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11/07/09

Il lato B / Symi post 1: collegati anche in vacanza, ma non per lavorare

Nell'isola del Dodecanneso dove mi trovo da una settimana, e che si chiama Symi, quest'anno c'è una novità. Sono tutti collegati. Ai tavolini dei bar a picco sull'Egeo profondo blu, sotto l'ombrellone sgarrupato in spiaggia, nella veranda dell'unico albergo scicchino e spocchiosetto (quindi popolato perlopiù da italiani).
Nei cafeneion del porto di Yalos sono comparsi un po' dappertutto i cartelli che promettono ouzo, mezes e wi-fi. Si naviga beati, ma non per mare.
Già arrivando all'aeroporto di Atene avevo notato il movimento inconsueto di laptop in uscita dagli zaini al posto dei libri ,come alternativa quasi paritaria all'I-pod. Email, Facebook e Twitter per ingannare l'attesa immancabile (fa parte degli ingredienti del viaggio, qui se l'aereo è puntuale ci si resta quasi male..). La ragione di tanta frenesia, ho capito dopo, è che l'aeroporto ellenico graziosamente offre a chi transita, forse come omaggio alla pazienza per i voli in ritardo, 45 minuti di connessione Internet gratis.
Già. Due sono le questioni centrali della nuova tecnomania estiva.
Una è la disponibilità della connessione, che ti cerca lei e non ti fa "santiare", come direbbe Camilleri (lettura tipicamente estiva, consiglio l'ultimo Montalbano "La danza del gabbiano", l'ho finito proprio oggi.). L'altra è il "cosa ti colleghi a fare".Per la  prima domanda  la risposta è facile : wi-fi come se piovesse predisposto dai premurosi e astuti operatori turistici greci. Anche perchè la schedina Internet mobile portata da casa, qui che si vede la Turchia dal balcone, va alla velocità tartarughesca di un modem. Però può capitare anche che, proprio sotto il tuo balcone, transiti un megayacht dotato di rete wireless superveloce e non protetta, nuda nuda e disponibile. E allora sciambola, si mette il turbo (e vuoi mettere  il gusto di ciucciare  megabit ai Vip...)
So che dall'anno scorso al Lido di Venezia il wi-fi è uno dei servizi offerti al villeggiante, credo anche gratis, e che questa estate, grazie alla Provincia di Milano gestione uscente e all'ex assessora Daniela Benelli , la stessa possibilità è prevista anche per i bagnanti del popolarissimo Idropark del proletarissimo ma  trendy Idroscalo, la spiaggia metropolitana di Milano.
Del resto, una ricerca che ho letto prima di partire, svolta da Nextplora per Samsung, e che ho recuperato testè, diceva che la dotazione tecnologica è sempre più "una variabile decisiva", per gli italiani, nella scelta del luogo in cui passare le  vacanze. Lo è abbastanza per  il 45%  e per il 23% è addirittura molto importante.  ll 37% degli italiani in viaggio, dicono questi dati, pretende un accesso wi-fi e il 35% almeno una postazione per il computer in hotel o in campeggio. E qui passiamo alla seconda e centrale domanda: per che fare?  Ci si porta  in valigia pc, videocamera digitale e notebook  soprattutto  per restare connessi con gli amici, mandare foto e video di quello che si fa e che si vede, continuare ad essere sui social network per raccontare le  vacanze. E poi per rimanere informati sull’attualità. O per paura di annoiarsi (mah!) .Meno, molto meno, si accede e si accende il pc, invece, per lavorare. Anzi: il 45%dei tecnovacanzieri pensa che in vacanza si debba staccare con tutto quel che ha a che fare con  l’ufficio, e la quota sale e va al  64%  tra coloro che hanno fra i 35 e 44 anni. Invece il 20% (cosa francamente incredibile) non si porta in ferie neanche il cellulare. O tutto o niente: basta non lavorare. Almeno in vacanza.
Tutto sommato, mi sembra una bella cosa: siamo lontani, ma sempre e ovunque a non più di uno strillo, o di  un tweet!, dagli amici, quelli in carne ed ossa e quelli del Web2.0, e comunque  non ci facciamo raggiungere e infestare dagli spettri del lavoro (intesi anche come capi e colleghi, non solo come obblighi e pensieri) nel nostro più o meno lontano time out. Che sia in Grecia, in Perù o ll'Idropark. Siamo pieni di voglia di condividere e raccontare. O di seguire il G8 e la Formula Uno, il concerto d'addio a Michael Jackson ma anche il blog preferito, JobTalk perchè no?  
L'ho detto, entusiasta,  a Enrico, il mio compagno di vita e di viaggio, che fa l'informatico di professione. Lui,  invece, se vede un pc sulla sedia sdraio scrolla la testa, e disapprova: "Il computer è la rovina del mondo", bofonchia. E riaffonda il naso nel suo libro.

