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Vuoi diventare Top Manager? Partecipa al reality! Selezioni e casting in Bocconi, by Procter&Gamble (e neanche stavolta è uno scherzo)

Logo_topManager Quando la realtà supera la parodia, scrive Fabrizio, c'è qualcosa che non va. Già. Non solo perchè le candidate "signorine" ricevono in regalo rasoi e battute alla Mike Bongiorno. Visto poi che vanno di moda le professioni dell'atomo (de gustibus chartae non disputandum...) , a quando un bel reality in una centrale nucleare, adiacenze reattore. Frase tormentone: "Sei stato irradiato!"?
di Fabrizio Buratto.- “Top manager, la prima sfida live per diventare il manager Procter and Gamble del futuro. Accetta la sfida. Ci vediamo il diciassette novembre in Bocconi.” Con queste parole Sami Kahale, amministratore delegato Procter&Gamble Italia, si rivolge agli studenti nello spot   di “Top Manager”, il reality per diventare top manager, appunto. E alle 18 del 17 novembre, l’aula N03 del Velodromo in Bocconi è gremita di studenti, molti in piedi, per capire come accedere alle “selezioni & casting” – sul volantino c’è scritto proprio così –  e diventare uno dei 18 concorrenti che “si sfideranno in diretta in prove strategiche e pratiche davanti a una giuria composta da manager P&G”, prosegue il volantino
Quando la realtà supera la parodia, c’è qualcosa che non va. La pubblicità regresso delle Acli  si è rivelata profetica: il ribaltamento della realtà significa perdita di senso, carnevalizzazione del reale. Brutti segni. Ancor più se a proporli non è la tivvù, ma una prestigiosa università insieme “all’azienda di largo consumo più grande del mondo”, spiega Riccardo Calvi, responsabile della comunicazione istituzionale di P&G e anchorman dell’incontro. “Quanti anni ha Procter and Gamble?” Domanda Calvi. Dalla platea si alza un coro di numeri, fino a quando una ragazza urla: “centosettantadue”. Ok, l’anno è giusto. Parte l’applauso. “Hai vinto un rasoio da uomo, spero che tu sia fidanzata”, le dice Calvi mentre le consegna il premio  vinto grazie all’indovinello. “Nonostante la crisi, Procter and Gamble continua ad investire sulle persone”, prosegue  il conduttore, cedendo la parola ai tre giovani manager del team di Dario Baroni che hanno sviluppato l’idea del reality, ex bocconiani con ruoli di responsabilità in azienda. Ridono, scherzano fra loro, raccontano aneddoti divertenti perché in Procter&Gamble ci si diverte e questa è anche una lezione di marketing aziendale.
La presentazione ufficiale del reality pare sia lavoro da donna, poichè tocca a Claudia La Notte, e forse non è un caso che sia una ragazza molto bella. Finalmente si capisce che i vincitori saranno tre, e che il premio non è una posizione da top manager – sarebbe davvero il top – ma uno stage retribuito. Entro il 25 novembre, gli studenti interessati devono registrarsi sul sito di P&G e fare il test attitudinale, il 30 novembre sarà la volta delle selezioni e casting, mentre il 10 dicembre i 18 selezionati si sfideranno in diretta streaming sul sito dellaBocconi.  Le prove a cui saranno sottoposti in gruppi davanti all’amministratore delegato, spiega La Notte, sono tre: capacità strategiche, capacità di vendita, capacità di persuasione del top management. Chi desidera chiarimenti, può farlo al cocktail preparato all’uscita. Applauso finale, gli studenti si accalcano al tavolo dei relatori dove vengono distribuiti alcuni marchi Procter&Gamble: rasoi, shampoo e patatine. Allegria!
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Commenti

Rosanna, no dai, non farmi cantare! ;-)
Francesca, il mio invito era a non perdere la freschezza degli inizi, che non sono solo difficili, ma anche bellissimi, comunque pieni di prospettive. Era un invito a trovare uno stile personale, che non sia dettato troppo dagli schemi che propongono le aziende. Il talento, quello vero, non è necessariamente urlato, denudato e mostrato in video, per lo più si manifesta e impone con i risultati, col saperci fare nei rapporti oltre che con le capacità tecniche, nel generare un clima dove si sta reciprocamente bene. Il talento vero a volte è anche timido e chi è accorto non se lo lascia sfuggire solo per questo, ma lo riconosce e lo fa crescere come un germoglio (ecco il senso di uno stage). I duri, i determinati e i superdecisi rischiano di essere delle macchiette, convincono forse qualche HR ancora sensibile a certe etichette, ma non durano nel tempo. O magari durano in azienda, a costo di un vuoto esistenziale troppo oneroso, per poi essere scaricati in fretta quando non rendono più al top. Era a questo che mi riferivo. Non bisogna per forza essere "cattivi" per riuscire. Buona fortuna. Di cuore.

