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Diari/ Tavola rotonda: Donne manager, istituzioni e imprese si confrontano sulla valorizzazione delle differenze. Impressioni e pensieri a ruota libera di una “non addetta ai lavori”.

 Rauti3 Ecco il resoconto della tavola rotonda di presentazione del libro di Panetta&Romita per HRCommunity Academy  su Gender diversity e valorizzazione delle differenze mercoledì alla Luiss di Roma. Incontro zeppo di spunti e idee, come è il libro, chiuso con concretezza da Isabella Rauti: ho voluto affidare la cronaca ad Antonella, proprio in quanto "non addetta ai lavori", come dice lei, ma non per questo cronista per caso...
 di Antonella Appiano.- Proprio come Scarlett Johansson in “Diario di una tata”. Michela Romita - curatrice con Carla Panetta di “Gender Diversity e Strategie Manageriali per la Valorizzazione delle Differenze” Franco Angeli editore - da studentessa faceva anche la baby- sitter e, involontariamente, la “ricercatrice infiltrata”. Indagine sul campo che le ha permesso di esplorare il mondo delle donne impegnate sul fronte famiglia e lavoro. Dall’esperienza, ieri l’idea per la tesi di laurea e oggi quella di un libro. Michela (ora manager dello staff HRCommunity Accademy) lo racconta sorridente al Convegno di presentazione, a Roma, nella sede della Luiss. Mi colpisce lo spunto che non nasce a tavolino ma dalla osservazione diretta. Ogni mattina  un esercito di donne - magari in tailleur inappuntabile - esce in fretta da casa, un’occhiata  all’orologio e un pensiero alla riunione in ufficio, dopo aver riepilogato alla baby- sitter istruzioni precise su compiti scolastici, medicine, orari dei figli. Un approccio efficace quindi per toccare con mano la specificità delle donne da sempre maestre di sintesi impossibili. “
Specificità e differenza non devono essere negate o penalizzate ma, al contrario, valorizzate “ afferma pacata ma decisa Carla Panetta vicepresidente HRCommunity. “Solo così le donne potranno entrare numerose nel sistema economico produttivo e soprattutto ricoprire ruoli di primo piano”. Le donne infatti, sono costrette a organizzare il proprio tempo in maniera diversa dagli uomini. Per tradizione, la cura dei figli e degli anziani è ancora sulle loro spalle. Il prezzo da pagare? Ovvio, la rinuncia. “Invece- sintetizza Carla Panetta- l’obiettivo è di arrivare ai vertici senza sacrificare una sana vita privata, l’essere compagna, mamma”.  Il “Vive la difference”, filo rosso del libro, è davvero incoraggiante. Convincente. Così non penso alle statistiche, ai dati (ci sono tutti, rigorosamente scientifici e aggiornati nel testo) e mi lascio trascinare dalla calda energia che questa tavola rotonda comunica. Con tempi veloci, televisivi,  annullando così il rischio in agguato in ogni convegno: il monologo del relatore. 
 Il libro è nato anche grazie alla voglia e alla capacità delle donne di raccontarsi.

Le interviste a donne manager che ce l’hanno fatta mettono in evidenza aspetti comuni  ed esperienze diverse. Per Franca dall’Ara, Direttore Generale della Salmoiraghi e Viganò, due sono i punti cruciali per una crescita professionale e personale. Il primo: la responsabilità delle aziende nel mettere in pratica le varie forme del lavoro flessibile. Il secondo: l’importanza di avere al fianco un uomo complice. “Mio marito mi ha sempre sostenuta e aiutata nell’organizzazione familiare”. Una bella testimonianza.
Rimangono le istituzioni. Che cosa stanno facendo in Italia? Stanno investendo sulla diversità? Rosanna, che modera, lo chiede a Isabella Rauti, Capo Dipartimento Pari Opportunità che ci rassicura, citando una serie di iniziative. Elenca dati e progetti: dagli asili condominiali agli aiuti per la cura degli anziani. Ancora pervasa dall’atmosfera positiva del convegno, decido di mettere a tacere l’inevitabile punta di scetticismo e di crederci. Perché no? In fondo, come ricordano le autrici - citando Marta Boneschi - ne abbiamo fatta di strada da quando (e non parliamo di Medioevo) eravamo considerate “proprietà del padre, del marito, del fratello maggiore …buone solo per partorire figli, lavorare nei campi e nelle filande”.
 




 

  

Commenti

su questo blog (questo..) e su job24.it (per esempio il primo maggio, senza andare troppo lontano nel tempo ) non ve le ho mai fatte mancare... l'autocelebrazione delle manager scandita dalle feste comandate ( 8 marzi, mamme che lavorano..) è altrove, e di quella è giusto diffidare

Premesso che secondo me è proprio vero che la donna sgobba il doppio dell'uomo (lavoro + casa/educazione dei figli) mi pare anche abbastanza intuibile che alcune donne manager ce la possano avere fatta a conciliare il lavoro con il resto.
Celebrarle addirittura con delle interviste in un libro mi pare però un pò troppo.
A quando alcune interviste a donne operaie, infermiere, bidelle, maestre, commesse, operatrici di call-center, impiegate, che con molti ma molti meno soldi delle manager ce la fanno ugualmente?!?
Complimenti all'autrice dell'articolo, sintetico e ben scritto, per avere reso bene l'idea del libro. Anche ad un uomo.

