Dovessi tinteggiare il mio appartamento, preferirei che a farlo fosse un imbianchino professionale competente di colori e spatole, e contento, piuttosto che un ingegnere gestionale o una biologa molecolare. Per non dover pagare, magari in nero, un lavoro fatto così così dopo aver contribuito da cittadina, con le mie tasse, al percorso universitario e al conseguimento della laurea dell'iperqualificato decoratore per forza. Soldi due volte mal spesi, i miei. Risorse e talento sprecati, quelli del dottore con il pennello e del sistema formativo italiano.
Lo so, nel film d'esordio di Madonna come regista c'è una ballerina classica disoccupata (uscita dal nuovo liceo coreutico?) che si ricicla nello strip-tease. Ma quello è un film.
Non mi sembra nemmeno normale, nè saggio, che un laureato finisca ad aggiustare il tram per mancanza di alternative. Magari a Milano, dove l'Atm lancia campagne di assunzione per gli elettricisti che vanno deserte, snobbate evidentemente dai laureati schizzinosi. E capita che un giovane marocchino diplomato e subito disponibile venga respinto. Non solo perchè un Regio decreto del 1931 impedisce l'assunzione di stranieri (extraUe) ma perchè il trasporto pubblico, si giustifica l'azienda, è un settore sensibile per la sicurezza. Se il manovratore si chiama Brambilla (o Smith, perchè dal 1931 qualcosa è successo...), non Mohamed come il candidato africano, sull''autobus si viaggia più tranquilli, pare.
L'uscita dell'attuale ministro del Welfare Sacconi che sabato scorso invitava i giovani a "a lavorare svolgendo anche mansioni più umili, perchè questo sarà apprezzato nel dopocrisi" suona maldestra almeno quanto quella sui bamboccioni consegnata alla storia del centro-sinistra da Padoa Schioppa. In entrambe le esternazioni c'è un fondo di verità, molto male espressa: è innegabile che i venti-trentenni italiani non se ne vanno di casa se possono, e spesso storcono il naso se il primo impiego che viene loro offerto non è esattamente quello che si aspettavano. Non così accade, è vero, in altri Paesi, dove mentre si studia ci si mantiene accettando anche i "lavoretti" e ci si stacca dai genitori a 18 anni o giù di lì. Ma è anche vero che i venti trentenni italiani, esattamente come i coetanei di altre realtà, in questi anni tutt'altro che generosi per le aspirazioni giovanili, hanno interiorizzato e ormai fatta propria l'idea della flessibilità del lavoro e di una vita professionale al plurale, dove ci sono i lavori, non il posto. Superfluo rincarare la dose: sarete precari, e in più sottoccupati. Anche per i ragazzi tedeschi o francesi il domani è incerto, sì, ma aperto, senza inversioni a U. E studiare e avere in testa un progetto di vita là paga.
Aleggia nel consiglio di Sacconi (credo involontariamente, ma aleggia) l'idea che in fondo sia vero quel luogo comune qualunquista, e falso, che studiare e laurearsi non serva a niente.
C'è poi il segno di una resa, e questo è il messaggio più pericoloso, all'idea che bisogna accontentarsi, ridimensionarsi, volare basso. Tirare a campare in attesa di tempi migliori, quando l'aver tinteggiato pareti sarà una esperienza ben valutata. Lo sarà? Non rassicura granchè la generazione no future, rinominata da sabato, in tono ancor più minimalista, "Generazione pennello", leggere che l'invito di Sacconi è stato accolto con applausi dai giovani che guidano le imprese, e che sugli altri giovani dovrebbero puntare, come ci si aspetterebbe perlomeno per contiguità anagrafica, e aiutarli a crescere e a diventare quello che desiderano, perchè così conviene a tutti.
"Mi sembra strano sentirti chiamare pittore", diceva il padre al figlio diventato un artista famoso nel romanzo "il mio nome è Asher Lev" di Potock Chaim, scelto tra i brani alla JobMarathon, la nostra maratona di lettura sul lavoro, "quando ero piccolo il pittore era quello che dipingeva le pareti e il pavimento della casa".
JobArt /Lavori socialmente umili: la vignetta di Arnald
CATEGORIE: Il lato B
TAGS: atm, confindustria, giovani, giovani industriali, imbianchini, lavoro, occupazione, sacconi, santa margherita
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Commenti
jack 21/lug/2009 18:08:43
Claudio Resentini 26/giu/2009 10:41:32
Marco Patruno 16/giu/2009 16:52:40
rosanna santonocito 16/giu/2009 16:17:09
Marco Patruno 16/giu/2009 15:57:55
rosanna santonocito 16/giu/2009 15:20:33
Marco Patruno 16/giu/2009 14:26:32
arnald 16/giu/2009 11:29:14
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