Dirty Job / Non ci resta che il casting: Arnald intervista in esclusiva (?) Michael W Colletti
Ma non li si può lasciare soli un attimo questi ragazzi co-blogger...Guardate che zingarata in stile situazionista ha combinato Arnald, vignettista di JobArt e pubblicitario di mestiere, mentre io
me sto tranquilla in vacanza (ebbene sì..). In realtà Arnald non è nuovo a queste cose: suoi sono i finti cartelli di recruiting surreale sparsi in giro per Roma questa primavera. A chi si domanda: che cosa c'entra questo con un blog sul lavoro rispondo: c'entra. C'entra con il merito. C'entra con le opportunità di accesso al mondo del lavoro per i giovani, con quelle che "Michael" nell' intervista (?)chiama le scorciatoie. C'entra soprattutto e tristemente con le donne. C'entra con i book che prendono il posto dei curriculum come se niente fosse. I casting, o le parodie degli stessi, quello dei colloqui. dL'intento provocatorio-spettacolare-iperbolico è evidente, i contenuti fanno pensare. Più di tanti articoli e blablabla nei convegni rituali e sponsorizzati, magari servirà. Non solo a strappare un sorriso
di Arnald.- Il 2 luglio del 2009 sui muri di Roma sono comparse decine di locandine che pubblicizzavano un casting per i palazzi politici italiani , previsto per l’8 luglio in un noto locale della movida romana. A piazzarle su tutti i muri, un certo Michael W Colletti, fotografo sconosciuto fino a quel momento, ma che nel giro di 24 ore, grazie al tam tam scatenato da facebook e dalla rete in generale, è finito sotto gli occhi di migliaia di utenti e sulle pagine di molti quotidiani nazionali. Nel giorni successivi si scopre che Michael W Colletti è un personaggio inventato da alcuni ragazzi, professionisti della comunicazione e interpretato da un giovane attore . Gli autori dell’operazione, volevano prendersi gioco di tutti i giovani vittime e complici di un sistema che mette al primo posto la mercificazione di se stessi, del proprio corpo e del proprio futuro. L’operazione ha avuto un successo tale da spingere Michael e il suo staff a un’apparizione pubblica domenica 5 Luglio per le strade del centro di Roma . Un bagno di folla che si è ripetuto l’8 luglio, sera del casting, al Beba do Samba nel quartiere San Lorenzo.
Pubblichiamo, in esclusiva su JobTalk, l’intervista a Michael W Colletti:
Arnald: Ciao Michael.
Michael: Ciao Arnald.
A: Allora Michael, parlaci un po’ di te. Da dove vieni?
M: Vengo dalle menti di alcuni ragazzi stanchi della nostra politica e di un mondo del lavoro umiliato quotidianamente da fatti al limite del surreale.
A: A cosa ti riferisci?
M: Al velinismo, naturalmente, che ormai occupa tutte le camere del potere
A: Amorale?
M: Più che altro scandaloso, perché è dura alzarsi ogni mattina e lottare con onestà per realizzarsi nel lavoro e vedere che basta fare due moine (si fa per dire) e sculettare nei posti giusti per accedere a ruoli ben al di là della ragazza immagine.
A: Dunque, l’idea di un finto casting…
M: All’inizio doveva essere così. C’è chi dice che volevamo semplicemente divertirci (e in effetti lo abbiamo fatto), ma la realtà è diversa: il nostro obiettivo non è certo umiliare le persone, ma evidenziare che si è perso ogni rapporto con la realtà, perché il lavoro non è più pensato come qualcosa che si costruisce giorno per giorno, tutti cercano una scorciatoia. Volevamo punire le mamme che spingono le proprie figlie a mercificarsi pur di accedere ai bagni dei locali trendy per una tiratina di neve e una foto in prima pagina.
A: E direi che ci siete riusciti, visti i tanti messaggi di persone realmente interessate alla nostra operazione.
M: Sì, persone convinte che era in atto un vero casting per i palazzi di potere, e non un bufala, uno scherzo, uno sberleffo alla loro stupidità. Pensa, ci sono arrivate foto di nudi di ogni genere e una ragazza ci ha rimandato la locandina con il suo fondoschiena al posto di quello originale.
A: Poi cos’è successo?
M: Poi la bomba è scoppiata. I media si sono interessati e la nostra operazione ha superato i confini della nicchia entrando nella massa. Il mio sito e la mia pagina su facebook sono stati travolti da migliaia di accessi. Così, con il mio staff, abbiamo deciso di fare una sortita nella capitale e domenica abbiamo permesso ai romani, che volevano associare un volto al mio nome, di conoscermi.
A: Ma è vero che il casting lo avete fatto lo stesso?
M: Certo. Questa, devo ammetterlo, è la parte migliore dell’operazione perché, oltre alle aspiranti veline, siamo stati contattati e condivisi da migliaia di giovani che hanno riso con noi e che ci hanno fatto i complimenti. Ragazzi diplomati, laureati, operai, facchini, studenti, camerieri, in massima parte precari che quotidianamente subiscono le disparità del nostro mondo del lavoro. Soprattutto in questo periodo dove i primi a perdere il posto con un semplice mancato rinnovo contrattuale sono i lavoratori con contratto a termine. Quindi, al Beba Do Samba, un locale di San Lorenzo a Roma, abbiamo scattato foto a decine di questi giovani che si sono proposti come titolari di una serie di nuovi ministeri.
A: E i book che fine faranno?
M: I book saranno pubblicati su internet con tutti gli scatti e in formato cartaceo per essere spediti alle camere, ai tg, e in tutti i palazzi istituzionali. Per mostrare a tutti quelli che occupano un seggio senza risolvere, o quantomeno affrontare i nostri problemi, i veri protagonisti di domani.
A: Una domanda d’obbligo. Non ti pare che alla fine la scorciatoia per il successo l’hai trovata tu e i ragazzi che ti hanno creato?
M: Può darsi. Se così fosse, almeno possiamo dire che il nostro giorno di notorietà non è arrivato dopo una serata a palazzo Grazioli.



Commenti