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Diari /Siamo tutte un po' Cyberella: un progetto dell’Ue per orientare le ragazze all’Ict

  1999Working Woman   Ritornano i Diari di JobTalk. Questa volta è Barbara, italiana temporaneamente a Bruxelles, che ci racconta di un progetto comunitarioper avvicinare donne e tecnologie e incoraggiare le femmine a iscriversi a ingegneria.  Barbara schiera la Barbie, la Commissione europea punta sul rap "Ict is wicked",  con un video che ha messo sul suo sito, curato proprio da Barbara. Molto meglio di quei malloppi di mega illeggibili sulle donne che altri blog vi propinano tali e quali, no? Di mio aderisco alla campagna di Cyberella e aggiungo che i blog sono uno strumento straordinario di avvicinamento delle donne al Web. Li scrivono e li leggono e ci scrivono dentro, su alcuni di più su altri di meno o per niente... Lo dico per esperienza .A proposito, oggi torna la 24ore non stop in rete di Web@l femminile, creatura dell'amica Roberta Cocco. Job24.it e JobTalk c'erano l'anno scorso, e non millantano...Io ero una delle intervistate in video, quest'anno c'è la JobTalkiana Alessandra Servidori, che è la Consigliera nazionale di parità.

di Barbara Baldrighi.- Quindici anni fa, quando giocavo a Barbie e EU_Cyberellas_are_IT sperimentavo attraverso di lei le diverse professioni che mi sarebbe piaciuto intraprendere da grande, non potevo immaginare che l’Information Technology (IT) sarebbe stato il mio futuro. Tra i diversi accessori della Barbie, camper, auto, soggiorno, letto a baldacchino, non rientrava lo strumento su cui si basa l'IT: il computer. Quante lettere a Babbo Natale per ricevere il tanto agognato camper di Barbie! Ma a Natale le bambine di oggi hanno a disposizione il “computer di Barbie”, il “videofonino di Barbie”, il “navigatore satellitare” di Barbie? “Dimmi che giochi ti hanno dato i tuoi da piccolo e ti dirò cosa farai da grande”. Provocazione a parte, gli stereotipi giocano un ruolo fondamentale nella sottorappresentazione della donna nell’IT. E i numeri parlano chiaro: nell'Information Technology, solo un sesto dei lavoratori nell'Unione Europea e' donna; meno del 20% dei laureati in Ingegneria e' di sesso femminile e solo lo 0.9% delle ragazze si laureano in Ingegneria Informatica. Una tendenza negativa che non riguarda solo la donna ma l’intero mercato del lavoro del settore. Nel 2008 in Italia si e' registrato nell'IT un ammanco di 2.800 risorse di personale specializzato, mentre per il 2010 si prevede che 300.000 ingegneri qualificati mancheranno all'appello nell’Unione Europea. (Per dati più completi cliccare qui )La Commissione Europea ha lanciato una serie di iniziative, su impulso della Commissaria per la Societa' dell'Informazione Viviane Reding, per attrarre sempre più ragazze nell’IT e per combattere gli stereotipi che dipingono il settore come noioso, complicato ed esclusivo a genietti asociali rigorosamente maschi. E qui entra in gioco il sito della Commissione Europea curato da me  (“IT Girls”  ) collegato al progetto “Shadowing”.

 Una ragazza “shadow” (in inglese “ombra”) segue per un’intera giornata un’ingegnera “modello” che la introduce nel mondo dell’IT, illustrandole quanto una carriera di questo tipo possa essere creativa, stimolante e accessibile anche alle donne. Il ruolo delle aziende del settore è fondamentale, per questo la Commissione Europea si è rivolta loro non solo per incentivarle ad accogliere le giovani studentesse “ombra”, ma anche per incoraggiare l’adozione di un Codice di Buona Pratica  contente una lista di azioni tese a rimuovere le barriere all'inserimento lavorativo di ingegneri donne nell'IT. Come veicolare il messaggio alle più giovani, non ancora coinvolte nel progetto Shadowing? A questa domanda la Commissione Europea ha risposto a suon di rap, “ICT is wicked”  su youtube, per incrementare il numero di Cyberella, ovvero di donne con una laurea in ingegneria informatica.

Collaborare a questo progetto mi ha fatto capire che, se i miei genitori mi avessero comprato il computer di Barbie quando ero piccola, o meglio, se ci fosse stata una campagna di informazione di questo tipo, forse anche io avrei fatto l’ingegnera informatica.
(Le opinioni espresse sono quelle dell'autore e non rappresentano necessariamente l'opinione ufficiale della Commissione europea sul tema)

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