E' divertente davvero questa pubblicità, che gioca e si fa beffe del folklore nazionale, senza mezzi termini, se non fosse che il paese a cui si fa riferimento non è quello dei film di Sordi e Tognazzi, ma l'Italia di oggi. Non sono così ottimista da sperare di vedere prima o poi una scena come quella del New York Times che Fabrizio racconta alla fine del post. Ma mi piace pensare che i nostri trisnipoti un giorno inciamperanno in questo spot sul Web.6.0 e si chiederanno: uno zio vescovo? Ma di che cosa cavolo parlano? Intanto, propongo il gemellaggio di JobTalk con il gruppo di Facebook. Carino anche il video con il making of..dello spot. E già che ci sono, per chi non ha uno zio vescovo oggi c'è Qui si assume fresco sulla home del Sole.com
di Fabrizio Buratto.- “Senza uno zio vescovo” è il titolo del video confezionato da InfoJobs per la nuova campagna di comunicazione del portale di recruiting online che conta in Italia due milioni di candidati registrati e più di 30.000 aziende inserzioniste. Il recruiting 2.0 si va sempre più specializzando, sullo stile delle aziende anglosassoni e statunitensi, di cui esporta il modello. E’ questa l’arma più efficace, a livello culturale, contro il sistema delle raccomandazioni, delle spintarelle, degli inciuci.Un sistema non olo ingiusto, ma antieconomico per coloro che lo adottano, e sono ancora in molti se, da un sondaggio condotto da InfoJobs su 300.000 utenti, emerge che “l’82% degli intervistati conosce persone che hanno ottenuto un lavoro grazie ad aiuti dall’alto, mentre il 66% ha avuto colleghi raccomandati; il 41% pensa che per far carriera sia davvero necessaria una raccomandazione e il 75% ritiene che gli aiuti siano necessari per fare carriera più velocemente e facilmente.”
Il video comincia davanti a Montecitorio, dove un ragazzo solleva il cartello “se non hai un papà ministro”, prosegue in Vaticano col secondo cartello “e non hai uno zio vescovo” per poi toccare altri ambiti, come quello universitario, dove i santi in paradiso o i parenti in terra contano eccome. Meritocrazia, parola addirittura abusata negli ultimi tempi, con quel “crazia” finale un po’ inquietante. Era una parola “di destra”, ora è un valore universale, mentre il sei politico è fuori moda, come la politica. Così, dopo il navigatore satellitare“spintarella” proposto dalle Acli qualche mese fa, ora è un portale dei recruiting a denunciare come questo “uso e costume” italico, lungi dall’essere in disuso, sia intollerabile per la maggior parte dei lavoratori, non di quanti ne hanno usufruito, certo. Così InfoJobs, in attesa della scomunica da parte della Chiesa, ha fondato su facebook il gruppo “cerco lavoro e non ho aiuti dall’alto!” che ha già superato i 270 iscritti, pur essendo nato da pochi giorni. I processi culturali sono lunghi a compiersi, ma la strada è intrapresa, e chissà che un giorno i raccomandati italiani si vergogneranno di se stessi, mentre i loro colleghi li ripudieranno, come è accaduto recentemente ad un columnist del New York Times, reo di essere il figlio dell’editore.
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Commenti
Fresh Brain 25/mar/2009 10:24:57
rosanna santonocito 20/mar/2009 15:09:13
enrico 20/mar/2009 14:59:26
Giuseppe Gugliotta 20/mar/2009 13:11:20
simone 20/mar/2009 10:16:41
rosanna santonocito 20/mar/2009 10:03:45
arnald 19/mar/2009 22:10:34
simone 19/mar/2009 12:25:52
arnald 18/mar/2009 19:06:21
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