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Cre-attivi/ "Il futuro non è più quello di una volta", chi l'ha detto? Ecco la replica di ivan: “Non esiste proprietà di parola”

Ivan_02 Sono in debito di una spiegazione: chi è l'autore della frase "il futuro non è più quello di una volta?". l' ivan dalla i minuscola, imprenditore culturale creativo parzialmente writer, che Fabrizio Buratto ha incontrato la settimana scorsa in occasione della sua mostra a Milano e che la famosa frase la scrisse anni fa sul muro della piazza della stazione di Porta Genova, incuriosendo passanti e entusiasmando intellettuali, pure passanti? Oppure la frase era già apparsa in enne forme (tra cui una domanda del Trivial pursuit) come ci hanno scritto numerosi attentissimi JobTalkiani? Siccome la verifica delle fonti resta un obbligo anche nel Web 2.0 (almeno in questo angolo, in altri blog contigui e soliloquenti si va un tanto al chilo, non solo nell'ortografia) Fabrizio lo ha chiesto a ivan. Ecco la risposta-tesi dello stesso, più o meno condivisibile nelle premesse, ma impeccabile nelle conclusioni. Una osservazione permettetemela, ed è la stessa che fa Fabrizio in coda al post: evviva i blog, evviva il citizen journalism! Questo è un ottimo esempio di quello che sta succedendo nell'informazione. Di tutti i giornali, inserti cittadini tascabili, notiziari tv ecc che hanno parlato di ivan e della scritta, solo qui, nel blog aperto e vivente,  è arrivata la puntuale e documentata correzione dei lettori, che ne sanno più di noi. Spesso. Quasi sempre. E siccome la fine dei giornali in coma vegetativo mi intristisce un po' ma non mi terrorizza, siccome non aborro Internet, ma sto imparando a nuotarci senza respiratore, non mi offendo: sono contenta! E mi associo all'invito di Fabrizio: il tema si è ampliato, grazie a voi lettori e a ivan, e continua la discussione sull' "uso democratico della parola"...
di Fabrizio Buratto - Fra i commenti al post   sulla mostra di ivan allo Spazio Oberdan di Milano, sono giunte due segnalazioni secondo le quali la frase che l’ha reso famoso “il futuro non è più quello di una volta”, sia da attribuire al poeta americano Mark Strand e ancor prima a Paul Valéry. In effetti, digitando la frase su google, il primo link della ricerca rimanda ad una raccolta di poesie edita da Minimum Fax nel 2006,  che porta il titolo omonimo. Paul Valéry, invece, è autore della massima “the future is not what it used to be”.   Chi ha copiato chi? La replica, ovviamente, a ivan: “Non esiste proprietà di parola. Prima di Mark Strand o Paul Valéry probabilmente l’avrà detta qualcun altro, magari un contadino. Credo che il valore di una  frase sia di chi la porta.” In questa sede non si intende fare un processo alla buona fede o meno di ivan, ma continuare la discussione aperta dai lettori nel post citato. ivan, inoltre, osserva: “Ho pensato questa frase in prima superiore, avevo 15 anni, e sul muro l’ho scritta nel 2002. Il libro di Minimum fax su Strand è del 2006. Nel frattempo, grazie al mio lavoro e grazie a tutti coloro che l’hanno ripresa e citata, “il futuro non è più quello di una volta” era diventata una frase nota,  forse Minimum Fax l’ha scelta come titolo proprio per questo.”
Una spiegazione plausibile. ivan ricorda di aver scritto più di sessanta scaglie poetiche, e che già tempo fa qualcuno attribuì la sua “chi getta semi al vento farà fiorire il cielo” a Fabrizio De Andrè. Ma De Andrè non ha mai scritto un verso simile, e ivan vuole precisare: “I miei materiali sono liberi da copyright, non tengo la proprietà di nulla di quello che ho scritto, è tutto affidato al mondo.” Della parola ivan ha fatto il suo mestiere, egli stesso si definisce un imprenditore culturale, e la frase tanto citata, insieme ad altre scaglie poetiche, compare su spille e magliette dalla vendita delle quali Art Kitchen, l’associazione fondata da ivan insieme ad altri tre ragazzi, ha un guadagno.
La discussione continua qua sotto, con i vostri commenti. Un’ultima considerazione: se il post sulla mostra di ivan fosse stato pubblicato su carta, non ci sarebbero stati i vostri commenti, né la replica di ivan. Questo sì, è un uso democratico della parola.



