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JobFiction/“The millionaire”, “The reader”, “Il curioso caso di Benjamin Button”, “Milk”: agli Oscar 2009 stravince la formazione on the job

The%20millionaire,%208   Evviva evviva la valanga di Oscar a The Millionaire, evviva il premio a Kate Winslet per  "The Reader", peccato invece per la statuetta mancata al grandioso Mickey Rourke  del bellissimo "The Wrestler", grande film sul lavoro e sull'età che avanza,  rosicchiandoci inesorabilmente le opportunità e presentando i conti sospesi , mentre noi ci sentiamo sempre gli stessi...peccato anche per Walzer con Bashir, molto creativo, spiazzante. Ed evviva la formazione sull'arte del vivere che stravince in tutti i film premiati, come scrive velocissimo il JobFictionCritico Marco Lombardi
Film:  “The millionaire”, “The reader”, “Il curioso caso di Benjamin Button”, “Milk”: agli Oscar 2009 stravince la formazione on the job
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di Marco Lombardi. -Tutti li hanno già definiti gli Oscar dell’impegno sociale, quelli su cui spirerebbe il vento di Obama, visto che “The millionaire” (ben 8 statuette, le principali, e tutte meritate) parla delle baraccopoli indiane, mentre “Milk” (Oscar come attore protagonista a Sean Penn) racconta la battaglia per i diritti dei gay nella San Francisco degli anni ‘70; noi di JOBTalk, invece, visto che tra i film vincitori c’è pure la grande Kate Winslet per “The reader”, come pure “Il curioso caso di Benjamin Button” (film deludente e deluso, essendosi portato a casa soltanto 3 statuette, e pure minori), li chiamiamo gli Oscar della formazione on the job, visto che tutti e quattro i film affrontano questo importantissimo tema professionale, in pratica sminuendo l’imparare sui libri rispetto all’imparare sul campo, cioè sul lavoro, cioè nella vita.The%20millionairetreno,%2014
 “The millionaire” in tal senso è eclatante, perché il giovane protagonista indiano riesce a rispondere a tutte le domande (proprio tutte?) che gli vengono poste dal conduttore della trasmissione televisiva “Chi vuol essere milionario” non grazie agli studi (che non ha fatto), ma grazie alla sua esistenza dura e sofferta che sin da bambino, insegnandogli l’arte di sopravvivere, allo stesso tempo gli ha trasmesso un’infinità di nozioni, quelle che – se imparate a scuola – si dimenticherebbero dopo soli dieci minuti. Insomma, un film da non perdere, questo “The millionaire”: sia per chi si occupa di lavoro, sia per chi ama il grande cinema, quello universale.
 Anche “The reader” (che nella sua prima parte mette in scena una delle storie d’amore più intense e totali e passionali e “pure” di tutta la storia del cinema, quella fra l’eccellente Kate Winslet ed un ragazzo di soli 15 anni) affronta lo stesso tema perché il “ragazzino” (così viene chiamato da lei) impara l’arte del vivere non tanto sui mille libri che legge di continuo alla sua amata, e neanche su quelli delle aule di giurisprudenza, bensì dalla sua stessa storia d’amore.Una storia che gli insegna a rispettare l’altro, e dunque la socialità, al prezzo della rinuncia alla felicità personale.


 E veniamo al grande sconfitto, Benjamin Button, un uomo nato vecchio (il bravissimo Brad Pitt) che impara a vivere ringiovanendo, il che è una grande metafora tesa a raccontarci per altra via come la maturazione sul campo di ogni individuo che attraversa quotidianamente la vita sia un qualcosa in grado di renderci più giovani, cioè più aperti ed attenti all’esistenza tout court, cioè al nostro stare su questa terra con e per gli altri.
 Ma anche “Milk” affronta il tema della formazione on the job, perché quell’America così all’avanguardia, quella degli anni ’70, imparerà il rispetto dell’uomo non tanto andando sulla luna, o raccogliendo scoperte tecnologiche su scoperte tecnologiche, bensì facendo qualche passo indietro per ascoltare il pianto quotidiano di certe minoranze, quelle volutamente lasciate indietro. Magari brutte e cattive e fastidiose, secondo le maggioranze, ma comunque sempre composte da esseri umani con il diritto di vivere, come tutti quanti gli altri.

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