già. ormai questo è il modo di promuovere anche una selezione, nota emanuela. Forse è vero: allora mi adeguo e indico un concorso di canto come XFactor per selezionare i collaboratori di Job24.it. Prima si canta tutti insieme come negli spettacoli di Fiorello, che sollazzo, voi fate il televoto con i commenti o il pulsante vota l'articolo di Job24.it e i migliori vanno in finale, e lì finalmente li metto a cercare notizie e a scrivere...Magari ne trovo qualcuno che canta meglio di Fabrizio Buratto e vinciamo qualche altro premio giornalistico oltre a quello di oggi...Chissà quanto mi costano Luca Tommasini e Gaudi, però. E chi ti dice che le Yavanna, con le orecchiette a punta sintonizzate sulle notizie, non sanno anche scrivere (a sei mani, consegnano i pezzi velocissime...)? Perdonatemi la divagazione pop, ufficalmente sono in ferie, ma sono in redazione per via del premio Valore Lavoro (evviva!)

Questo tema è interessantissimo, e diventa più interessante leggendo i commenti alla cronaca del "reality business game". Su questi mi soffermo, e soprattutto sugli ultimi, quelli che vengono dagli studenti(o sedicenti tali): perché difendono questo stile di comunicazione che invece li penalizza? Se il diario di Francesca è sincero, come credo, perché accettare di essere messa nel calderone dell'"Ormai tanto è questo il modo per promuovere anche una selezione". Francesca non è che anche lei, come consulente di spicco di JemeBocconi
http://www.jemebocconi.it/App/Team/, vorrà utilizzare lo stesso linguaggio con i neo laureati? La prego non lo faccia, non farebbe onore alla mission della sua organizzazione. Saluti Emanuela.

Certo che anche noi universitari talvolta è sembrato “troppo”, ma abbiamo presto capito che questo è il mondo del lavoro di oggi, ancor più duro a causa della crisi; ci rimane solo da rimboccarci le maniche e dare il meglio di noi. Tuttavia, pensando anche all’attuale dibattito sull’incapacità della nostra nazione di far emergere l'eccellenza, non trovo “assurdi” processi molto selettivi, anzi, ben vengano, purché i criteri di valutazione siano realmente il merito e le qualità della persona. Le assicuro poi che non si tratta di prove impossibili, in cui vengono richieste competente tecniche fuori dalla nostra portata, basti pensare che io sono una laureanda in legge. Personalmente ho appena iniziato la ricerca del lavoro, ma sento le disastrose esperienze dei miei coetanei: posizioni in cui importa più chi ti raccomanda, rispetto ai tuoi reali meriti; intervistatori svogliati che promettono di richiamare e non lo fanno mai; aziende affermate che propongono stage dopo stage, con funzioni variabili tra il “jolly tuttofare” e “aiuto segretaria”. E noi, che tante energie abbiamo impiegato nello studio, siamo costretti a vivere situazioni umilianti, ci sentiamo mancati di rispetto, sminuiti nella nostra dignità. Questo si che è davvero assurdo.


Le perplessità sullo stile di comunicazione, a mio avviso, sono frutto di un giudizio forse un po’ affrettato e superficiale. Premetto che non ho partecipato alla serata, l’evento mi è stato spiegato allo stand dell’azienda, quindi mi scuso se le mie osservazioni possano apparirvi non pertinenti. Non credo però occorra, e tanto meno da me, un’apologia di P&G, si tratta di un’azienda con una storia così consolidata e un’autorevolezza tale, che a nessun studente è venuto in mente di associare la ripresa “live” del business case, con meccanismi propri di altro ambiente, non c’è stato alcun dubbio sulla serietà e il rigore del processo. Capisco le vostre osservazioni, il modo in cui si comunica è fondamentale, ma concentrarsi su questo enfatizzando solo alcuni aspetti, e soprattutto trascurandone il contenuto, rischia di trasmettere ai lettori un’idea fuorviante. Non vorrei semplificare, ma P&G seleziona i candidati in base ai meriti e le capacità, il percorso, lungo e impegnativo, presenta una fase finale innovativa, in cui le prove di selezione verranno affrontate davanti all’AD e in un contesto “live”, che nulla toglie alla serietà dell’azienda e dei candidati, ma che anzi vuole valorizzarne ancor più il talento. Per noi studenti è questo che realmente conta.