Ciao Argia...già io sono stata una di quelle mamme che al mattino rotolavano giù dalle scale snocciolando le ultime raccomandazioni alla baby-sitter. Ora i pupi sono cresciuti ma ho pensato bene di "complicarmi la vita" aggiungendo al lavoro, l'Università. E' dura, come dici tu. E' dura soprattutto per le donne che vogliono impegnarsi con serietà senza servirisi di facili scorciatoie (leggi l'ultimo "lato B di Rosanna !). Ma hai ragione, non dobbiamo mollare.Grazie per i complimenti.Inutile negarlo, fanno sempre piacere...

Ciao Antonella, il libro mi sembra molto interessante e non vedo l'ora di leggerlo. Si è dura anzi durissima ma ce la possiamo fare..! Tu ne sei un esempio in qualche modo, no? E complimenti ancora per la tua scrittura fresca, immediata ma di assoluto spessore! Argia

avviso ai "blog" clone, geneticamente modificati, di-scarica trash di documenti già usciti, politicamente scorretti verso la pratica universalmente condivisa del link e abitualmente privi di lettori e opinioni: attenzione, in questi commenti c'è un sacco di roba "interessante" da copiare!!!!!

Ciao a tutte le commentatrici! A Diana e Simonetta: nel libro di Carla e Michela troverete anche un capitolo interessante sul lavoro delle donne in una prospettiva storica. Un altro testo recente sui problemi che le donne devono affrontare per guadagnare ruoli di responsabilità è "Alice in businessland" di Maria Cristina Bombelli, ed Guerini e Associati. A Carmen: informazioni dettagliate sul Libro Verde del Ministro Sacconi direttamente su www.lavoro.gov.it/Lavoro/PrimoPiano20080725_Libroverde.htm
Il tema speranza, Carmen, Simonetta e Diana ci accomuna. "La speranza è un rischio da correre", lo ha scritto Georges Bernanos e me lo ripeto spesso come mantra.Infine, ultimo ma non ultimo, anche io, come Rosanna, ringrazio Tommaso- unico maschietto commentatore- per la simpatica citazione. Antonella Appiano

Sì sono d'accordo con Franca dall'Ara: la disponibilità dell'azienda nell'applicare il part-time per noi lavoratrici-mamme è fondamentale. Ho amiche che si sono sentite dire grandi no. La mia esperienza invece è stata positiva.Ho sentito parlare del Libro Verde presentato dal ministro Sacconi circa investimenti nei servizi alla famiglia.E ora leggo sul post di Antonella che anche il capo Dipartimento Pari Opportunità ha esposto proposte concrete. Speriamo che non rimangano progetti ma diventino realtà.Carmen Olivieri

...da tempi antichi noi donne siamo abituate ad essere figure multi ruolo; dedicandoci alla cura della casa, del marito fino ai figli.Negli ultimi anni, per soddisfazione personale o per esigenza economica, siamo costrette a fare i conti anche con il lavoro.Certe donne rinunciano alla carriera professionale per dedicarsi full-time alla propria famiglia; altre continuano a lavorare e sono costrette , così, a scontrarsi con un nuovo dilemma "A chi lascio mio figlio?". Sono poche quelle che possono contare sull'aiuto da parte dei nonni o delle collaboratrici domestiche e ,diciamolo apertamente, le istituzioni come anche la maggior parte delle imprese non si sono tanto evolute in merito a questo problema. Come scrive Antonella speriamo e cerchiamo di credere che qualcosa in futuro cambi...ma sono anche dell'idea che la collaborazione andrebbe imparata in primo luogo all'interno della famiglia...Simonetta

sì sì, è già uscito...grazie a Tommaso per la briciola di saggezza e umorismo!

Allora comprerò il libro di Carla e Michela... Lo trovo già in libreria? Grazie! Diana

Del resto, "Essere donna è terribilmente difficile perché consiste principalmente nel trattare con gli uomini". (J. Conrad)

il senso di quel che scrivi, cara Diana, è proprio quello che esce dal libro di Carla e Michela...

..Certo dalle prime rivendicazioni femministe ad oggi ci siamo conquistate il nostro posto al sole. Ma penso che ancora tante cose,debbano e possano essere fatte. In Italia abbiamo accesso libero a tutte le professioni, ma il potere è comunque ancora in mano agli uomini.O a gruppi ristretti, elitari, di donne. Però nche io, come Antonella Appiano, voglio essere positiva. Continuerò a credere che prima o poi in quella famosa stanza dei bottoni ci sarà posto per un esercito di donne. E comunque viva la nostra "specificità". I "signori maschi" mi perdoneranno ma è così:loro non sarebbero in grado (parlo per massimi sistemi!) di scivolare con eleganza, da una "vita" all'altra come facciamo noi, tenendo sempre tutti i file aperti...Diana

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