Ieri la Commissione europea ha richiamato ancora una volta l'Italia ad adeguarsi alla sentenza della Corte di Giustizia della Ue sull'età pensionabile delle donne nel settore pubblico, in nome del principio della parità di trattamento economico tra uomini e donne. Questa mattina il ministro Sacconi si pronuncerà sulle intenzioni del Governo. Ma intanto le proposte alternative fioccano, viaggiano nella Rete , animano incontri. Alla questione delle donne si affianca quella dei giovani. E' urgente di una riforma del welfare che tenga conto della situazione di lavoro discontinuo delle nuove generazioni, per le quali la pensione non è detto sia garantita. Nè presto nè tardi.
Partiamo dalle donne. Scambiare l'innalzamento dell'età pensionabile con un nuovo welfare per la cura che tenga conto dell'impegno delle donne e del prezzo pagato in termini di partecipazione al lavoro e di carriera è il succo di una proposta che arriva dalle sociologhe milanesi Marina Piazza e Anna Ponzellini e da Anna Soru sotto l'ombrello diActa, l'Associazione consulenti del terziario avanzato, molto grintosa negli ultimi mesi nella difesa dei diritti dei nuovi lavorori autonomi (la galassia delle partite Iva, in espansione). La proposta sarà presentata lunedì 29 giugno a Milano in via Melloni 3 ore 9 e discussa con Pietro Ichino, Giuliano Cazzola, Cgil Cisl e Uil. Vale la pena andare e sentire. Io ci sarò, a moderare e poi riferire su Job24.it e sul blog. Se ne riparla il 3 luglio a Verona a un convegno Cisl.
La riforma prospettata dalle sociologhe e dalle partite Iva prevede da una parte lo spostamento graduale di un paio d'anni dell'età minima per il pensionamento femminile. Lo scivolamento in avanti avverrebbe all'interno di una reintroduzione del pensionamento flessibile per tutti già previsto nella riforma Dini del 1995 ( e in questa direzione va anche la proposta di Giuliano Cazzola). Contemporaneamente, si dà la disponibilità a un riequilibrio del sistema del welfare che riconosca diritti sociali anche al lavoro di cura di figli e anziani, non solo al lavoro retribuito, e non solo alle donne. In cambio, si chiedono supporti per questi "caregivers universali" attraverso un sistema di supporto al lavoro familiare ridisegnato completamente e sostenuto da tre leve: 1. indennità di maternità universale. 2. riforma dei congedi parentali prolungati e con remunerazione al 69% del salario o del reddito per gli autonomi. 3. crediti di cura ai fini pensionistici attraverso contributi figurativi indipendente dallo stato del lavoratore (dipendente, autonomo, occupato, disoccupato). Per approfondire e capire come le promotrici pensano di attaure e finanziare gli inteventi, qui c'è la proposta. Scarica il Pdf
Sulle pensioni si mobilitano anche i giovani, ma in Internet . "Pensaci adesso" è un appello per la riforma del Welfare rivolta a governo e Parlamento, prima firmataria Alessia Mosca (Pd), che circola da qualche giorno e raccoglie firme via email e commenti sull'apposito sito Internet. Qui si chiede l'innalzamento dell'età pensionabile attraverso l'introduzione della flessibilità in uscita su base volontaria e di "altri interventi di riforma del sistema pensionistico, per renderlo più equo", al momento non meglio precisati. I risparmi ottenuti andranno, dicono i promotori, " reinvestiti per garantire la partecipazione al mondo del lavoro in condizioni più favorevoli ai giovani" soprattutto quelli che vivono una situazione di precarietà, e delle donne. Un po' poco, francamente: attendiamo sviluppi, in Rete o fuori.
CATEGORIE: Il lato B
TAGS: donne, giovani, lavoro, lavoro di cura, maernità, pensioni, precari, previdenza, welfare
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Commenti
pietroancona 05/giu/2010 09:11:55
alessandra cheti 01/lug/2009 17:15:39
rosanna santonocito 30/giu/2009 11:07:26
Alessia Mosca 29/giu/2009 22:48:27
arnald 26/giu/2009 12:08:36
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