Ma si può lavorare così?/Sapessi com'è strano lavorare (con la neve) a Milano...foto-post!
Poetica e indomita, la Milano del lavoro sotto la neve. Le foto di Carlo ci
fanno vedere le scene e i volti che i JobTalkiani ci stanno raccontando con le parole. Nel 1985, anno della Grande Nevicata, c'era caos e c'era frenesia, evidentemente in città siamo più organizzati e forse anche più distaccati, e questa sarebbe proprio una sorpresa...Avvertenza tecnica: cliccandoci su le foto si ingrandiscono...
di Carlo Arcari.- Cara Rosanna, ho letto il blog e ti mando queste immagini scattate questa mattina alle 8.30. Ci sono le auto sotto la neve, i pendolari alla stazione, scolari e genitori, nonni vigili, casalinghe indomite, spalatori del Comune e spalatori negozianti, biciclette sepolte dalla tormenta. E' proprio vero quello che scrive Luigi, non è tanto il senso del dovere a spingerci fuori casa, ma la voglia di partecipare allo spettacolo,
di stare
sulla scena comunque, neve o non neve. I milanesi sono fatti così: nel 1985, quando venne giù un metro di neve e il peso di quella eccezionale nevicata fece crollare anche il palasport di San Siro, il sindaco fu costretto a chiedere ai cittadini di stare a casa almeno un giorno per consentire
ai mezzi antineve e agli spalatori di sgombrare strade e marciapiedi.
Nessuno rinunciava a sfidare la Natura, io stesso misi le catene alla A112 per
raggiungere la tundra di Segrate dove era sepolta la redazione di Panorama di cui ero collaboratore a portare un servizio. Milano non si ferma per così poco. Ciao



mi è venuto in mente che anch'io collaboravo con Panorama in quel periodo e dalla tundra siberiana di Segrate tornai praticamente a piedi attraversando tutta la città e a rischio perchè sui marciapiedi cadevano massi di neve ghiacciata, portandosi dietro anche i cornicioni qualche volta, mentre sulla carreggiata si pattinava tra le macchine. Un film! Ehi, a Milano sta riprendendo a nevicare. Leggera leggera, ma è ancora neve...
Scritto da: rosanna santonocito | 08/01/09 at 14:42
Davide, sei uno dei mitici spalatori che secondo la sindaca Letizia ieri non si riuscivano a trovare (ogni volta che nevica a Milano si sente questo discorso..) e che secondo l'opposizione in Consiglio comunale invece non sono stati nemmeno cercati? Ci racconti la tua giornata?
Scritto da: rosanna santonocito | 08/01/09 at 11:22
Beh, se sei disoccupato come me, spalare la neve a 14 euro l'ora aiuta. credetemi...
Scritto da: davide morandi | 08/01/09 at 11:10
Carlo, ma ricordi anche la solidarietà che era scoppiata nell'85? All'inizio eravamo tutti un po' furiosi, arrabbiati contro la Natura, ma è bastato poco perché scattasse quella scintilla che di solito si accende nelle situazioni di necessità quando noi umani iniziamo a guardarci in modo diverso dal solito. Ho in mente l'immagine dell'autobus che non procede perché slitta sulla neve e noi tutti giù a spingerlo! Ti rendi conto? Un enorme autobus arancione! Valigette, zaini e borsette, tutti insieme, tutti uguali mossi da un desiderio comune. Quello di non fermarci, come dici tu. E forse anche mossi dal desiderio inconscio di accorgerci che chi ci siede accanto non è così estraneo come pensiamo. In fondo condivide con noi lo stesso desiderio di felicità. Chissà se anche questa nevicata ce lo sta insegnando. Magari raccontiamocelo. Farà bene a tutti.
Scritto da: luigi ballerini | 07/01/09 at 19:24