La qualità è una cosa noiosa? Tutt'altro, se a parlarne è una vivace e competentissima esperta come Antonella Scarpa che ha scritto un bel saggio, se la si guarda dal lato delle risorse umane e se come testimonial si porta un campione del basket giocato e allenato come Carlo Recalcati, comunicatore caldo emagnetico di queste tematiche (l'ho ascoltato rapita a una presentazione di Sportgate, ospite della nostra Lorella Zanardo, tempo fa..) di Fabrizio Buratto.- Il libro di Antonella Pamploni Scarpa “Come creare un gruppo di lavoro vincente”, è pensato e redatto per gli imprenditori. Le piccole imprese della Lombardia sono composte per la maggior parte da 10 dipendenti, ovvero da un numero di risorse minore rispetto alle 11 di una formazione calcistica. Bene ha fatto perciò Pamploni Scarpa, Presidente dell’ Aiq, Associazione Italiana Cultura e Qualità, ad adottare la metafora della squadra di basket, composta da cinque giocatori. Corredato da un cd rom interattivo, con check list di autovalutazione per gli imprenditori e casi di studio aziendali, il testo edito da Assolombarda, per ora in distribuzione agli associati, si avvale dell’introduzione di Carlo Recalcati, coach della nazionale italiana di pallacanestro.
Fra i relatori della conferenza di presentazione, Recalcati ricorda che, statisticamente, se un giocatore segna più di 25 punti a partita, la squadra rischia di perdere. Qualche anno fa la soglia era di 40 punti, dunque il gioco di squadra è davvero sempre più importante, nel basket così come nell’impresa, poiché la concorrenza si è accresciuta in maniera esponenziale. Oggi sopravvive solamente chi fa produzione di qualità, e la qualità non può essere data da un solo giocatore, dal fantasista. Al bando le prime donne, dunque, vecchia convinzione di Marcello Lippi.
L’importanza delle risorse umane sembra ormai cosa pacifica: “non sono le macchine a fare l’innovazione, ma le persone – aggiunge l’autrice del libro – non a caso all’interno delle recenti normeISO si parla di responsabilità sociale, che include i valori dell’impresa, una sorta di nuovo umanesimo a partire dall’etica.” Etica: questa parola riportata nell’agone politico da Obama, ritorna, ed è un piacere sentirla pronunciare poiché sta alla base di ogni umana organizzazione. Buona parte dei consumatori sono sensibili a questo richiamo: si parla di consumo etico, produzione etica, e all’interno stesso del team si possono superare i momenti difficili – il time out – solo guardandosi negli occhi e dicendo ciascuno cosa non va, senza che il collega-compagno debba risentirsi. In termini aziendali si chiama ascolto attivo, gli imprenditori a capo delle imprese più piccole, specie di quelle a conduzione famigliare, sono i meno preparati a questo tipo di ascolto.
TUTTI ALLA JOBMARATHON SABATO 6 GIUGNO MILANO VIALE MONTE ROSA 91 H 15-20
Forse per i legami di parentela che li legano agli altri componenti dell’azienda, forse perché l’ascolto attivo presuppone una buona dose di intelligenza emotiva, caratteristica più sviluppata nelle donne. “Eppure – osserva il presidente del Consorzio Qualità Marzio Dal Cin – nei passaggi generazionali delle piccole imprese, l’inserimento in azienda di molti famigliari che vanno a ricoprire determinati ruoli non per merito, ma per diritto di nascita, è un problema.” Dal pubblico arriva una domanda per Recalcati a proposito del licenziamento del ct Claudio Ranieri da parte della Juventus, a due giornate dalla fine del campionato: “Un progetto, un programma, lo si decide e lo si percorre assieme. In questa circostanza la dirigenza ha voluto trovare un solo responsabile, ma quando si sposa un progetto si è tutti responsabili, in egual misura.”
©RIPRODUZIONE RISERVATA

Commenti
Emiliano Pintus 10/ott/2009 12:59:32
arnald 21/mag/2009 14:01:31
Scrivi un commento
I commenti per questa nota sono chiusi.