Francamente c'è qualcosa di troppo. Troppa determinazione, troppa sicurezza, troppo challenging, troppa pressione. Una nota personale: quando ho fatto il test di ammissione alla mia specializzazione medica ero rimasto stupefatto. Il test mi chiedeva di sapere già quello che avrei dovuto imparare in quattro anni di specialità. La domanda del tema era davvero tosta e su una patologia rara che probabilmente molti specialisti non avrebbero saputo commentare bene, ma io fresco di studi e previdente mi ero ben preparato comunque. Restava in me però almeno la certezza dell'assurdità della questione.
Le cose sono ancora peggiorare: preparare un business case per diventare entrare in formazione...
Competizione, azienda leader, essere selettivi... Termini vecchi, di una managerialità superata, che stonano in bocca ai giovani. Ma entrare nel mondo del lavoro è diventata una guerra?
Farsi filmare, presentare davanti all'AD servono solo a caricare la gente, ad aggiungere inutili e confondenti componenti emozionali. Francamente c'è qualcosa di troppo. Che non mi piace. Uno stile che dice già del possibile futuro di questi giovani per i quali è normale passare sotto un tale processo di selezione. Anzi sotto processo.

grazie francesca per il diario, se ci mandi anche la puntata seguente siamo contenti, io e i lettori che sono i veri "interessati", tanto è vero che il post di Fabrizio è stato linkato ad ampio raggio su blogs, linked-in, social network e in tutta la Rete da due settimane si discute dell'opportunità di promuovere una iniziativa di selezione come un reality usando il linguaggio della televisione, quella che la ex first lady Franca Ciampi che, come me, detesta le perifrasi, chiamò "deficiente" qualche tempo fa. I giovani e le persone serie in genere meritano un altro tipo di considerazione. Almeno credo...ma succederà lo stesso anche negli altri Paesi e nelle altre Università di prestigio? Mmmm... Un'ultima cosa: le opinioni personali non sono un intralcio da contenere arginare e tenere nascoste, anzi: su un blog sono assai gradite!

Non sono lo “studente bocconi” di cui sotto, ma dato che siete interessati ad un “Diario della giornata”, ecco il mio. Cercherò di omettere commenti personali (non vorrei che il mio “conflitto di interessi” facesse perdere di credibilità le mie parole), lasciando a voi il giudizio.


Dopo l’incontro ricevo una mail: devo sostenere due test on-line di circa 30 minuti l’uno, il primo attitudinale e il secondo di logica. Faccio i test e dopo qualche giorno ricevo le congratulazioni per aver avuto accesso alla seconda fase. 30 novembre, ore 8.30, nell’aula dell'Università i manager ci ripresentano il percorso di selezione e ci spiegano le modalità del test che dovremo affrontare: in 65 minuti 40 domande di matematica, logica figurativa e logica linguistica; ci mettiamo all'opera. Scaduto il tempo, un'ora di pausa, in cui i test vengono corretti, poi ci comunicano gli esiti. Ottimo, ho passato anche questo, bevo un caffè e mi preparo allo step successivo. Primo colloquio, circa 30 minuti, in cui partendo dal mio curriculum l’intervistatrice mi chiede di me e delle mie attitudini. Al termine saluta gentilmente, si consulta con i colleghi e mi comunica luogo e ora per il secondo colloquio. Secondo colloquio, anche qui mezz’oretta, più specifico per la posizione a cui mi sono candidata, mi vengono proposti dei casi aziendali e si discute delle attività di lavoro. Il risultato mi verrà comunicato in serata o tramite una chiamata l’indomani; ore 15.00, stanca ma soddisfatta, torno a casa. Oggi ricevo la fatidica chiamata, ho passato i colloqui e parteciperò alla giornata conclusiva. Il 10 dicembre dovrò svolgere un business case (ormai di prassi nelle grandi aziende), con una parte ripresa dalle telecamere (l’idea che i miei colleghi non selezionati commenteranno ogni mia azione aumenterà notevolmente la tensione), inoltre dovrei presentare direttamente davanti all’AD di P&G, opportunità a dir poco eccezionale per un candidato stagista.. La competizione sarà altissima, solo 3 persone riceveranno una proposta di stage, ma si tratta dell'azienda leader nel mercato dei beni di largo consumo, che siano estremamente selettivi lo sapevamo bene tutti, faticare per raggiungere i nostri obiettivi non ci spaventa.


