20 maggio 2009 - 17:52
JobCoach/ La cattiva leadership fa male al cuore. O viceversa: se il tuo capo non è un bastardo non ti viene l’infarto
Su Job24.it c'è il Test del man(i)ager : "H come Help: solo i super eroi non rischiano il "burn out" e "Come sopravvivere alla perdita del lavoro: cinque semplici suggerimenti per salvarsi", anche in traduzione inglese...per i numerosi fan di Luigi! Troooppo avanti....Sul sito del Washington Post cè una pagina tutta dedicata alla leadership, e lì vi consiglio anche il video sulla "maternal leadership": parla Margaret Klein, la prima donna comandante del'l' Accademia Navale Usa. Mostrine sul petto e messimpiega da combattimento, voce suadente e parole d'acciao...
di Luigi Ballerini.- Lo riporta il Washington Post nella sezione Business riprendendo una ricerca condotta in Svezia su 3122 maschi osservati per circa un anno: coloro che hanno dato voti bassi ai propri capi quanto a stile di leadership sono quelli risultati a più alto rischio di malattia cardiaca. Inequivocabile la conclusione dei ricercatori: credevamo che per prevenire l’infarto fosse solo questione di evitare il fumo attivo e passivo, avere un giro vita inferiore a quello di un canotto e il colesterolo basso ai minimi storici. Invece no, non basta: il sistema per prevenire la cardiopatia sembra passare attraverso il miglioramento delle doti di leadership dei nostri capi.
Preso dalla curiosità, e un tantino scettico, sono andato a recuperarmi l’articolo originale pubblicato su Occupational and Environmental Medicine, dove ho avuto modi di scoprire che questo dato in realtà non appare né strano né tantomeno inatteso. Esiste piuttosto una ricca serie di altri studi, tutti abbastanza ben fatti e curati, che hanno documentato come l’ambiente di lavoro determini non solo la nostra qualità di vita soggettivamente intesa (e già non è poco), ma anche quella misurabile tramite il numero di ricette, di assenze per malattia e giornate di ricovero in ospedale.
Cito la conclusione di uno studio: “un alto livello di giustizia nei comportamenti manageriali è stata dimostrata correlarsi ad una aumentata motivazione e cooperazione del dipendente, ridotti livelli di emozioni negative e assenze per malattia e un ridotto rischio di coronaropatia”.
Tradotto: se il tuo capo non è un bastardo non ti viene l’infarto (vale il contrario, ovviamente)
Scelgo un altro studio: “al contrario una leadership troppo permissiva e laissez-faire è stata riscontrata associarsi a un maggior distress psicologico e la mancanza di supporto sociale in combinazione con tensione sul lavoro è stata riscontrata associarsi con aumentati livelli di malattia cardiaca e assenze per malattia”
Traduco ancora: anche se il tuo capo non fa nulla ed è inconsistente come un refolo di vento primaverile ti viene l’infarto lo stesso.
La questione è seria. In fin dei conti la scienza ci dice quello che già sappiamo: passiamo più ore al lavoro che in ogni altro luogo e il modo con cui lavoriamo ha una stretta influenza sul nostro benessere psicofisico. Solo un dubbio mi sorge: ma perché questi boss sono così potenti? Non è che saremo noi, a volte a conferire loro troppo potere, compreso quello di farci male?
Prendiamo a cuore – è il caso di dirlo - noi stessi e impariamo ogni tanto a sorridere, se non ridere, di quello che accade : se la cattiva leadership ci rovina la vita e le coronarie, forse una risata la seppellirà.
TUTTI ALLA JOBMARATHON SABATO 6 GIUGNO MILANO VIALE MONTE ROSA 91 H 15-20
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Categorie: JobCoach
