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Il lato B/ Segno dei tempi, se diffondere le opportunità di lavoro sui media è un' azione riprovevole

E' un segno dei tempi se il maggior quotidiano italiano, il Corriere della Sera, lo stesso che vanta, e giustamente, il merito di aver divulgato e spiegato le cose del lavoro fuori dal sindacalismo, dell'aziendalismo e anche del precarismo oggi in voga sui giornali, nella sua risicata paginetta di "Carriere e Lavoro" di ieri, venerdì, usava lo spazio di"Contrappunto", che è la consueta rubrica firmata non da un esperto dell'argomento, tecnico insider o commentatore ferrato sulla tematica, ma da un autorevole  70enne rappresentante della classe politica della Prima repubblica come Luigi Covatta, per attaccare Panorama e l'imprenditrice (per di più "fotogenica": e da quando è una colpa?) Luisa Todini. 001_PA15_2009 L'accusa:mettere la sua faccia sulla copertina del settimanale, quella che strilla l'iniziativa delle aziende che offrono posti di lavoro. Cioè le aziende che assumono, quando i  più licenziano invece, anche adesso, "nei tempi di crisi".  Perchè dalla crisi (che c'è, eccome se c'è, non è una finta..) non si fanno annicchilire , o non se ne approfittano per stare immobili o per alleggerirsi, a voler proprio pensare male...
E' un segno dei tempi che si  tirino in ballo, tanto per cambiare, le raccomandazioni e il venefico "passaparola" e lo si faccia in nome delle fantomatiche "politiche attive" (se non sono mai state attuate, domandiamoci perchè...) e della ectoplasmica e farraginosa Borsa continua del lavoro. Sempre evocata ma mai partita e dunque nemmeno rimpianta, non è che era già nata morta, e ci voleva il Web 2.0  a inumarla del tutto? Facciamo un sondaggio tra i giovani utenti della Rete e chiediamo quanti sanno cos'è, la Borsa del lavoro?
Si, è un segno dei tempi, ma dei tempi che danno tuttora spazio al giornalismo novecentesco che legge la disponibilità di posti di lavoro messa in trasparenza sui mezzi di informazione come uno scoop. Che scrive la parola placement tra virgolette, "con rispetto parlando", e che ignora o finge di ignorare persino che i sindacati sono operatori a tutti gli effetti per la Legge 30, sono abilitati a fare intermediazione e ricerca e selezione previa autorizzazione del Ministero del lavoro. Infatti la Cisl sta per aprire un'Agenzia che magari arriva in ritardo e un po' in sordina, ma che non c'entra niente con "i lucrosi servizi attraverso i Caaf". La diffusione delle opportunità di lavoro è uno scoop? No, non lo è. E' un servizio, invece, se le offerte sono reali, selezionate e verificate e presentate in modo corretto e nel rispetto delle norme, come facciamo, da un mese o poco più, anche noi sul portale del Sole 24 Ore con lo spazio "Qui si assume", curato da Job24.it e apprezzato da lettori e aziende (lo dicono i dati di traffico, e le segnalazioni in aumento alla casella postale).
Qualcuno troverà lavoro navigando sul sito del Sole o leggendo Panorama? Evviva!  Che cosa c'entrano "le clientele e le parentele"?


 E la meritocrazia  e la mobilità, chi le aiuta meglio? Le necropoli istituzionali lastricate di buone intenzioni ma odorose di muffa e formalina, o le iniziative di chi si muove,  giornali di carta o i loro portali Web, siti Web commerciali o social network nati dal basso? E' vero, gentile editorialista, nella società dell'informazione si può fare di più, come conclude Lei. Nel migliore dei mondi possibili ci sarebbe già quel sistema misto pubblico-privato a cui pensava Marco Biagi. I centri per l'impiego funzionerebbero come in Scandinavia, l'interinale e il contratto a termine sarebbero un passaggio e non un loop malefico, chi è licenziato avrebbe qualche altra chance sul mercato del lavoro, e non entrerebbe automaticamente nel limbo degli ammortizzati, indipendentemente da quel che è, che sa, che ha fatto e che vorrebbe fare. Impieghiamo, piuttosto,  gli spazi sui giornali e sul Web per capire e spiegare come mai non è così. Ma anche nel mondo in cui viviamo, che non è il migliore possibile, tutt'altro, difendere i monopoli (pubblici, privati o a mezzo stampa)  che sono evidentemente in debito di ossigeno, e si producono in reazioni scomposte  e si capisce incontrollate, non serve a nessuno.
Si può fare di più, cantava Gianni Morandi. Adesso si dice yes, we can. Ma "we" chi?