Spero di avervi fornito qualche elemento utile, valutate poi a vostra discrezione la sostanza dell'iniziativa. Ma sostenere che i candidati siano stati selezionati per ragioni diverse dal merito e dal talento personale sarebbe, oltre che irrispettoso nei nostri confronti, assolutamente falso.


Rimango a totale disposizione per qualunque ulteriore chiarimento.

grazie della precisazione anonimo "studentebocconi". ci crediamo, però sulle cose che scriviamo noi ci mettiamo il nome e nel mio caso anche la faccia....mi domando: perchè non firmare un atto di fede così deciso e cristallino? Anzi, già che ci siamo: vuoi scriverci tu il diario di questa giornata di selezioni con tutti i crismi, non "alternative"?

Tutte le grandi università europee hanno dei canali privilegiati con le aziende per l'inserimento dei propri laureati...non vedo proprio perchè la Bocconi non dovrebbe...la giornata del 17 novembre non era determinante all'assunzione ovviamente...visto come è stato scritto l'articolo la gente penserà che ci lancino dietro i lavori...non è proprio così! il 17 novembre ci sono stati i Bocconi & Jobs e molte aziende erano presenti per presentare ile loro offerte...nel caso specifico di P&G, le selezioni vere si terranno il 30 novembre e assicuro a tutti che non sarà una passeggiata...i posti disponibili sarenno massimo 2 o 3 e gli studenti a concorrere direi un migliaio...quindi se pensate che ci prendano solo per il nome dell'università vi sbagliate di grosso...

Non bastava la catena di supermercati che ha messo in palio 10 posti a tempo determinato o il "winforlife".
Le metodologie di comunicazione delle nuove assunzioni ci danno contezza di un nuovo mondo del lavoro?
Spero che almeno i rappresentanti in Parlamento continueremo a sceglierli noi....

Cara Rosanna, ma che fatica! Non ne posso più, e lo dico da operatrice del settore, di gente che inventa nuovi modi e mezzi di comunicare quando si parla di lavoro. Che crea slogan e jingle come se fosse un prodotto da vendere. Il lavoro è una delle basi fondamentali della vita. Quando si parla di lavoro, si parla di dignità. Non è, comunque, un concorso a premi ed espressioni come "casting" o "live", sinceramente mi danno molto fastidio. Forse non sono così brava nel trovare un "wording" diverso dal solito, sono molto stantia e un pò babbiona. Ma credo che un pò di senso di responsabilità e una forte senso etico ci voglia in questo settore più che in altri.

Gentile Rosanna, mi scuso con lei per l'errore di battitura commesso nello scrivere il suo cognome. Se non lo conoscessi dopo anni che la leggo e dopo averla più volte incontrata di persona o sentita per telefono, sarebbe per me un errore ben più grave. Concordo che è fastidioso quando si sbaglia a pronunciare o scrivere un cognome. Mi creda, mi spiace per l'errore. Però francamente legarlo alla cura riposta dall'azienda nella selezione dei candidati mi sembra esagerato. Non entro nel merito del lavoro svolto dal collega Fabrizio Buratto per il quale nutro rispetto e fiducia. Mi limito solo a dire che anche io ero presente. Ed ho visto, ho sentito, ho parlato con le persone. Spero di meritare altrettanto rispetto e fiducia. Se non altro per il tono pacato e collaborativo con cui ho scritto per spiegare la nostra posizione, nel rispetto delle opinioni altrui. Grazie.

