Diari/ Dal call center alla Commissione Europea: una email mi ha cambiato la vita
Ricomciamoooooo!!! Start urlato alla Pappalardo, ripresa tranquilla oggi con una nuova diarista (un'altra ancora su JobTalk!). Ripensare il tempo, riprogettare la vita, ristrutturare la lista delle priorità: nel 2009 sarà un tema ricorrente di questo blog. La storia di lavoro di Barbara è esemplare di come si possa cominciare dal solito call center e dai soliti tanti dubbi, e poi svoltare.Sono proprio io? Si chiede la Barbara.2.0, a Bruxelles .Leggete il post, poi se vi va commentate...
di Barbara Baldrighi.-Un anno e un mese fa iniziava la mia avventura di stagista alla Commissione Europea. Una mattina di settembre, come ero solita fare dalla laurea in Legge in poi, stavo consultando i vari motori di ricerca di lavoro, nella speranza di trovare un'opportunità che mi salvasse dal Call Center. Non che vendere banche dati a professionisti fosse il lavoro più brutto del mondo. Ma ogni volta che telefonavo ad un professionista, non potevo fare a meno di pensare che mi sarebbe piaciuto essere dall'altra parte del cavo. Mi sarebbe piaciuto diventare una professionista. Ma di cosa? Come? Dove? Nata a Voghera, la città famosa per le casalinghe e Valentino, sempre vissuta a Voghera (esclusa una breve parentesi milanese mentre lavoravo per Magnolia, la famosa società di produzione televisiva), non avevo mai lasciato l'Italia (eccetto che per una gita scolastica di tre giorni) e il mio inglese era pessimo. Durante gli anni dell'Università, sognavo di andare a lavorare all'estero, ma una volta smessi i panni di studente, l'impatto frontale con la realtà mi ha insinuato il dubbio e la paura di non essere all'altezza dei miei sogni ad occhi aperti. Difficile mantenere un approccio ottimista, anche quando fuori c'è il sole, se per l'ennesima volta che leggi annunci di lavoro sui giornali specializzati o sui motori di ricerca in Internet, ti accorgi che i profili maggiormente ricercati si trovano anni luce dal tuo piccolo curriculum. "Communication & Channel Support Junior", "Assistant Brand Manager", "Affiliate On-Line Manager". Che cosa vorranno mai dire queste parole? Chi sono io? Riuscirò mai a trovare un lavoro che mi soddisfi? Questo era lo scenario mentale che mi si prospettava quella mattina, come ogni mattina, aggravato dal pensiero che l'estate stava finendo. Ansia da prestazione sociale, allergia ai job profiles in inglese dalle iniziali in maiuscolo, e il Call Center che, dopo la pausa estiva, inesorabilmente mi aspettava. Dopo circa due ore di deprimente ricerca, la mia casella di posta riceve un Nuovo Messaggio. Di speranza. Credevo fosse spam. Mai ricevuto una mail scritta in inglese. "Dear Sir/Madame, I am pleased to inform you that you have been accepted for in-service training with the European Commission". La mia domanda di stage alla Commissione Europea era stata accettata!
Avrò ripetuto "Non ci posso credere" almeno un centinaio di volte. Verso l'ottantesima, ho cercato di informare la mia famiglia, incuriosita non poco dal mio insolito buon umore, che nel frattempo si era radunata attorno a me mentre stavo in adorazione davanti al computer, come se fosse un altare. "Che è successo, Barbara"?- chiede mia madre, ignara che di lì a poco la figlia sarebbe partita per lavorare all'estero. "Non ci posso credere"- rispondo io. Non ero abituata a ricevere belle notizie. E, di conseguenza, a comunicarle. Troppo bella per farla uscire. Come se comunicandola, la meravigliosa notizia si sarebbe volatilizzata. Proprio oggi, facendo jogging attorno ai palazzi della Commissione Europea sotto la pioggia brussellese, arrivata al laghetto di Park Leopold, ho pensato che non ci potevo ancora credere. "Sono proprio io che corro attorno a questo laghetto, a poca distanza dalla Commissione e dal Parlamento Europeo?"
Sono passati un anno e due mesi dalla notizia. Ora anche io ho una modesta job description in inglese con iniziali in maiuscolo: Information and Communication Support. Ma per gli amici rimango Barbara.




Silvana, vincere un concorso per lavorare in Commissione non è cosa facile e nemmeno dà la garanzia di avere un posto, ma solo l'idoneità ad essere assunti. Anche io ho fallito il mio primo concorso, ma sono riuscita a superare il secondo. Ti consiglio di guardare il sito dell'ufficio del personale della Commissione http://europa.eu/epso/index_en.htm e di ritentare.
Scritto da: Barbara | 10/01/09 at 21:10
E' il mio sogno, ma forse non mi sono impegnata abbastanza
ho 40 anni e vorrei lavorare alla commissione europea ma non ho vinto il concorso, cosa potrei fare per non fare morire la mia anima in un lavoro che ormai detesto? sono laureata in scienze politiche e specializzata in tematiche ambientali....
Scritto da: silvana | 09/01/09 at 12:17
Caro Luigi, grazie per l'augurio. E per l'uso della parola "merito", che sta nell'aver fatto accadere qualcosa che non sarebbe accaduto se non avessi agito. Ma io aggiungerei anche la parola "fortuna", nel senso di ingrediente segreto della vita che sfugge al nostro controllo ma che possiamo ingraziarci, agendo.
Barbara
Scritto da: Barbara | 08/01/09 at 13:30
Barbara, i miei migliori auguri per la strada che si apre. Ha ragione Arnald, è un successo. Proprio nel senso che dici tu: è successo perché è successo. Siamo nella dimensione dell'accadere, spesso esiste una coincidenza tra i termini. E' successo che ci hai provato, è successo che ci hai creduto è successo che non ti sei fatta determinare da paure infondate... E' successo, insomma. Congratulazioni, c'è del merito.
Scritto da: Luigi Ballerini | 08/01/09 at 11:10
Caro Arnald, ti ringrazio per le tue belle parole. La parola "successo" credo calzi a pennello, ma nel senso di "successo contro le mie paure", che poi sono le paure un pò di tutti, paura di non trovare un lavoro all'altezza delle proprie aspettative, paura di non essere all'altezzza, paura dell'"estero". Tengo a precisare che la breve esperienza nel call center è stata positiva perchè ho conosciuto persone meravigliose con cui mi tengo tuttora in contatto e perchè è stata un esperimento di vita.
Buon anno a tutti!
Barbara
Scritto da: Barbara | 07/01/09 at 19:02
cara Barbara, complimenti per questo successo che ci hai raccontato. A lavorare dentro un call center non c'è niente di male, ma se hai studiato tanto per fare altro è quantomeno doveroso tentare una strada diversa. - Arnald
Scritto da: arnald | 06/01/09 at 09:47