Commenti

beh, cristella, l'onore è tutto mio, e del blog! commenterò volentieri le vostre nuove iniziative nei prossimi giorni...tra oggi e domani sono tutta assorbita dalla JobMarathon (e dire che c'è chi crede che io conti su una redazione affollata come quelle che si vedono nei film, o che ci sia qualcuno "superior" che pensi per me...)

Ciao, Rosanna.

Torno a questo post "vecchio" - ma pur sempre attuale - per segnalarti che finalmente abbiamo strutturato, come Centro per l'impiego, uno strumento informativo che raccoglie alcune delle riflessioni di cui scrivevo nei miei precedenti commenti.
"Non è un giornale (ma potrebbe esserlo). Non è un elenco di dati e numeri (e non vorrebe esserlo)." Così presentiamo il nostro "Il Lavoro in Diretta", pubblicato ieri sul sito www.riminimpiego.it(http://www.riminimpiego.it/data/lavoroindiretta/index.htm).
Ti segnalo, in particolare, il mio articolo dal titolo "Un punto di osservazione 'quotidiano' sulle opportunità di lavoro", che ha maggiore attinenza con l'argomento di questo post.
Sia a me che ai miei colleghi (immagino anche ai responsabili dell'ufficio) piacerebbe ricevere commenti e critiche...
P.s.: da notare che questa volta Cristella scrive in orario di ufficio (e non da casa in giornata festiva), investita "ufficialmente" dell'onore (eh eh!) di tenere i contatti con un blog sul lavoro. Chi l'avrebbe mai pensato, ai tempi dei tesserini rosa scritti a mano sul cartoncino e dei nulla-osta in cinque copie ricalcate con la carta copiativa blu?

Allora buon lavoro a Lei per il suo mensile, direttore! Scontrarsi è stato un piacere!!! Adesso che ci ha incrociato, torni a trovarci qualche volta.
Sul fare di più, spalanca una porta aperta: è la mia battaglia quotidiana, ma già il fatto che esistano questo canale e il blog dove ci si scambiano informazioni verificate (quando un'azienda, o sedicente tale, tempo fa mi ha scritto "offriamo partite Iva" li ho mandati a quel Paese..) e commenti sul lavoro, civilmente e senza mediazioni, è una bella cosa, che si deve al direttore FdB (quando era qui prima di tornare lì).
Gianni Morandi è del secolo passato, è vero, anche se credo si offenderebbe molto leggendolo...Rimedio con Morgan, che è un cantante del secondo millennio, e si sente che è contemporaneo quando in "Altrove" canta "Applico alla vita i puntini di sospensione" e poi consiglia: "Svincolarsi
dalle convinzioni dalle pose e dalle posizioni".

Per essere precisi, sono senatore del secolo scorso. Dal 1994, infatti, non mi sono più candidato a niente. Di quel secolo, comunque, non rimpiango il maldigerito futurismo con cui negli anni '20 si irrideva alla muffa dell'Italietta, con la stessa disinvoltura con cui oggi si irride alla muffa della prima Repubblica. Quanto a inamovibilità della classe dirigente,fra l'altro, mi sembra che la seconda non si faccia mancare niente: dal Parlamento nominato dall'alto all'alternanza fra due leader, Prodi e Berlusconi, che hanno dieci anni più di me. Per non parlare del ripetuto avvicendarsi dei direttori alla guida del maggiore quotidiano nazionale. Non conoscevo questo blog perchè, non essendo iscritto all'albo, mi occupo anche d'altro. Lo ho incrociato ieri sera mentre cercavo riscontri al lancio della nuova serie del mensile che dirigo. Quanto al merito, discutiamo sul nulla. Conveniamo entrambi nel denunciare il mancato decollo delle politiche attive. Potremmo convenire anche sulla scarsa trasparenza degli itinerari di accesso al lavoro. Tempo fa nel mio colonnino quasi-settimanale denunciai il caso di una progettista che aveva programmato una rete di call center e che quando poi mandò il curriculum al gestore di quella stessa rete si vide offrire un posto di operatrice. Viva la Todini, quindi. E magari viva anche il portale del "Sole". Ma decisamente si può fare di più, anche se Gianni Morandi è un cantante novecentesco. Buon lavoro.

