Successivo » « Precedente

Flessibili o precari?/Posti di lavoro in palio al supermercato, niente cv please: non è uno scherzo, a questo punto è un trend?

  Testata_vinci_lavoro  

Eccone un'altra, di notizia sui nuovi canali "pop" di incontro tra domanda e offerta di lavoro. Più che di mercato trattasi di supermercato, il notaio certifica la regolarità della selezione chiamiamola pure così, il cv non interessa nè anonimo alla francese come leggiamo va molto di moda tra i ciarlieri esperti, nè nominativo. Tanto il premio (che non scordiamocelo, è un posto di lavoro) è cedibile. A chi vi pare. Fabrizio è sempre più imbufalito, mi immagino voi che leggete. Con il voi intendo candidati e operatori, anche...
di Fabrizio Buratto. In sala mensa si tiene un tremendo sorteggione: chi saranno, questo mese, i quattro fortunati a vincere il posto di lavoro? Non è la scena di un nuovo episodio di Fantozzi ma ciò che si verificherà, fino  ad ottobre 2010, fra i clienti dei supermercati del Centro Servizi & Distribuzione, raggruppante i marchi Sigma, Despar e Dico, per la gioia dei residenti in Sardegna, Emilia Romagna e Lombardia, regioni dove si trovano i punti vendita. L’iniziativa dei supermercati Tigros  invece di suscitare indignazione, ha fatto proseliti. Uguale la formula, molti di più i posti in palio: per partecipare al concorso “Vinci il tuo lavoro”, e vincere un posto di lavoro per un anno, occorre fare una spesa da trenta euro ed imbucare la cartolina compilata nell’apposita urna del supermercato. Il sorteggio non si terrà in  sala mensa, bensì in un meno conviviale studio notarile – speriamo almeno che ad estrarre i tagliandi chiamino la signorina Silvani – una volta al mese per 12 mesi, durante i quali saranno tirati in sorte 48 posti di lavoro per un valore di mercato di 20.100 euro a premio, cioè a posto, Iva esclusa.
Ma l’aspetto più divertente del regolamento – divertente  in senso etimologico, “deviando” da qualsiasi logica –  è che “prima dell’estrazione di ogni cartolina saranno indicati, alla presenza del notaio, la qualifica e le relative mansioni, il luogo e il datore di lavoro tra uno dei soggetti promotori del concorso, assegnati alla cartolina estratta.”
Mansioni sorteggiabili: “commesso, magazziniere, impiegato, salumiere, macellaio, cassiere, tutte riconducibili al IV livello del CCNL del settore terziario servizi.” Continuando a leggere il regolamento, si scopre che “l’avviamento al lavoro del vincitore è subordinato al possesso dei seguenti requisiti: giovani di età compresa tra 18 e 29 anni compiuti alla data di avviamento al lavoro, e  disoccupati di lunga durata con età compresa tra 29 e 32 anni compiuti alla data di avviamento al lavoro.”
 Il premio è cedibile, così che le mamme potranno tornare a casa con un lavoro nella borsa della spesa per i loro figli, bamboccioni e non. Come il caso nelle società arcaiche strutturate in caste assegnava ruoli sociali e mestieri per nascita, allo stesso modo con questi concorsi si assegna un posto di lavoro, senza nemmeno leggere il curriculum dell’assunto. Ma caso è anagramma di caos, non a caso, e la fa da padrone a sufficienza nelle nostre vite, senza bisogno di offrirgli altre possibilità. Dove sta il merito in queste assunzioni? Dove l’etica aziendale? Dicevano i latini: “semel in anno licet insanire”, una volta all’anno è lecito fare pazzie. Farle per dodici mesi consecutivi pare troppo.
SEGUI JOBTALK E JOB24.IT ANCHE SU TWITTER CON 24JOB

Commenti

Dire che sono esterefatta è veramente poco. E lo dico da operatrice del settore. Stiamo continuando a insistere che è necessaria una formazione più adeguata alle richieste del mercato, che la scuola, così come è concepita continua a sfornare disocuppati e a che cosa ci troviamo di fronte? Il lavoro vinto alla riffa (più o meno)? Ma è una totale follia, assolutamente immorale!

Alle considerazioni di Barbara, Marco e Simon, che parlano di banalizzazione del lavoro e situazione deprimente, vorrei aggiungere: come vi sentireste a lavorare di fianco ad una persona che ha vinto il posto di lavoro, mentre voi ve lo siete conquistato? Come si sentirebbe quella persona? La sua autostima, la sua dignità, ne soffrirebbero? Mi chiedo se le persone, anzi "i clienti" del supermercato che compilano le cartoline, si pongano queste domande.

@Fabrizio Buratto sposo totalmente le tue considerazioni finali. Non riesco ad immaginare che si possa costruire un rapporto lavorativo su una vincita alla lotteria. Stiamo perdendo il senso dell'etica e della morale, di più stiamo svilendo il senso del lavoro. Trovo che sia deprimente non solo per il lavoratore, ma anche per l'azienda collocare una risorsa di cui non si ha la benchè minima idea di caratteristiche personali e competenze lavorative in un ruolo solo perchè lo ha vinto alla lotteria. Tempo fà avevo letto della tendenza di giovani tra i venti e i trentanni a non fare nulla nè studio nè lavoro. In effetti se i messaggi che arrivano sono lotterie da rendite di 4000 euro al mese, lavori vinti ad una riffa, selezioni di chi ha ambizioni artistiche attraverso trasmissioni-evento come il Grande Fratello penso che stiamo andando dritti dritti verso un contesto sociale di persone convinte che basti esprimere un desiderio per ottenere senza far fatica qualunque cosa. Peccato che non sia così e che questo contesto renda le persone pericolosamente inette.

Non sono un fan del curriculum, ma questa moda del "vincere" i posti non è un po deprimente.
Cordiali Saluti
Marco Patruno

Che storia.
E' una banalizzazione del lavoro e di tutto cio' che il lavoro rappresenta.
E come dici tu...dov' e' il merito?

Scrivi un commento

I commenti per questa nota sono chiusi.

Wikio - Top dei blog - EconomiaJOBtalk
nei top blogs di Wikio

I nostri blog