Leggo questo lancio di agenzia di Radiocor che vi giro così com'è. Non si assume dove si è prima licenziato. Non si assume finchè per le piccole imprese non si vedranno spiragli certi e ampie schiarite, per dirla con il linguaggio del meteo. Le aziende sono restie ad assumere perchè la situazione è fragile. Attenzione però. Non stiamo parlando dell'Italia, ma degli Stati Uniti. Chi cita le piccole imprese è un magnate della tv, ma è Rupert Murdoch. Il tasso di disoccupazione è arrivato alle due cifre, là, e a questo punto il problema è serio, dicono, e c'è da preoccuparsi. Così dicono negli Stati Uniti. Là. Da noi, qua, c'è la cassa integrazione con il monte ore che corre verso il record del 1984 e la disoccupazione è al 7,4. Quindi non siamo ancora così preoccupati per i posti di lavoro persi e per le piccole imprese pericolanti e il problema non è ancora così serio....
New York, 17 nov - Con un tasso di disoccupazione arrivato in ottobre al 10,2% e una situazione economica ancora fragile, le aziende americane sono ancora restie a tornare ad assumere. E' quanto e' emerso durante il Ceo Council, meeting di circa cento amministratori delegati organizzato come ogni anno dal Wall Street Journal a Washington. 'Non siamo in alcun modo vicini al punto in cui si avra' bisogno di assumere in modo massiccio', ha detto Mike Splinter, amministratore delegato del colosso dei microchip Applied Materials (la societa' ha ridotto del 15% la forza lavoro rispetto a due anni fa). 'Il numero di disoccupati e' alto negli Stati Uniti e non si ricomincera' ad assumere finche' non si avranno notizie certe sulle piccole imprese su larga scala', ha detto Ruper Murdoch, il magnate australiano numero uno dell'impero dei media News Corp. Secondo Thomas Glocer, amministratore delegato di Thomson Reuters, si tratta di 'un serio problema economico e politico' perche' non si riassume dove si e' in precedenza licenziato.
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Commenti
rosanna santonocito 19/nov/2009 10:48:11
Generazione P 18/nov/2009 16:41:32
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