Grazie a Luigi Covatta per la sua gentile risposta, che mi onora e che, a un mese dall'uscita del post, davvero non mi aspettavo. Innanzitutto le auguro un buon compleanno domani, senatore Covatta, che a 66 anni frequenta i blog e li usa con agilità, le assicuro che non capita spesso,ma lo sa che ci sono 30-40enni che non sanno "postare" i commenti?
E' vero che noi che non abbiamo 70 anni, ma che siamo cresciuti e ci siamo formati nella personalità e nelle opportunità durante la Prima Repubblica non ne rimpiangiamo molti aspetti. Due tra i tanti, l'avere insediato una classe dirigente inamovibile intoccabile e impenetrabile come le dinastie dei Faraoni d'Egitto (io sono passata strisciando in uno dei rarissimi varchi meritocratici, la scuola di giornalismo...)e l'avere affermato il meccanismo della raccomandazione come consuetudine e come elemento del carattere nazionale. Ma non è questo il punto della questione, come non lo è la successione al seggio che fu di Passerini (del quale, tra l'altro, sono stata vice per due anni qui al "Sole") al "Corriere".
Gli organigrammi non mi interessano e non mi competono visto che faccio altro e vivo altrove (in Internet, rientro in quel 10% di giornalisti pionieri di cui parla sempre il mio ex e ora Suo direttore FdB...); e viste le prospettive a medio-breve termine che si delineano per il mercato dei quotidiani, vivo il futuro con meno angosce di tanti colleghi abbarbicati alla carta.
La questione vera è quali siano gli strumenti più efficaci e quali le strade da percorrere per trovare lavoro in tempi di cambiamenti sociali ed economici grandi, non sequenziali quindi fonte di disorientamento. Quelli che preoccupavano già Marco Biagi alla svolta del Duemila. E quali siano i suggerimenti più opportuni e reali e adeguati alla situazione che coloro che scrivono, sulla carta o su Internet (è lo stesso), debbano dare. Oggi. Avrà letto dal commento di Cristella che le liste di "Panorama" o le nostre di "Qui si assume" le usano, senza scandalo, anche nei Centri per l'impiego, quelli più efficienti almeno.
Proporre posti di lavoro dalla copertina di un settimanale non è prassi consueta, è vero. Ma i tempi ci stanno insegnando che attaccarsi alle consuetudini è un lusso, se non una pericolosa illusione. Il formaggio del famoso libercolo ormai si sposta veloce come una Ferrari (a proposito, ci sarà ancora il Gran Premio l'anno venturo o cosa vedremo al suo posto?). E non è stato forse il "Corriere della Sera" il primo negli anni 90 a fare qualcosa di simile (ops, il secondo: il tabloid "CercoLavoroGiovani" che io coordinavo è uscito due mesi prima del "Corriere Lavoro", essere più avanti sarà mica un vizio del "Sole"...)?
Sulla fotogenia di Luisa Todini invece chiudo il cerchio con la Prima Repubblica, perchè qui, invece, nulla è cambiato: se c'è una donna in copertina, ora come allora, è l'avvenenza che si sottolinea. E ora come allora se il soggetto fotografato non è una velina/valletta o una vippina-starletta, la cosa disturba un po'...

Dopodomani compio sessantasei anni, che non sono settanta ma sono comunque una bella età. Scrivo placement fra virgolette perchè nella mia rubrica non è previsto il corsivo. Per cui fra virgolette scrivo anche Il Sole 24 ore. So che i sindacati sono autorizzati all'intermediazione, ma so anche che finora non lo hanno fatto, ed invece hanno fatto i CAAF. So che la borsa lavoro non si farà mai, e lo ho spiegato in 1400 battute. Ammiro la vis polemica di Rosanna Santonocito, anche se non ho capito se è rivolta contro la prima Repubblica, contro quelli che si occupano di problemi del lavoro senza essere iscritti all'albo, o contro i successori di Walter Passerini al "Corriere" (fra virgolette). Anch'io ho qualche esperienza di polemista, e so come si può rovesciare qualunque frittata. Non ero mai riuscito, però, a sostenere che è consueto mettere in copertina un'imprenditrice che offre posti di lavoro. E neanche che definirla fotogenica è un insulto.

Lo so lo so che Maria Cristina è aka (also known as)Cristella, ma grazie a te per l'onestà che è in linea con il codice di comportamento di questo blog (questo..) che non mica ha bisogno di taroccare i commenti per far vedere che ce ne sono, o di pubblicare gli sfoghi turpiloquienti contro il Governo o chiunque altro...Confesso invece e chiedo venia che non sapevo che l'attività di monitoraggio del mercato del lavoro svolta dai Cpi fosse così approfondita...non credo che tutti i Centri facciano così, lasciamelo dire Cristella!

