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Diari / La sana imprenditoria italiana ci salverà. Forse.

Un nuovo diarista debutta su JobTalk: è l'imprenditore giovane e innovativo ingegnere Ascanio Orlandini. Ci siamo conosciuti un po' di anni fa in un viaggio-missione in Silicon Valley: una delegazione di imprese hi-tech create da 30-40 enni, in missione con l'incubatore di Sesto San Giovanni alla conquista dei venture capitalist della Valle. Con giornalista al seguito, quella ero io...siamo rimasti amici, spesso ci incrociamo in giro per eventi, dreamin' California, Ascanio ha già scritto e commentato sul blog, adesso mi ha proposto di scrivere un diario che butta l'occhio sulla realtà delle imprese che fanno innovazione perchè ci credono, e sull'effetto che fa questo loro puntiglio sul resto del panorama economico e del lavoro..Ecco il primo post. Dimenticavo: "Chi ha spostato il mio formaggio" è uno dei miei testi cult, senza questo libriccino JobTalk e Job24.it non sarebbero mai esistititi! Benvenuto Ascanio
di Ascanio Orlandini.-  Con entusiasmo, in questo spazio messomi a disposizione, cercherò di appuntare e condividere idee, situazioni e realtà che via via incontro nel mio cammino quotidiano, nel tentativo di consolidare una realtà aziendale fortemente legata all’innovazione tecnologica ed alla globalizzazione.
Questo mio primo post è centrato sulla figura di un imprenditore esemplare a capo di una altrettanto esemplare azienda, mi riferisco a Mario Casella della SAMEC di Schio, una azienda fresca e giovane con “solo” 30 anni di attività nel campo della produzione elettronica. Circa un anno fa ci siamo conosciuti ed abbiamo intrapreso un percorso ambizioso. Mario mi ha fin da subito colpito per lo spirito propositivo e la predisposizione a cambiare gli schemi del gioco. Solo parecchi mesi dopo, ad investimenti fatti, si è cominciato ad avvertire il vento gelido della crisi propagarsi all’interno della filiera produttiva. E proprio nella tempesta ho scoperto il buon capitano.
In questa situazione di indecisione e preoccupazione dilagante ho visto un imprenditore che non è rimasto con testa meditabonda a guardarsi i pollici, ha invece cercato il più vicino scranno, ci è montato sopra ed ha iniziato a scrutare l’orizzonte per guardare sapientemente lontano, più lontano, ed intuire una direzione.
Dove, nella tempesta, altri hanno fermato i motori ed alleggerito la nave, SAMEC ha deciso di investire mettendosi in gioco in una nuova direzione, non restando in balia degli eventi. In men che non si dica è partita una campagna pubblicitaria sulle reti Mediaset ed è stato allestito un call center interno. Da azienda terzista nel settore dell’assemblaggio di schede elettroniche, SAMEC si è trasformata in qualcosa di nuovo che produce, trasforma, confeziona, comunica, vende e consegna in tutta Europa e non solo, massimizzando il valore aggiunto e la produttività.
“Questo è il risultato degli investimenti in qualità e innovazione tecnologica di tanti anni” - dice il buon Mario. E quanto ha ragione! Proprio grazie a questi investimenti, fatti sapientemente nei periodi fruttiferi, oggi Mario Casella si trova a gestire una struttura che sa fronteggiare la crisi sapendosi trasformare radicalmente in pochi mesi, seguendo le sue intuizioni. Trasformazione che è stata in buona parte resa possibile anche grazie alla primaria qualità dello staff ed all’impegno dei due figli, Fabio e Marco, principali consiglieri dotati di eccezionale concretezza nonché grandi persone del fare.
Per SAMEC la crisi è stata una molla per trasformarsi, e il suo buon capitano ha intenzione di andare ancora avanti, portando la nave in acque sicure seguendo la sua Stella Polare che si chiama Innovazione.
Molti conosceranno il famoso racconto “Chi ha spostato il mio formaggio?” di Spencer Johnson (e chi non lo conosce dovrebbe ora più che mai porvi rimedio). Stare fermi a motori spenti in balia di una tempesta, in un mondo che sta cambiando così velocemente, è certo una non-soluzione.


