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Diari / Neve a Dubai?

Ski-dubai Persino a Dubai, città verticalmente orientata dove si scia indoor con 36 gradi all'ombra fuori, il lavoro e la flessibilità tengono banco sui giornali. Chi abiterà questi palazzi se i permessi di soggiorno scadono troppo in fretta e nessuno resta? Guardare in alto non basta, scrive il JobCoach Luigi Ballerini in viaggio di lavoro, serve anche guardare avanti. Pensiero adatto alla vigilia del Primo maggio, chi l'avrebbe detto, dritto dagli Emirati...

 Si può anche pattinare sul ghiaccio, mi hanno detto!
di Luigi Ballerini.-  Neve a Dubai. No, nessun delirio causato dai (già) trentasei gradi all’ombra col sole quasi a picco sulle teste. E’ reale e si chiama Dubai Ski, una vera e propria stazione sciistica al centro di uno sterminato mall fitto fitto dei più noti brand del pianeta. Tuta, sci, scarponi, racchette, guanti e snowboard al modico prezzo di 180 dirham per due ore, 43 euro circa. La promessa è che basti un’escursione termica di 30 gradi per rendere felici e sembra funzionare, data la grande quantità di persone che affollano la struttura anche in un normale tardo pomeriggio feriale. 
Neve e oro. Ecco ciò che colpisce di Dubai oggi. Il dorato continua ad andare alla grande. Vasi, boiserie, rivestimenti alle pareti, lampade e candele.  Ci fosse Paperone gli brillerebbero gli occhi. Eppure non è tutto oro quel che luccica. Lo sfarzo evidente e a tratti persino imbarazzante non riesce a nascondere quella che anche qui chiamano, sommessamente, recession.
In prima pagina del Khaleej Times, newspaper locale che ritrovo la mattina appeso al pomello (dorato) della camera, leggiamo che la nuova parola d’ordine è Flexibility, sul lavoro del mercato. Sottotitolo: il Ministro del Lavoro propone una maggior flessibilità ai lavoratori e dipendenti (interessante la distinzione fra workers ed employers) nel mercato del lavoro degli Emirati. Continuando nella lettura dell’articolo però si capisce che la flessibilità promessa è relativa a una rigidità presente. Per legge chi perdeva il lavoro a Dubai aveva un mese di tempo per ritrovarlo, altrimenti era obbligatorio il rientro in patria. In questo modo dalla fine del 2008 405.000 permessi sono stati cancellati svuotando parzialmente questa città. Ecco allora la tanto invocata flessibilità: il tempo massimo per restare senza lavoro verrà probabilmente portato a sei mesi. D’altro canto risulta evidente che occorre fare qualcosa per trattenere le persone in questo territorio dove i grattacieli crescono come funghi, tutti nello stesso momento e in modo (apparentemente?) non pianificato. Il dubbio che prende l’occhio straniero che guarda verso l’alto è: ma chi li abiterà? Costruire per chi?
Per la sostenibilità di una città occorre anche saper guardare avanti, non solo in alto.



Qui fa caldo e c’è sempre il sole, gli alloggi disponibili sono migliaia, sterminati green irrigati da acqua di mare desalinizzata attendono giocatori con le scarpette da golf , le jeep del desert safari fra le dune hanno i motori già rombanti, gli hotel a vela hanno sette stelle e settemila stanze, la benzina costa 20 centesimi al litro e la cilindrata media delle macchine è quattromila. Si scia persino. Eppure tutto questo non basta. Perché è l’uomo a fare la differenza; senza l’uomo non c’è lavoro, senza lavoro non c’è profitto, senza profitto non c’è investimento e spesso senza investimento non c’è lavoro.  Flexibility ci vuole, per non avere una città deserta in mezzo al deserto, di sabbia e della solitudine.

Commenti

Cara Maria,so che fai parte ormai della nostra community...Come jobtalkiana esperta di Medio Oriente (rubo la definizione a Rosanna, mi piace!) ti consiglio un libro che ho appena letto "Le perle degli Emirati" a cura di Isabella Camera d'Afflitto, edizione Jouvence. E' una raccolta di racconti di scrittori/ici degli Emirati Arabi.Una realtà narrata da loro e non da noi.Un punto di vista "altro".Credo che la letteratura sia una chiave di accesso per entrare in contatto con culture diverse. Purtroppo quella araba contemporanea(se si esclude quella magrebina perchè scritta in francese) è stata poco tradotta. Ma le cose stanno cambiando in meglio.Gli arabisti sono in crescita. Buona lettura!

questa sì che è una community!!! e poi dicono che i blog sono autoreferenziali...jobtalkiani esperti del medio oriente, a voi! io da parte mia, e per esperienza diretta e quasi in diretta, sconsiglio marsa allam...

Ciao Luigi. Leggo sempre con interesse tutti i vostri post sui Paesi esteri e soprattutto sul Medio Oriente. A proposito di Dubai e Emirati Arabi, avresti qualche libro da consigliarmi che non sia la solita guida turistica? Grazie! Maria

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