Nell'isola del Dodecanneso dove mi trovo da una settimana, e che si chiama Symi, quest'anno c'è una novità. Sono tutti collegati. Ai tavolini dei bar a picco sull'Egeo profondo blu, sotto l'ombrellone sgarrupato in spiaggia, nella veranda dell'unico albergo scicchino e spocchiosetto (quindi popolato perlopiù da italiani).
Nei cafeneion del porto di Yalos sono comparsi un po' dappertutto i cartelli che promettono ouzo, mezes e wi-fi. Si naviga beati, ma non per mare.
Già arrivando all'aeroporto di Atene avevo notato il movimento inconsueto di laptop in uscita dagli zaini al posto dei libri ,come alternativa quasi paritaria all'I-pod. Email, Facebook e Twitter per ingannare l'attesa immancabile (fa parte degli ingredienti del viaggio, qui se l'aereo è puntuale ci si resta quasi male..). La ragione di tanta frenesia, ho capito dopo, è che l'aeroporto ellenico graziosamente offre a chi transita, forse come omaggio alla pazienza per i voli in ritardo, 45 minuti di connessione Internet gratis.
Già. Due sono le questioni centrali della nuova tecnomania estiva.
Una è la disponibilità della connessione, che ti cerca lei e non ti fa "santiare", come direbbe Camilleri (lettura tipicamente estiva, consiglio l'ultimo Montalbano "La danza del gabbiano", l'ho finito proprio oggi.). L'altra è il "cosa ti colleghi a fare".Per la prima domanda la risposta è facile : wi-fi come se piovesse predisposto dai premurosi e astuti operatori turistici greci. Anche perchè la schedina Internet mobile portata da casa, qui che si vede la Turchia dal balcone, va alla velocità tartarughesca di un modem. Però può capitare anche che, proprio sotto il tuo balcone, transiti un megayacht dotato di rete wireless superveloce e non protetta, nuda nuda e disponibile. E allora sciambola, si mette il turbo (e vuoi mettere il gusto di ciucciare megabit ai Vip...)
So che dall'anno scorso al Lido di Venezia il wi-fi è uno dei servizi offerti al villeggiante, credo anche gratis, e che questa estate, grazie alla Provincia di Milano gestione uscente e all'ex assessora Daniela Benelli , la stessa possibilità è prevista anche per i bagnanti del popolarissimo Idropark del proletarissimo ma trendy Idroscalo, la spiaggia metropolitana di Milano.
Del resto, una ricerca che ho letto prima di partire, svolta da Nextplora per Samsung, e che ho recuperato testè, diceva che la dotazione tecnologica è sempre più "una variabile decisiva", per gli italiani, nella scelta del luogo in cui passare le vacanze. Lo è abbastanza per il 45% e per il 23% è addirittura molto importante. ll 37% degli italiani in viaggio, dicono questi dati, pretende un accesso wi-fi e il 35% almeno una postazione per il computer in hotel o in campeggio. E qui passiamo alla seconda e centrale domanda: per che fare? Ci si porta in valigia pc, videocamera digitale e notebook soprattutto per restare connessi con gli amici, mandare foto e video di quello che si fa e che si vede, continuare ad essere sui social network per raccontare le vacanze. E poi per rimanere informati sull’attualità. O per paura di annoiarsi (mah!) .Meno, molto meno, si accede e si accende il pc, invece, per lavorare. Anzi: il 45%dei tecnovacanzieri pensa che in vacanza si debba staccare con tutto quel che ha a che fare con l’ufficio, e la quota sale e va al 64% tra coloro che hanno fra i 35 e 44 anni. Invece il 20% (cosa francamente incredibile) non si porta in ferie neanche il cellulare. O tutto o niente: basta non lavorare. Almeno in vacanza.
Tutto sommato, mi sembra una bella cosa: siamo lontani, ma sempre e ovunque a non più di uno strillo, o di un tweet!, dagli amici, quelli in carne ed ossa e quelli del Web2.0, e comunque non ci facciamo raggiungere e infestare dagli spettri del lavoro (intesi anche come capi e colleghi, non solo come obblighi e pensieri) nel nostro più o meno lontano time out. Che sia in Grecia, in Perù o ll'Idropark. Siamo pieni di voglia di condividere e raccontare. O di seguire il G8 e la Formula Uno, il concerto d'addio a Michael Jackson ma anche il blog preferito, JobTalk perchè no?
L'ho detto, entusiasta, a Enrico, il mio compagno di vita e di viaggio, che fa l'informatico di professione. Lui, invece, se vede un pc sulla sedia sdraio scrolla la testa, e disapprova: "Il computer è la rovina del mondo", bofonchia. E riaffonda il naso nel suo libro.
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Commenti
angelina 16/lug/2009 18:22:34
Luigi 14/lug/2009 22:56:11
antonella appiano 14/lug/2009 19:22:08
rosanna santonocito 13/lug/2009 18:26:46
alessandra servidori 13/lug/2009 18:08:56
Rodolfo 13/lug/2009 13:13:24
Antonella Appiano 13/lug/2009 13:08:53
arnald 13/lug/2009 12:58:37
arnald 13/lug/2009 12:56:57
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