Per usare i modi e i mezzi della comunicazione contemporanea, invito tutti a guardare il video che promuove all'evento per rendersi conto di quanto "ironicamente" si promuova una seria opportunità di inserimento nel modo del lavoro. Il collega Fabrizio Buratto, da me inviato, ha testimoniato di persona il resto, e ha riferito qui quel che ha visto e sentito. Eh sì, esistono ancora giornalisti che vanno di persona a constatare i fatti, e sono quelli di Internet, strano vero?.. A me stupisce un pochino invece che quando si tratta di comunicare ai candidati gli aggiornatissimi portavoce aziendali facciano uso di tutti gli strumenti e gli stili della modernità per poi, al momento di spiegarsi, ricorrere alla solita lingua e alla solita lungaggine del passato. Credo che questo commento di P&G (si chiama così, commento, non post..) sia il più lungo mai pubblicato da questo blog. Il che, mi perdoni caro Calvi, lo lende francamente illeggibile a video. M perdoni un'altra cosa: mi chiamo SantonOcito, non SantonIcito. Un po' più di cura su q uesti minuscoli dettagli personali non guasterebbe. Se non fate attenzione ai nomi dei giornalisti ( e non ultimi arrivati sulla scena del lavoro, come ahimè nel mio caso..) chissà quanta ne prestate ai candidati...

Buongiorno a tutti. Sono Riccardo Calvi, il resp. dell’ufficio stampa di P&G e la persona che martedì, insieme ai alcuni miei colleghi, ha presentato l’iniziativa “Top Manager” in Bocconi. Leggendo i vostri post sento la necessità di chiarire, a nome del team che ha lavorato al progetto, alcuni punti che reputo importanti. Innanzitutto ringrazio Loredana per le parole di apprezzamento spese a favore dei nostri seminari e vorrei rassicurarla e rassicurare tutti sul fatto che la comunicazione P&G così come il nostro metodo di selezione del personale teso alla ricerca dell’eccellenza nei candidati, non è assolutamente cambiato rispetto al passato. Quanto alla iniziativa “Top Manager”, vorrei sgombrare il campo da dubbi: si tratta di un “business game” e non di un "reality show". Per candidarsi è necessario passare il consueto processo di selezione P&G, per l’occasione accelerato, basato sul curriculum, su un test logico matematico ed interviste. Quindi, come sempre per P&G, un processo di selezione basato sul merito e sul talento dei candidati. Non sono assolutamente previste altre meccaniche di selezione e questo aspetto, spiegato ai ragazzi nell'incontro di martedì in Università da persone P&G e da esponenti dell’Università Bocconi, è stato perfettamente compreso, a giudicare dal numero elevato di candidature che stiamo ricevendo. Il business game prevede il coinvolgimento di 18 studenti i quali, divisi in gruppi, si confronteranno in prove marketing, finanza e vendite. L’unica differenza rispetto ai consueti business games è rappresentata dal fatto che la sola parte finale verrà ripresa da telecamere e sarà visibile in streaming sul sito dell’università con l’obiettivo di dare agli studenti, che inevitabilmente non potranno essere presenti in sala, la possibilità di fruire della parte didattica legata alla gestione di reali casi aziendali. Per questo motivo, per la presenza di telecamere in aula, abbiamo voluto utilizzare ironicamente termini come “live” o “casting” sviluppando una comunicazione ed un wording diversa dal solito, che comprendo possa non piacere a tutti ma che, ci tengo a sottolineare, in Università è stata spiegata bene ai ragazzi e non aveva nessuna intenzione di creare aspettative diverse o di prendere per il naso nessuno. Alla fine a tre ragazzi - valutati oggettivamente sulle loro skills secondo i criteri P&G - verrà offerto un stage retribuito in azienda. Tutti gli altri che parteciperanno alla selezione, anche quelli che hanno passato i tests iniziali ma che non sono entrati tra i 18 finalisti, proseguiranno il normale processo di recruiting P&G in quanto potenzialmente validi per un futuro stage in azienda. Ovviamente anche questo è stato chiaramente detto e spiegato a tutti.
Sono completamente d’accordo con Loredana quando richiama al senso di responsabilità nella comunicazione. Un invito che reputo uno stimolo a far meglio per tutti e che dovrebbe riguardare tutti gli operatori, inclusi ovviamente i mezzi di informazione cui spetta certamente anche il compito di criticare, ma sicuramente quello di riportare i fatti con equidistanza e nella loro interezza per non rischiare di fuorviare il lettore. Sono assolutamente convinto che P&G sia una azienda altamente responsabile e con dei principi e valori sani ed una integrità che le consente di essere sul mercato con successo da oltre 170 anni. Credo, in tutta onestà, che responsabili ed integri lo siamo stati anche in questa occasione. Magari con uno stile di comunicazione al quale abbiamo volutamente dato un accento diverso dal solito e sul quale, ci mancherebbe, si può non essere d’accordo, ma che, come risulta dai feedback ricevuti in Università dagli studenti, è stato da loro compreso e largamente apprezzato. E per una azienda che fa del “consumer is boss” la sua filosofia di lavoro, questa è una piacevole soddisfazione. Per chiarezza e trasparenza inoltre ai ragazzi abbiamo anche spiegato come “Top Manager” sia solo il nome di una inziativa che racchiude un concetto, ovvero responsabilità importanti fin da subito e convinzione che ogni volta che in P&G intervistiamo un candidato non dobbiamo guardare in lui/lei solamente se è adatto al lavoro che pensiamo di assegnargli, ma soprattutto se ha le qualità e le potenzialità per diventare il numero uno dell’azienda, quindi un top manager. Il rispetto per l’intelligenza altrui, mi rende ragionevolmente convinto che nessuno abbia mai potuto immaginare anche solo per un momento che questa iniziativa potesse offrire ad un laureando o tesista un posto da top manager ovvero da direttore o amministratore delegato fin da subito. Formazione, coaching ed uno stile di management che consente ai talenti di esprimersi nel modo migliore, sono per P&G assets fondamentali sui quali non si scherza.
Concludo scusandomi per la lunghezza del post e ringraziando Rosanna Santonicito se vorrà offrirci la possibilità di chiarire le nostre motivazioni attraverso questo mio messaggio che spero possa servire per fare chiarezza nel rispetto delle opinioni di tutti, su una iniziativa che altro obiettivo non ha che offrire una possibilità immediata di impiego, per il momento in stage, a tre ragazzi di talento e speriamo in futuro anche a molti altri ancora tra coloro che si candideranno. Grazie.

