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Dr Job / Il capo prepotente paga e il mobbing può avere anche una rilevanza penale

Sentenza storica sul mobbing. Al di là del colore e del "costume" sottolineato dai tg e al di là della retorica lacrimosa dei giornali  quando di tanto in tanto scoprono il fenomeno, la notizia vera è che Conv_mobbing001_2 all'episodio in cronaca , tra l'altro ambientato in un ufficio giudiziario, questa volta viene data una rilevanza anche penale. Ce lo spiega Stefano Beretta dello Studio Trifirò che su JobTalkmonitora costantemente l'evolversi della giurisprudenza...La legge non c'è, ma le sentenze si susseguono, e l'orientamento prevalente va in direzione della severità. Non della sottovalutazione...
Dr Job è a  cura di Anna Marino
di Stefano Beretta e Luca D’Arco -  Avvocati-  Studio Trifirò& Partners . La notizia è stata data da tutti i telegiornali. La Corte di Cassazione, IV Sezione Penale, con la sentenza n. 23923 emessa ieri, ha condannato un capo “prepotente” al risarcimento dei danni in favore di una dipendente e solo la prescrizione lo ha salvato dalla condanna alla reclusione per lesioni colpose.
Due sono gli aspetti da sottolineare in questa sentenza: 1) il primo: si tratta di un caso  di mobbing avvenuto in un ufficio giudiziario. Il capo, definito  “prepotente”, non azionando i propri “poteri inibitori” per tenere a bada le proprie “intemperanze”, manteneva un “atteggiamento quotidiano violento, aggressivo, alimentato da intemperanze, gesti di violenza e prevaricazione” nei confronti di una impiegata dell’ ufficio, spesso apostrofata con un “lei è una falsa, non finisce qui, gliela farò pagare, è una irresponsabile”.
Tale atteggiamento, definito dalla Suprema Corte “condotta imprudente”, aveva provocato nella dipendente “uno stato ansioso depressivo con tachicardia in stress emotivo”. 2) il secondo: l’episodio di mobbing non ha comportato solo un risarcimento danni per la dipendente, ma è sfociato in un procedimento penale con la condanna, in primo grado e in  appello, a 20 giorni di reclusione per lesione colpose.

La Suprema Corte non ha confermato la condanna penale solo perché, come già detto, era intervenuta la prescrizione del reato. Il mobbing, quindi, pur non avendo –  a differenza dello stalking – una specifica disciplina, è stato configurato, in relazione alla patologia verificatasi, come reato per lesioni colpose e fonte di risarcimento.
Di fronte al mobbing il Giudice si è pronunciato, quindi, sia sotto l’aspetto civile (risarcimento danni), sia sotto l’aspetto penale, configurando il reato di lesione colpose.
 Una disciplina specifica sarebbe però preferibile e, a questo punto, forse anche non differibile. Infatti, è vero che le norme del nostro ordinamento consentono di tutelare la vittima del mobbing, ma è altrettanto vero che chi lo subisce ha anche il diritto di sapere esattamente che tipo di tutela può invocare.   E chi lo provoca ha anch’egli il diritto di conoscere preventivamente a cosa va incontro. 

Commenti

non credo ci sia questo pericolo, perchè si tratta di figure consulenziali, con un ruolo di mediazione non formale

Ecco grazie. Infatti la mia sensazione è che creare delle figure ad hoc provocherà la formazione di due "poteri" e una reazione dei sindacati che magari si sentiranno anche esautorati del loro ruolo. - Arnald

proprio per questo motivo le aziende devono adottare linee di intervento e politiche di prevenzione e dissuasione da diffondere a cascata tra i capi (non solo la direzione personale, che di solito è l'ultima a sapere) e da questi a tutti i lavoratori. qui il sindacato può giocare un ruolo propositivo importante, come pure la consigliera di parità, e qui rispondo anche ad arnald. il problema è sempre il solito: che le rappresentanze dei lavoratori vengono o sono poco coinvolte nelle azioni e nelle decisioni a livello aziendale

La creazione di figure apposite è sicuramente un aspetto interessante. A mio avviso, tuttavia c'è una questione culturale che non va sottovalutata....il mobbing spesso
trova terreno fertile e sviluppo all'interno di un gruppo di persone che partecipano in vario modo a rendere la situazione
del mobbizzato estramente difficile, a volte, drammatica...

Ma i sindacati in questo ambito come si muovono? - Arnald

dovrebbe esserci una legge ad hoc, come aveva raccomandato già negli anni 80 l'Unione europea agli Stati membri. La prevenzione è comunque importante: ci sonoa ziende, soprattutto le multinazionali che stanno già dotandosi di policy e formando i manager, perchè non solo i direttori del personale devono farse carico. Al convegno sul mobbing che Job24it ha organizzato in novembre, la testimonianza di un hr manger suggeriva anche la soluzione di creare delle figure apposite, esterne o interne, a cui le persone mobbizzate possano rivolgersi in prima instanza, anche solo per un consiglio, e se serve con la garanzia dell'anonimato. Oggi la normativa sulal sicurezza impone al datore di lavor di tutelare anche il benessere psichico esciale del lavoratore. E questo c'entra con il mobbing, non solo con lo stress su cui tutti si soffermano. Giornali compresi. ma si sa paralre di stress è ecumenico e indolore, ammettere il mobbing e pensare di affrontarlo seriamente invece...


Tristissimo se si pensa che questo episodio è avvenuto in un ufficio giudiziario? In Italia ce troppo spesso una "cultura"
della prevaricazione. In Italia ci dovrebbe essere una giornata nazionale di prevenzione al mobbing perchè per combattere il mobbing bisogna conoscerlo e il lavoratore che lo subisce non deve sentirsi isolato...
http://generazionep.blog.lastampa.it/

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