Quando nelle Università c'è la sessione estiva, ritorna il diario di Antonella, studentessa di lingue medio-orientali che ci accompagna in un viaggio nel club degli studenti fuori target che è sempre più intrigante. Ci si può sentire realizzati a 40 anni, procedendo come i gamberi verso un futuro che in fondo è incerto per tutti quanti...Leggete il "Cigno nero" di Taleb, come sono riuscita (finalmente!) a fare io in vacanza, e questi pensieri vi assaliranno di tanto in tanto. Nota di cronaca: Antonella ha chiuso l'anno accademico con un 30 e lode. Alla faccia degli "in target". Se lo sa Madonna si iscrive subito alla Sapienza...
di Antonella Appiano.- Incontro Fulvio in Aula Magna durante l’ultima lezione di Glottologia. Noi studenti fuori target siamo facilmente individuabili. Ma Fulvio, quarantenne, ha ancora qualcosa di diverso. Lui frequenta. E’ un privilegiato. Riesce ad arrivare in orario, anzi in anticipo, a trovare “posto con vista lavagna” anche se la classe è affollata. Ha l’aria distesa. Libri e appunti impeccabili. Come lo invidio. Io, pur avendo scelto il ritorno all’università con grande passione, devo comunque fare i conti con gli equilibri impossibili di chi si divide fra studio e lavoro.
Ma naturalmente ogni cosa ha un lato B, e sottoponendo Fulvio a un terzo grado vengo a conoscere tutta la storia. Una storia coraggiosa e fuori dal comune. “Quando mi sono iscritto ho deciso di non riprendere il lavoro. Per mantenermi ho affittato il mio appartamento, vivo in una stanza, proprio come uno studente fuori sede, e ho ridotto le spese al minimo”. Una decisione radicale che può permettersi anche perché single e senza figli.
Un passo indietro. Fulvio ha già una laurea in scienze politiche; un buon impiego in un’azienda di Roma che commercializza prodotti per la ricerca scientifica; e una grande passione per la lingua e la scrittura araba (è poliglotta, parla bene altre quattro lingue). Ma non è soddisfatto.“ Non vedevo l’ora che arrivasse il sabato per andare a lezione di arabo. L’ambiente lavorativo mi soffocava. Mi trovavo a un punto morto. Invece nella nuova lingua facevo progressi, grazie alla tenacia, all’esercizio e alla bravura dell’insegnante della Scuola della Moschea”.
Perché dunque non trasformare la passione in un mestiere? E Fulvio fa il grande salto. Si licenzia e va a vivere a Damasco per imparare l’arabo classico a fondo e diventare traduttore o insegnante.
Studia per nove mesi presso l’”Istituto per l’Insegnamento della Lingua Araba per Stranieri” che rilascia un diploma valido e riconosciuto. Entra in contatto con la comunità di expat, ha l’opportunità di insegnare italiano in istituti privati. E’ contento, sente di aver fatto la scelta giusta. Poi il rientro anticipato in Italia per motivi familiari gli sconvolge i piani. “Mi sono ritrovato di nuovo qui, bloccato, rischiando di perdere le competenze acquisite. Così nell’attesa di tornare a completare gli studi a Damasco, mi sono iscritto all’Università La Sapienza”.
Ma perché proprio all’Università? “Avevo sentito parlare della Facoltà di Lingue e Civiltà Orientali da uno studente italiano, conosciuto in Siria. Mi sono informato e ho deciso pur con qualche esitazione”.Infatti, per Fulvio, paradossalmente, è stato più facile licenziarsi, che immatricolarsi. “Ero titubante. All’estero eravamo tutti studenti “grandi”. Ma qui sarei entrato in un ambiente di ragazzi. Temevo di trovarmi a disagio”.
Anche la famiglia e gli amici che lo avevano appoggiato nella scelta di cambiare lavoro, si sono stupiti. “Alla tua età? Un’altra laurea? A che ti serve?”. “Ma a questo punto ho idee precise. Una cosa, cambiando, trasforma tutto il resto. Potevo riprendere la vecchia attività ma ho scelto di fare lo studente a tempo pieno per laurearmi in tempi brevi”. E il temuto impatto con il mondo dei giovani? Una piacevole sorpresa. Ottimi rapporti. Nessuno mi guarda come un marziano. Nessuno si stupisce. Sono uno di loro”. Sugli esami non vuole pronunciarsi per “scaramanzia”. Siamo alla sessione estiva.
Fulvio però fa paragoni con la precedente esperienza universitaria: ero uno studente poco motivato, anche a causa della scelta sbagliata del Corso di Laurea, facevo fatica a trovare un metodo. Ora riesco a cogliere la visione d’insieme, il tutto più che il dettaglio”.
Uno dei piccoli vantaggi di noi esperti principianti..
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Commenti
Antonella Appiano 27/lug/2009 17:12:57
Maria Mattei 27/lug/2009 12:27:44
Diana Ferrandini 25/lug/2009 20:33:13
Tommaso 21/lug/2009 22:13:07
Antonella Appiano 21/lug/2009 15:21:56
Maria Mattei 21/lug/2009 11:59:40
Elena Marino 21/lug/2009 01:37:31
Eleonora Russo 20/lug/2009 19:00:52
arnald 20/lug/2009 17:40:36
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