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Il balzo della Bocconi e la new entry della cinese Ceibs nell'altissima classifica sono le due grandi novità dell'annuale ranking mondiale delle business school del Financial Times 2009, la hit che pesa di più. E ancora, la London School of economics a pari merito con Warthon. Non succedeva dal Duemila! JobTalk vi dà la lista in contemporanea con l'Ft in edicola e online, e commentata grazie alla nostra Loredana Oliva, più avanti nella giornata anche altri servizi su Job24.it....
Di Loredana Oliva. Non si attendevano grandi cambiamenti nella classifica mondiale dei master in business administration pubblicata come ogni anno dal Financial Times nella importante e documentatissima sezione Business education. Invece accanto alla prima classificata da almeno quattro anni, Wharthon University of Pennsylvania, c’è la London Business School , a pari merito
(seconda solo l’anno scorso, ma anche quinta nel 2007). Nella Top ten entra la cinese Ceibs , la business school fondata dalle più prestigiose scuole europee, che forma un’alta percentuale di manager mobili tra l’Asia e l’occidente. Una vera novità riguarda l’Italia, la Sda Bocconi , risale quest’anno di ben dieci posizioni, piazzandosi al 38 posto, nel 2008 era 48esima e negli ultimi anni aveva perso punti cadendo in due anni da quota 42 a 48. Oggi ha raggiunto una posizione del tutto rispettabile, di poco più avanti di una università inglese come Cass university di Londra, che ha fatto enormi sforzi sul piano delle collaborazioni e doppi diplomi con l’Asia e il Medio Oriente (al 41esimo posto).
Oltre la metà della classifica si trovano altre business school di università storiche nella formazione della classi dirigenti americane, laTepper di Carnegie Mellon , l’Università di Pittsbourg con la sua Katz business school, che però rimonta di ben 30 posizioni, l’anno scorso era in coda alla classifica (93esima), oggi è a quota 53.
Le analisi generali, tengono conto delle turbolenze dei mercati, dell’abbassamento dei salari, bisogna ricordare che uno dei criteri che pesa di più nella valutazione degli mba mondiali, da parte degli esperti dell’Ft è il salario attuale dei diplomati Mba, infatti ogni anno viene presa in considerazione la classe che ha concluso il master tre anni prima, in questo caso l’anno in questione è il 2005. Questo spiegherebbe, in parte, i movimenti nelle prime posizioni delle scuole statunitensi, e l’avanzata di quelle europee e soprattutto delle inglesi, o di quelle business school europee che hanno adottato nuove strategie, puntato sull’innovazione sulla flessibilità dei programmi, diversificando i curricula. Una di questo è l’Instituto de Empresa (al sesto posto a pari merito con Stanford), e la Svizzera Imd, Gli analisti della Business education del Financial Times sottolineano che non si possono oggi identificare delle tendenze nette: tutti stanno aspettando che la crisi economica dia degli orientamenti o degli sviluppi per cambiare strategie.
La flessibilità dei programmi pare abbia premiato scuole come London Business school e Stanford .
LA CLASSIFICA Scarica MBA_2009_Values
Proprio nella business school di Stanford University per esempio gli studenti hanno potuto quest’anno seguire i corsi di tutta l’università, i diplomati hanno raccontato che si sono iscritti ad un corso di cinese o anche frequentato un “Energy club” con le imprese del settore sulle energie alternative e lo sviluppo sostenibile, fino a partecipare a dei seminari organizzati dalla scuole di Design di Stanford. Comunque i danni ( in termini di classifica) delle business school americane sembrano limitati, ci si aspetta delle cadute libere nel prossimo ranking, quando saranno valutati i salari del 2009 dei diplomati Mba, anche di quelli che hanno perso il lavoro. Sebbene alcune scuole abbiano registrato proprio quest’anno la candidatura ad un Mba proprio per rimettersi sul mercato, succede nel Nord America, a Tuck Business school, alla Columbia University e anche ad Harvard (dal 5° al 3° posto quest’anno). Si scelgono scuole con una formazione in management classica, con una cultura forte e una vocazione generalista, non troppo puntata sulla Finanza o sul settore Bancario, ma dove l’Economia, il Diritto, le materie legate alla trasformazione del settore energetico, e oggi più che mai l’Etica e la Corporate Social Responsibility siano al centro dei programmi. “La nostra strategia è chiara, guardiamo i cambiamenti del mercato ma cerchiamo di rispondere ai bisogni degli studenti, ascoltando il consiglio dei nostri ex allievi“, dice Paul Danos, dean di Tuck business School in Dartmouth (salita di due posizione dal 13esimo al 15esimo quest’anno).
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Commenti
Rosanna Santonocito 26/gen/2009 14:37:30
Paolo Tegazzin 26/gen/2009 14:23:11
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