19 dicembre 2008 - 20:02
JobFiction/ "Il cosmo sul comò" di Aldo Giovanni e Giacomo: alla creatività non si comanda
...che poi è il modo di dire in lingua aziendalese che non tutte le ciambelle vengono con il buco. E che creare per mestiere, senza aver niente da dire, è un brutto affare. Non sempre il mercato premia gli innovatori, però (è la considerazione che mi viene spontanea) invece fa vincere il brand noto e affermato anche se il contenuto è povero. Succede regolarmente per il film di Natale (o no?), succede spesso per le idee e i prodotti di altro genere..Ottima metafora aziendale, l'ultimo di Aldo, Giovanni e Giacomo!
Film: Il cosmo sul comò, di Marcello Cesena + Aldo Giovanni Giacomo (Italia)
In programmazione nelle sale italiane
Valutazione: tre badge [full-time]
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di Marco Lombardi.- Molti anni fa, quando ero direttore del personale, ho dovuto battagliare a lungo con un responsabile della Ricerca e Sviluppo (“poco illuminato”, alla faccia del suo job) che a tutti i costi voleva che infliggessi un provvedimento disciplinare ad un suo sottoposto resosi colpevole di non aver mai inventato nulla di significativo, in azienda. Fu dura, e riuscii a dissuaderlo non tanto spiegandogli che alla creatività non si comanda, piuttosto evidenziandogli quanto anche lui, in tanti anni di pseudo onorato servizio, ricoprendo i più svariati incarichi all’interno della medesima funzione, non aveva mai scoperto niente di niente. Sotto la velata minaccia di prenderselo pure lui, il provvedimento disciplinare, se ne uscì lemme lemme dall’ufficio mentre io, seduto alla scrivania, mi stavo asciugando il sudore dalla fronte. In effetti, quel collega d’antica memoria, non aveva poi tutti i torti: perché se era pur vero che alla creatività non si comanda, è altrettanto vero che certi job hanno come obiettivo principale – e non accessorio, come del resto tutti – quello d’inventarsi delle cose nuove. Peraltro, quando le idee nuove proprio non vogliono uscirsene fuori, all’interno di un laboratorio oppure di un ufficio marketing, sono cavolacci amari farsele venire fuori a forza. È appunto questo il motivo per cui molti artisti, comici in testa, dopo i fasti e i clamori passati, spinti come sono dall’umanissima necessità della pagnotta e del doverci ancora essere, sul mercato dell’intrattenimento, prima o poi si trovano a voler/dover creare senza avere niente da dire, col risultato di far uscir fuori un’opera fiacca e sfilacciata, nonostante alcune zampate d’autore qua e là facciano capire che loro ancora ci sono, e che potrebbero – se aribaciati dalla dea dell’ispirazione – tornare ai livelli di un tempo, se non addirittura superarli. Così è la vita, dissero infatti loro in tempi non sospetti, perché l’ultimo film del fantastico trio Aldo-Giovanni-Giacomo, “Il cosmo sul comò”, è purtroppo un brutto film, che cerca di coprire con certe soluzioni formali (fotografiche e di post-produzione) ed alcune citazioni cinefile, il film che non c’è, l’idea che non c’è, l’ispirazione che – almeno temporaneamente – non c’è.
“Il cosmo sul comò” è infatti un non omogeneo insieme di 4 racconti, uniti (mica tanto) da un quinto, che mostra più l’ansia del voler far ridere, che il ridere stesso. Ma come fare ad autoimporsi l’ispirazione, se quella è qualcosa più frutto delle congiunzioni astrali (e di vita) che del mestiere? Tornando alle nostre professioni aziendali … che fare se chi ha il compito d’inventare proprio non ce la fa? Aspettare con pazienza oppure pungolarlo? Data l’inutilità delle bacchettate, in tal caso, forse val davvero la pena di pazientare: non tanto in nome di un presunto filantropismo aziendale, quanto perché ogni invenzione utile ed efficace, per poter nascere, deve alimentarsi di un certo numero di insuccessi passati. Esattamente come succede in ogni campo dell’esistenza.
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Categorie: Job Fiction&Film