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Commenti

Anch'io sono tra quelli che hanno il laptop attaccato al lap... E AMO collegarmi a reti non protette. Ma aggiungo che io non l'ho protetta per molto tempo. Mi piace pensare che qualcuno, magari un ragazzino a corto di soldi, possa scroccarmi un giro in internet...

Rosanna in fin dei conti ci hai mandato una cartolina. Con le parole hai tratteggiato il luogo in cui ti trovi e ne hai reso partecipi anche noi, affascinandoci. Siamo contenti per te e con te, ma please... come back soon!

...non so nulla delle spiagge italiane cara Rosanna. Se Arnald ti scrive dall'isola pedonale, io "dall'isola che non c'è". Mi aggiro pallida in una Roma rovente, intrappolata fra esami e "impicci e imbrogli" come si dice qui nella capitale. E- ironia della sorte, gli dei dell'Olimpo mi hanno colpita fino a qui- ho avuto, davvero, non ridere, anche problemi con il server...Ma, morbidamente, più saggia del saggio Luigi, resisto. "Spalmati" su qualche scoglio anche per me. A presto. Antonella

incasso l'invidia che so benevola dei jobtalkiani..sull'argomento carlo arcari ogni tanto mi ricorda il mito greco (appunto) di ercole che, dopo ogni fatica portata a termine con successo, si vestiva da donna e se ne stava un po' nascosto nel gineceo per non scatenare le ire stizzose degli dei d'olimpo...però che bellezza la varietà dei commenti, che arrivano dagli iper tech ai no tech, dalla saggia via di mezzo di antonella e persino da un abituè di Symi, che sorpresa. Caro Rodolfo, in settembre sarò io a invidiare te!!! Agli amanti dei libri: ho un post in arrivo anche per voi. Naturalmente. E cosa succede nelle spiagge italiane? Si leggono giornali e riviste o magari si va in cerca del gossip da ombrellone navigando sui siti a hoc?

Sì certo, ha ragione Enrico,ormai siamo vittime della frenesia informatizzata.Anch'io che appartengo a quella generazione che da autodidatta in un ventennio è passata dalla matita,penna e inchiostro, alla biro, alla macchina da scrivere,al fax,al computer con una "destrezza elefantiaca" e che subisce l'autorevolezza dello schermo illuminato sul quale scorrono le nostre fatiche e si inviano in mezzo secondo al destinatario, anch'io in vacanza, vengo colta da ribrezzo quando incrocio l'oggetto compagno degli irriducibili.A meno che, appunto, non serva, come ne fa buon'uso la nostra rosy santonocito, per raccontarci come se fossimo lì con lei, con quella dose di competenza ,rara ironia e lucenti colori che è propria della sua penna, ficcata nel profumo mediterraneo ,il mondo del lavoro e del turismo della terra su cui pesta i piedi e cogliere l'occasione per congratularsi ,con chi come lei, apprezza la tecnologia che avanza, a suon di numeri,dati, gradimento.Grazie Rosy , ci fai sentire una squadra!

Cara Rosanna, il fatto di non essere molto informato su tutte quelle che sono le nuove tecnologie informatiche mi fà godere a pieno il fascino, con un libro fra le mani, di quell'isoletta incantata e colorata che è Symi. Quest'anno non ce l'ho fatta ad andare d'agosto, ma la godrò a settembre.Non entro nel merito dell'articolo, però voglio esprimerti un pò di sana invidia per dove ti trovi e per cosa ti godi. Con cordialità, Rodolfo.

Cara Rosanna, collegati ma non per lavorare...Una terza via. buon suggerimento per me che passo da un estremo all'altro. Da rifiuti totali. Come hai scritto tu, neppure il cellulare, neppure leggere i giornali e, all'estero, "fingersi staniero" per distaccarsi completamente dal "mondo". Ad atteggiamenti compulsivi. Due anni fa in Siria, portatile inutilizzabile, crisi di panico e intere giornate agli Internet Point per finire un lavoro..Antonella

A parte gli scherzi. Credo che l'essere connessi sia diventato una pulsione quasi naturale ormai. Non avere l'accesso alla rete per le mani crea sempre più spesso umori neri, anche se sei sdraiato su un lettino di fronte al mar rosso. Non so se c'è o meno da scuotere la testa, ma senza dubbio il mondo è davvero cambiato: Spiagge incluse. - Arnald

Beata te però. Io ti scriverò da un'isola pedonale. - Arnald :P

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bio Rosanna Santonocito

  • Rosanna Santonocito Rosanna Santonocito
    Di cosa parliamo quando parliamo di lavoro? Prendiamo in prestito (e lo distorciamo) il titolo di un bel libro di Raymond Carver. Lì i racconti parlavano d’amore. E il lavoro, proprio come l'amore, che ci sia o no, é un argomento che interessa tutti e su cui tutti hanno qualcosa da dire.
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