il problema era che l’offerta, buona rispetto allo 0 attuale, diventava per lui quasi offensiva se paragonata allo status da 60K di prima.
La questione è: quanto di quello che abbiamo è veramente irrinunciabile? Cosa è necessario che manteniamo a ogni costo (anche quello di perdere una discreta offerta, che ci permette di attenderne altre migliori a venire)? Cosa possiamo, con una certa leggerezza, tagliare senza sentirci per forza di meno o più infelici?
E’ sempre un discorso scomodo, da affrontare con cautela e delicatezza, ma conosco tanti che hanno colto quest’occasione per ripensare cosa vale davvero e cosa conta per la vita. Perché perderla, qualora ci accada?
©RIPRODUZIONE RISERVATA

Commenti
annalisa feola 18/dic/2009 22:11:17
paolo 15/dic/2009 15:22:13
rosanna santonocito 15/dic/2009 13:46:20
Mariachiara Novati 15/dic/2009 10:09:18
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