sottoscrivo ogni tua parola loredana e lo so che ci daranno degli antichi e dei babbioni. Niente di strano se per reclutare manager si usa la metafora del reality, programma, o "format", che si basa sull'assenza di competenze dell'uomo qualunque selezionato proprio perchè non sa fare niente ma è bravo ad apparire...so che a scuola si dice agli insegnanti che devono "intrattenere" gli alunni, mica trasmettergli sapere e senso che gli servirà oppure no nella vita, questo poi dipenderà da loro. Tutto, anche la ricerca di lavoro, diventa divertimento e spettacolo. Basta non far sapere la verità ai candidati. Cioè che il clown è triste

Qui però il lavoro non c'entra più, anzi non centra più. Non è lì il centro. Tutto questo ambaradàn per tre posti di stage retribuito? Con questi costi? Parliamo solo di una brillante (!?) operazione di marketing aziendale che specula su un bisogno reale, sulle aspettative di chi cerca un lavoro. C'è qualcosa di umiliante in chi si rende scenografia di questa messinscena. Non era una selezione, era un casting vero e proprio. Spettacolarizziamo tutto. Proprio tutto.

Mettere insieme reality e lavoro, lotterie e stipendi, spesa al supermercato e posti di aspiranti salumieri è una tendenza drammatica, e non mi pento di avere usato questo termine. In ballo ci sono i più giovani, che vengono tirati per il naso per esigenze di mera pubblicità aziendale. Altro che persone! E lo scrivo a ragion veduta, non più tardi di tre anni fa mi sono occupata dei Seminari di P&G, e non era certo questa l'atmosfera, si svolgevano a Lisbona o a Ginevra, in un gruppo internazionale di laureandi con curricum eccellente e ottimo inglese, un confronto sull'information tecnology, o un European Financial Seminar, i migliori erano selezionati per uno stage. Va anche bene che si rida e si scherzi, e lo dico ai comunicatori aziendali e/o anchorman, però tenendo molto presente il senzo di responsabilità.
Per favore. Grazie. Loredana Oliva

A questo punto perchè non sceglierli direttamente fra i partecipanti del Grande Fratello?! Si rispamia tempo, denaro aziendale e soprattutto la pubblicità sui media è molto più alta. Massimo guadagno con minore spesa!

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