21 febbraio 2009 - 7:00
JobFiction/ A Torino il microcosmo tragicomico dell'ufficio va in scena con "Stracolleghi"
Quasi un last minute questo spettacolo teatrale in scena a Torino. Un altro successo da passaparola, Marco ci è andato e si è molto divertito. Il lavoro al cinema torna lunedì, dopo la notte degli Oscar...
Spettacolo: straCOLLEGHI, di Claudio Insegno (compagnia Torino Spettacoli)
Al teatro Gioiello di Torino fino al 28 febbraio
Valutazione: cinque badge [colpo di badge]
La scala di valutazione di Jobtalk è in badge: 1 badge: "assenteista" - 2 badge: "part-time"- 3 badge "full-time" - 4 badge: "straordinari(o)" - 5 badge: "colpo di badge"
di Marco Lombardi.- Coniugi, amici, parenti … tutte figure fondamentali, nella vita di ciascuno di noi. Eppure, calcolatrice alla mano, se consideriamo quanta parte della nostra vita passiamo con loro, scopriremo che si tratta di briciole rispetto alle ore ed ore ed ore che invece condividiamo coi nostri
colleghi d’ufficio. Non sempre ce li siamo scelti (anche se siamo i loro capi), non sempre ci stanno simpatici, non sempre approviamo il loro modo di pensare e di fare, eppure sono proprio i nostri vicini di scrivania i soggetti cui dedichiamo il meglio di noi: quel popò di fetta di giornata che passiamo insieme a loro è infatti quella in cui siamo più freschi/più attenti/più energici, cioè più disponibili alle relazioni con gli altri. Non deve allora stupirci che all’interno di quel microcosmo umano chiamato ufficio (secondo qualcuno simile a una “prigione”, indotto com’è dal bisogno della pagnotta) si scateni di tutto, ma proprio di tutto: confronti ma anche conflitti, condivisioni (se non confessioni) ma anche indifferenze, tolleranze ma anche “sindromi di Stoccolma”, fastidi epidermici ma anche amori. Insomma, lì dentro tutto finisce per essere concentrato e sopra le righe, cioè “stra”, ed è proprio su questa falsa riga che si snoda il divertente spettacolo in programma al Teatro Gioiello di Torino, il cui titolo è appunto “straCOLLEGHI” e la cui scena è costituita da un ufficio con dentro cinque scrivanie e cinque lavoratori: un dirigente, la sua segretaria, due impiegati e un’impiegata.
Durante lo spettacolo (divertente e ficcante allo stesso tempo) il palcoscenico rappresenta in tutto, mapropriointutto, il microcosmo ufficio, e questo a partire dalla suddivisione (un po’ al maschile) dei ruoli. Intendiamoci, non solo quelli corrispondenti ai job, anche quelli inerenti gli uomini in quanto uomini e le donne in quanto donne, visto che uno gioca il ruolo del sognatore alla Chaplin, l’altra quello della svampitella, l’altro ancora quello dell’uomo felice, l’altra ancora quello della complessata alla Bridget Jones, e l’ultimo quello del dongiovanni.
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Categorie: Job Fiction&Film
