Un rettorato provvisorio per continuare a credere nel futuro, mentre non si allenta la catena di solidarietà degli studenti da cui, come scrive Loredana nel post, il terremoto ha riscosso un prezzo altissimo. Linko con piacere anche l'iniziativa che mi segnalano i ragazzi di G Pace - Giovani per la Pace Repubblica salentina, che hanno anche un gruppo Facebook Bravi! Infine l'iniziativa di sottoscrizione del Banco Alimentare, rivolta ai privati, ma anche alle aziende del settore, che possono donare cibo di Loredana Oliva. “Gli studenti hanno pagato un prezzo altissimo”, lo ha detto anche il ministro Gelmini davanti alle macerie della casa dello studente. Ci si accorge, con un bilancio di studenti morti o sopravvissuti che L’Aquila è città universitaria (27mila studenti su 70mila abitanti) e polo d’eccellenza di diverse discipline, che alla scuola di Cinema arrivavano studenti da Milano, da Bologna, da Rimini, che proprio la facoltà d’ingegneria è tra le migliori in Italia.
Il rettore Fernando Di Orio, insieme a presidi e docenti dell’ateneo hanno lavorato per creare un rettorato provvisorio nella sede della facoltà di Scienze Matematiche Fisiche e Naturali, a due passi dall’ospedale San Salvatore. “Il mio rettorato con sede a Palazzo Carli, del 1500, non ha retto alla tragedia – ha proseguito il rettore – ma questa struttura è in cemento armato e da qui può ripartire l’attività dell’università”. Il rettore ha rilasciato queste dichiarazioni a 48ore dal sisma alla nostra collega Maria Grazia Abbate del Corriere dell’Università affermando con forza che l’università ripartirà il più presto possibile con l’aiuto di tutti.
All’Aquila il 6 aprile c’erano 80 studenti Erasmus venuti da tutta Europa.
Da Esn (Erasmus Student Network) dell’Aquila fanno sapere che tutti gli Erasmus che si trovavano a L'Aquila e tutti i membri di Aquilasmus - ESN L'Aquila sono in salvo. “Ci siamo premurati di contattare tutti telefonicamente, a quanto pare abbiamo solo subito la perdita degli oggetti materiali contenuti nelle nostre abitazioni. Molti Erasmus sono stati inviati, con l'appoggio nostro e delle sezioni di Roma e di Teramo, verso le proprie ambasciate, che hanno provveduto a rimpatriarli” ci scrive Sara Di Pietrantonio, rappresentante della sezione aquilana degli Erasmus italiani.
Ci prega di far sapere che gli universitari di Esn L’Aquila restano a piena e completa disposizione per qualunque tipo di comunicazione o di aiuto per gli studenti internazionali. Sono stati messi a disposizione anche dei numeri di telefono da contattare, giorno e notte (risponde Sebastiano): 339 6273449; 327 3416031.
“Erasmus Student Network ha dimostrato una solidarietà senza pari in questa tragica circostanza”, continua Sara. A cominciare da Sebastiano Savini e Lorenzo Cucchiarelli sopravvissuti alla scossa, che si sono adoperati per aiutare i circa 80 studenti Erasmus presenti a L'Aquila che si stavano riversando nella principale piazza della città, Piazza Duomo.
Nel corso della giornata del 6 aprile, gli Erasmus sono stati fatti confluire nei punti di raccolta allestiti dalla Protezione Civile e quindi accompagnati agli autobus speciali che li hanno condotti a Roma, nei residence delle ambasciate o sulla costa adriatica in alberghi, a casa di amici e professori.
Per quanto riguarda l’università il bilancio è molto pesante: la Casa dello Studente è crollata, e alcuni studenti sono morti sotto le macerie; gli edifici un cui avevano sede la facoltà di lettere, il rettorato e gli uffici amministrativi, nel centro della città, sono stati praticamente rasi al suolo; l'edificio dove aveva sede l'Ufficio Relazioni Internazionali ha subito gravissimi danni.
Le sedi di altre facoltà, lontane dal centro della città, hanno subito danni meno gravi, ma comunque ingenti. Intanto l’AIG (Associazione Italiana Alberghi per la Gioventù), ha messo a disposizione posti letto a Roma, per accogliere gli studenti Erasmus di Teramo, città vicina a L'Aquila, intenzionati anche loro a far rientro nei loro paesi di origine.
ESN Italia ha già aperto un conto corrente per la raccolta di fondi; il codice IBAN a cui destinare i soldi che saranno impiegati per aiutare la ricostruzione è IT49Y0316501600000700007919.
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