Su Job24.it è online il nuovo Test del man(i)ager, della serie semi-seria che Luigi Ballerini scrive per noi, accompagnato dalla recensione di questo libro..perfetto per il lunedì...
di Luigi Ballerini- Con lei entriamo la prima volta in Elyan, tramite lei conosciamo i dirigenti, talora ansiosi quanto e più dei loro sottoposti, con i suoi occhi osserviamo una realtà tesa, sconvolta, minacciata dalla perdita di lavoro. Daniela Lucini, medico e psicoterapeuta, esperta in gestione dello stress e modificazioni degli stili di vita, in "Superstress" ci proietta subito in un mondo dove le certezze sul futuro si sono sgretolate, dove una imprevedibile lotta alla sopravvivenza sembra essere iniziata a sorpresa. Con lei entriamo in Elyan, un mese esatto dopo la fatidica mail che ha annunciato a tutti i dipendenti la “riduzione in Europa di circa 1700 posti di lavoro” e assieme a lei diventiamo anche noi quel “medico in azienda” con cui si apre il primo capitolo. Un medico strano che ha bisogno di giustificare la sua presenza di fronte ai dipendenti, per la necessità dichiarata di entrare in un rapporto empatico, di integrarsi presto perché se resta un corpo estraneo potrebbe essere rigettato senza pietà. Un medico che ha bisogno di fiducia per poter operare, perché dovrà agire su quanto di più personale esista, i nostri pensieri, le nostre reazioni, paure e aspettative.
Il romanzo, raccontato in prima persona, sembra un romanzo, ma romanzo non è. Del romanzo ha il respiro narrativo, la connotazione precisa di personaggi che non restano indifferenti, che si amano o si odiano, che in alcuni momenti ci irritano e in altri suscitano compassione in un gioco spesso proiettivo che ci coinvolge come lettori, difficilmente estranei alle loro vicende. Lorenzo, Chiara, Gigliola e Maurizio ci diventano così famigliari, con le loro nevrosi, le loro insicurezze e reazioni. Ma romanzo non è questo “Super Stress” perché, come recita il sottotitolo, in realtà è un interessante manuale su “come superare la crisi senza che il tuo lavoro ti rovini la salute”. Di salute si parla molto in questo libro, generoso anche nelle tabelle, negli schemi e nei test, che senza avere valore diagnostico come professionalmente avverte la Lucini, sono tuttavia un utile spunto di riflessione per chiunque. Allora, gli incontri del martedì in Elyan diventano per noi occasione di renderci conto che il nostro corpo è un unicum, che non possiamo scindere anima e corpo, che il cosiddetto stress mette in moto eventi tutti fisici che si ripercuotono su come dormiamo, digeriamo, ci muoviamo o reagiamo. Strano come a volte preferiremmo una diagnosi di malattia “organica”, piuttosto che sentirci dire che il nostro malessere ha altre origini… Preziosa poi la distinzione tra mobbing vero e falso, importantissima perché sappiamo quanto sia mobbizzante una falsa accusa di mobbing.
Su Chiara la nuova situazione ha fatto un effetto strano con la complicità di alcune difficoltà nella sua vita personale (ma può mai essere disgiunta da quella “lavorativa”? La Lucini ci indica chiaramente no!): ha scatenato un’aggressività nuova, una apparente durezza nei rapporti fino al limite dell’incomprensione ostinata delle necessità degli altri che condividono la scena in Elyan. E soprattutto l’interpretazione come mobbing di ogni forma di controllo, verifica o indicazioni del suo capo il quale a sua volta si interroga su come meglio comportarsi. Su Chiara l’annuncio ha provocato l’illusione (?) di una promozione imminente, un passaggio di grado importante che finalmente ne riconosca le qualità e doti. E’ questo un altro punto di forza del testo, il mettere in luce come un singolo e identico evento scatenante, possa provocare reazioni così diverse, fino all’essere antitetiche, in soggetti diversi: in Chiara la promozione tanto attesa, in Sergio la certezza di essere fatto fuori, perché non più al passo con la tecnologia e l’inglese.
Un’occasione preziosa quella della presenza di questo esperto in Azienda, che con discrezione e competenza traghetta i professionisti lungo la fase di cambiamento aiutando a passare dalla reazione all’azione, per la costruzione del proprio futuro. Ma quante aziende hanno questa sensibilità?
Assieme ai dipendenti Elyan anche noi facciamo un percorso personale, attraverso l’identificazione delle nostre priorità di vita fino all’epilogo, la scoperta della necessità per ciascuno di diventare imprenditore di sé stesso, ossia “di investire su di sé, badare alla propria crescita professionale, tenersi aggiornati, rinunciando a punti fissi in nome di esperienze formative spendibili sul mercato; di riuscire a vendere se stessi e la propria professionalità”. Invito comune che si declina per ciascuno a modo proprio, con una strada da trovare personalmente. Perché questo libro non offre ricette preconfezionate, piuttosto utili spunti di pensiero.
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rosanna santonocito 23/feb/2009 13:40:25
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