Naturalmente esistono altre realtà che non possono fronteggiare la crisi contando su floride stagioni alle spalle, realtà per cui magari la contrazione del mercato si è scatenata come una grandinata alla vigilia della mietitura di un raccolto tanto a lungo atteso e coccolato. Ancora però, così come è contagioso il virus della crisi, può esserlo quello della ripresa, ed eroi sono tutti coloro che riescono ad innescarlo. Aziende come SAMEC, imprenditori come Mario, trovando vie di uscita e tornando a generare valore, non solo salvano le proprie aziende, ma coinvolgono altre realtà in questa risalita che può arrivare a contagiare tutto il Paese.
Penso che se l’Italia uscirà rafforzata da questo periodo difficile lo dovrà soprattutto a imprenditori come Mario. Se invece se il nostro Paese ne uscirà incapace di competere e di mantenersi un ruolo nel mondo globalizzato del dopo-crisi vorrà dire che di imprenditori come Mario ne sono rimasti, ahimè, troppo pochi.

Commenti

Beh, posso dire che il proprietario della mia azienda, piuttosto che licenziare scatenando l'inizio della fine, ha preferito indebitarsi un po' e ci ha chiesto di ridurre gli stipendi del 10%, facendoci però uscire tutti il venerdì all'ora di pranzo. Con la promessa di rientrare al più presto, si spera, nella normalità. Non lo conosco benissimo ancora, ma mi sembra una scelta coraggiosa e lungimirante. - Arnald

maria rita è una jobtalkiana di lungo corso e commentatrice frequente di tutti i temi del blog. blogosfera canta, ma la precisazione è dovuta da parte mia, come pure l'invito ad altre persone e anche agli imprenditori che hanno una esperienza simile a raccontarla qi sul blog... tanto siamo come in una vetrina in centro, chi si pavoneggia e racconta fanfaluche-marketing viene pizzicato (ahia!) in diretta da chi passa. E' il bello del blog, tanto per dirne uno tra i tanti. Il bello dei blog veri, non dei tarocchi, dei cimiterini alla spoon river e degli specchietti per le allodole gestiti dalle cornacchie...

Mi è piaciuto molto questo post. E voglio parlare della mia azienda (Articolo1) e del mio Amministratore Delegato(Giuseppe Campelli)che in una situazione di crisi come quella che stiamo vivendo, contrariamente a tutti, e al parere anche di tutti, ha deciso di investire. L'azienda, che tra l'altro si occupa di risorse umane, settore dolente in questo momento, sta aprendo filiali, assumendo personale. E in questo momento in cui tutti stanno fermi per paura, noi (tutti) a tutti i livelli stiamo vivendo un periodo di grande frenesia, che lui, con la sua grande capacità, sta comunicando a tutti. Lavoriamo il doppio, ma con entusisamo, con la voglia di farcela, facendo squadra con i nuovi arrivati che rimangono tutti stupiti dall'atmosfera che sentono intorno. Non so che ne sarà di noi, ma questo è il momento più emozionante che stiamo vivendo dalla nascita della società. E stiamo scoprendo la gioia di rimboccarsi le maniche, tutti insieme, vecchi e nuovi per far funzionare meglio le cose, per consdierare altre strade e altre metodologie di operare. Questo anche nell'ottica, per quello che ci è possibile, di trovare lavoro alla gente.
Scusatemi se sono stata un pò enfatica, ma è veramente un periodo particolare.

Gentilissimi,
non so chi abbia spostato il formaggio.
Di certo so che la sana imprenditoria italiana, sposta le sue unità produttive in Romania.
Di certo so che questo tipo di sana imprenditoria italiana non ci salverà.

Cordialmente

umberto dassi

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