Dietro una delle frasi più citate degli ultimi anni (l'ho usata anch'io
sul blog per commentare l'elezione di Obama, niente riusciva a sintetizzare meglio la svolta epocale, secondo me) non c'è un anonimo writer, ma un creativo di professione che si chiama ivan con la i minuscola e che lavora per i grandi brand. E', come dice lui, un imprenditore culturale. Succedeva anche nel Rinascimento, nota Fabrizio Ognuno di noi ha molte identità, anche in campo professionale e il lavoro che facciamo a volte nasce proprio dal nostro essere più di una cosa. Anche questo è un prodotto del momento che viviamo. In tempi di incertezza, accorgersene è importante. Puo cambiare il futuro, chissà? La mostra di ivan apre oggi allo Spazio Oberdan di Milano.
di Fabrizio Buratto.- “Il futuro non è più quello di una volta”; questa scritta comparve qualche anno fa, a caratteri cubitali, in un piazzale vicino alla stazione di Porta Genova a Milano. Commentata, citata, finita sui giornali, per lungo tempo il suo autore rimase ignoto, fino a quando uscì allo scoperto con il nome di ivan, rigorosamente scritto minuscolo perché “tutti siamo poeti, il mio lavoro è riportare la poesia in strada, io sono un ivan qualsiasi” .“Poesia viva” è il titolo della mostra ospitata allo Spazio Oberdan di via Vittorio Veneto 2 a Milano, luogo che l’artista concepisce come una piazza in quanto aperto al pubblico, di passaggio.
Il contesto della “poesia viva” di ivan è la strada: “un’opera è completa quando è in relazione dialettica con l’altro, nel senso che l’altro è una parte costituente fondamentale”. Sono passati circa cinque anni da quando, studente di Sociologia alla Bicocca, ivan cominciò a scrivere sui muri le sue “scaglie poetiche”: “Il poeta sei tu che leggi”, “Chi getta semi al vento farà fiorire il cielo”, “Si scrive potere si pronuncia sfruttamento” sono alcune delle dieci “scaglie” più note declinate allo Spazio Oberdan sottoforma di installazione. Il Padiglione di Arte contemporanea di Milano, il Mart di Rovereto e l’Auditorium Parco della Musica di Roma hanno già ospitato le opere di ivan, insieme ad altri prestigiosi contesti, elevandolo dunque dal rango di graffitaro a quello di artista.
Nel frattempo, insieme ad altri tre ragazzi, ivan ha fondato Art Kitchen, un’associazione culturale con la quale il gruppo autoproduce la propria arte per tutelarla e rimanere indipendente.
“Noi ci consideriamo imprenditori culturali; abbiamo sviluppato un modello imprenditoriale della produzione dell’arte unico e alternativo. Tra i nostri clienti ci sono Samsung, Fiat, Campari e Rinascente. Per loro sviluppiamo campagne marketing sulle quali manteniamo la produzione, noi non abbiamo sponsors, ma partners e questa mostra dell’Oberdan ha una parte espositiva anche in Rinascente.”
L’artista e i suoi committenti; succedeva già nel Rinascimento, quando i committenti erano la Chiesa e i governanti. Oggi parlare di arte, di cultura, in un contesto imprenditoriale appare una contraddizione, che ivan risolve così in una delle scaglie in mostra alla Rinascente: “Non è tutto loro quello che luccica”. Nel suo studio di via Lombardini 22 vicino al Naviglio Grande, ivan parla e si muove veloce, scavalcando con le sue lunghe leve i cartoni che sta ultimando, mentre i suoi soci caricano in auto quelli già finiti. Un avvocato, un notaio, un ufficio stampa e alcuni collaboratori sono gli altri componenti di Art Kitchen, che ha prodotto la mostra “poesia viva”, curata da Jacopo Perfetti e promossa dalla Provincia di Milano, visitabile gratuitamente fino al 15 marzo 2009 tutti i giorni – escluso il lunedì – dalle 10 alle 19.30, il martedì e il giovedì fino alle 22.
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Commenti
rosanna santonocito 14/feb/2009 12:59:01
Fabrizio Buratto 14/feb/2009 12:07:30
rosanna santonocito 14/feb/2009 10:50:27
Rosanna Santonocito 14/feb/2009 10:33:38
Le Vele 14/feb/2009 10:23:17
rita 13/feb/2009 21:32:48
rosanna santonocito 13/feb/2009 15:33:16
Fabrizio Buratto 13/feb/2009 15:18:50
arnald 13/feb/2009 14:09:18
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