 

Commenti

Perdonate ma ivan ha le prove della sua paternità e ci da una giustificazione delle sue motivazioni. Mario Rossi mi pare la Sua sia una buttade (ci dia prova sua volta della sua attribuzione) e il commento di Giacomo Tota decisamente privo di qualità. Per quanto riguarda me, e so molti, la "paternità" resta del nostro (nel senso di Milano) poeta di strada. Grazie. Carlo Maggi

splendida frase questa di mario, grazie mario...la querelle su di chi e cosa continua

"Chi getta semi al vento, farà fiorire il cielo" (Mario Rossi, frase del 1992)

Una pagina bianca è una idea che non viene. Vero, Ivan?

"Un’ultima considerazione: se il post sulla mostra di ivan fosse stato pubblicato su carta, non ci sarebbero stati i vostri commenti, né la replica di ivan. Questo sì, è un uso democratico della parola."

Hai proprio ragione Fabrizio. Internet è forse lo strumento più democratico che ci sia e ora stanno provando a metterci le mani sopra, pur sapendo che alla lunga (ma neanche troppo) censurare o togliere il volume (come nel caso di Youtube) non farà che spingere le persone a cercare mezzi alternativi, abbassando il livello di partecipazione sui vecchi. Per quanto riguarda la frase di Ivan, ci sono delle cose da dire che vivono agli opposti. Ivan può tenere i suoi materiali liberi dal copyright, non è detto che lo voglia fare una persona che ha scritto la stessa cosa scritta da lui. In questo senso dovrebbe quindi forse prendere le misure con quello che ha intorno, ma solo nel caso che l'uso di una frase attribuibile a più persone possa effettivamente nuocere al co-autore.

"Il futuro non è più quello di una volta".

Quando Ivan dice di averla scritta al liceo ci credo, non fosse altro perché è un meccanismo creativo alla portata di una testa acuta come la sua (ho spulciato tra i suoi lavori).
Non so se debba esistere la proprietà di parola o meno in rete, ma è certo che veder riconosciuto il prodotto della propria mente fa sempre piacere, a prescindere dal risvolto economico.

Fabrizio ha detto: "Credo che il valore di una frase sia di chi la porta."
E' vero. Ripensate alla scena in cui Ugo Fantozzi recita i versi di Lorenzo de' Medici:

"Quant’è bella giovinezza

che si fugge tuttavia!

Chi vuol esser lieto, sia:

di doman non c’è certezza".

Una ignorante signorina Silvani, mentre sputa nello specchietto nel quale doveva guardare se il trucco era a posto dice a Villaggio. "Anche poeta dunque".
Diciamo che non è questo il caso di Ivan: nella sua opera si riconosce senza alcun dubbio che è un'artista vero, che si misura col mondo e ci si sporca le mani. Quindi personalmente avrebbe potuto anche usare un verso di Dante: sicuramente Ivan ci avrebbe arricchito un ambiente, dando alle parole stesse un altro anno di eternità.

Scusatemi per la lunghezza del commento, ma ci tenevo a dire queste cose. Chiudo dandovi questo link divertentissimo:

www.joelapompe.net

Tale Joe La Pompe, si diverte a mettere una accanto all'altra le pubblicità copiate o troppo simili.La sua delicatezza (o ironia?) sta nell'indicare come "Less original" l'ultima uscita delle due pubblicità, e come "Original?", la prima; con un bel punto interrogativo a spiegarci che nella creatività, come nella scopiazzatura si può sempre non essere i primi. - Arnald

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