Precisazione al commento precedente: Cristella e Maria Cristina sono la stessa persona :)

Ma che bello, ricevere complimenti da Jobtalk! Grazie!
Dieci anni fa ho avuto la fortuna di passare dal polveroso Ministero del Lavoro a una giovane Provincia, attiva, dinamica, con voglia di azioni utili e innovative. E, strano ma vero, il lavoro di osservazione e monitoraggio non è solo spontaneo, come immagina Rosanna (anche se è aiutato da predisposizione e interesse personale): è proprio un pezzo della mia attività quotidiana. Prima e dopo l'apertura degli sportelli al pubblico, con le colleghe del Servizio Informazione cerchiamo e selezioniamo annunci, inserzioni, opportunità che poi mettiamo nelle bacheche o sul sito a disposizione di tutti accanto alle offerte che arrivano direttamente ai nostri uffici. Guardiamo i giornali, i siti delle Agenzie per il Lavoro, delle associazioni (albergatori, industriali, artigiani...), i siti di recruiting on-line. Tutto il panorama, è una ricerca continua, sempre per favorire gli utenti. Ma anche al servizio degli altri colleghi: articoli, statistiche, cronache di crisi aziendali, incentivi, leggi. Per fortuna, dicevo, questa attività è apprezzata e incentivata dalla mia dirigente, anche se purtroppo coi vari tagli alle spese per il personale dei Cpi (molti degli operatori sono precari a rischio di rinnovo!) si rischia di far tornare noi "tempi indeterminati" a svolgere unicamente le attività amministrative (adempimenti di legge che aumentano, piuttosto che diminuire...) che secondo la logica burocratese hanno priorità su tutto il resto.

Sì, grande Cristella, grande ammirazione! Un pò meno ammirazione per i grandi giornali "paludati" che non sanno ancora parlare di lavoro in maniera adeguata, corretta e solo per fare un servizio (questo sì che sarebbe utile), a tutti coloro che lavorano, lo cercano o lo vogliono cambiare!

grazie cara Cristella, dipendente pubblica(donna aggiungo io) che ci manda spesso contributi lucidi e puntuali interessanti per tutti da un osservatorio prfessionale come un Cpi, e che il giorno di Pasqua va in Internet a leggere di temi attinenti al suo lavoro, le girano le palline del mouse e scrive, a dispetto della Festa comandata. Che fa un lavoro di osservatorio e monitoraggio immagino spontaneo..che non si offende se i media le fanno "concorrenza" (povero incompreso Marco Biagi, che tristezza...) e che alla fine linka anche Qui si assume!!!!

Proprio in questi giorni mi sto occupando, per il Servizio Informazione del "mio" Centro per l'impiego, di un confronto fra le pagine dei maggiori quotidiani dedicate al lavoro di quest'anno e del passato. Il Corriere al venerdì, La Repubblica al giovedì, Il Sole al mercoledì, Il Resto del Carlino (siamo in Romagna...)al venerdì. Mi occupo della rassegna stampa quotidiana da almeno 5 anni, fotocopiando gli articoli interessanti e, soprattutto le inserzioni pubblicate dalle aziende. Il confronto è desolante. Secondo la mia prima stima le inserzioni a pagamento sono calate di almeno il 70-80%: spesso (anche il Sole di mercoledì scorso) i buchi lasciati dagli inserzionisti vengono coperti con pubblicità di eventi o iniziative del giornale stesso. Non sarà anche per questo "vuoto" che alcuni giornali non hanno più argomenti validi e opportuni?
Per quanto riguarda la Borsa Lavoro... Beh,lasciamo perdere.
Sarebbe più semplice mettere finalmente in rete tutti i Centri per l'impiego e le loro banche-dati. Non capisco perché questo non sia ancora stato fatto, quali impedimenti - se politici o tecnici - impediscano questo passaggio.
Ah, sul sito del "mio" Centro per l'impiego ho subito linkato - nella sezione News - il servizio Qui si assume.
(le virgolette sul "mio" non sono casuali: è la mia risposta personale al ministro che ci ritiene tutti fannulloni... spirito di appartenenza, anche se a molti potrebbe sembrare strano, per un'impiegata pubblica).
Ciao ciao.
:)

lo farò, ma cosa c'entra con il post? stavolta passa perchè le euorpee non sono vicine, e non so nemmeno a che lista appartenga la candidata che sostiene il telelavoro, però questo blog non è il posto adatto per fare campagna elettorale

il telelavoro è sicuramente il futuro...vi invito a dare un'occhiata al programma di Daniela Melchiorre per le europee...punta molto su questo

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