27 febbraio 2009 - 12:30
JobFiction/ "Giulia non esce la sera" di Giuseppe Piccioni
Il lavoro che ci piace è il lavoro che scegliamo di fare? O è un lavoro frutto del caso, di cui ci innamoriamo facendolo? Nuove variazioni sul tema del dibattito in corso post dopo post su Jobtalk , qui il pretesto è il film italiano nuovo di Golino-Mastandrea. Le foto si ingrandiscono cliccandoci su, avvertenza per i fan
Film: Giulia non esce la sera, di Giuseppe Piccioni
Nelle sale italiane dal 27 febbraio
Valutazione: tre badge [full-time]
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di Marco Lombardi.- “Ti piace il tuo lavoro?”, domanda Tizio. “Sì, direi di sì”, risponde Caio. “E come mai hai scelto di fare proprio quello?”, ri-domanda Tizio. “E chi se lo ricorda, ero giovane … mi sa che è successo un po’ per caso, lì c’erano spazi che forse altrove non si trovavano”, ri-risponde Caio. A me è capitato non poche volte di sentire persone parlare del proprio mestiere in questo modo, cioè come se fosse di un altro, e come se l’attività che occupa la maggior parte del loro tempo e delle loro energie fosse frutto del caso, e non di una scelta consapevole all’insegna del voler fare qualcosa in cui ci si sente utili-vivi-soddisfatti-magari anche felici.
Al netto dell’attuale periodo di crisi, che non sempre consente di esercitare la professione che si vorrebbe fare, un tale atteggiamento ai limiti del nichilismo autodistruttivo è piuttosto frequente, e sembrerebbe rispondere alla logica secondo cui il lavoro, cioè la fatica, è in ogni caso qualcosa che va contro noi stessi, dunque non è meritevole di analisi e scelte troppo approfondite. Succede d’incontrare persone di tal fatta anche rispetto a mestieri che per definizione non sono “frutto del caso”, ad esempio perché si collocano all’interno di settori creativi, se non addirittura artistici, molto di nicchia e dunque difficili da raggiungere. È esattamente questo che capita di vedere nel bel film di Giuseppe Piccioni, “Giulia non esce la sera”, visto che il suo protagonista, Guido/alias Valerio Mastandrea, nonostante faccia lo scrittore, e sia pure sul punto di fare il botto, vincendo un importante premio letterario, vive la sua professione con noia/distacco/apatia, come se gliel’avesse imposta un altro, oppure gli fosse caduta dal cielo.
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Categorie: Job Fiction&Film
