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Diari/ La neve a Kuala Lumpur: per Natale, what else?

Bentong_20051165199880img_5892_3   Il JobCoach più itinerante che abbiamo Luigi Ballerini è a Kuala Lumpur per i suoi giri di lezioni a gli antipodi. Il Natale? Lì si celebra il 27 dicembre, è tutto di plastica e si fanno le vacanze. What else? 
di Luigi Ballerini.- Neve a Kuala Lumpur. No, il clima non è ancora così stravolto. Ci sono sempre i soliti trenta gradi fissi, che tolgono il gusto all’avvicendarsi delle stagioni. Allora lo vogliamo chiamare il Miracolo del Natale? Fatto sta che lo shopping center sotto le due-torri più alte del mondo ieri sera era pieno di giganteschi abeti  bianchi spruzzati di neve, illuminati e decorati a festa. Avevo cercato rifugio da un acquazzone che in fondo rendeva solo un po’ più liquida l’umidità che tutto l’anno resta sospesa nell’aria. Mi sono così ritrovato a girare fra una serie di improbabili made in Italy: camicie Smalto, pantaloni Bona, scarpe Pandini, magliette Blù (si, con l’accento) e lingerie ultra-kitch Bolognia (con la i). Intanto di sottofondo non sfuggiva  Jingle Bells, Feliz Navidad e un Bing Crosby d’annata niente male. Forse il temporale è durato troppo a lungo visto che ho sentito Santa Claus in Town per tre volte!
Stufo di girare mi sono seduto su un divanetto di pelle ecologica (come la neve sugli alberelli) e ho Kuala1 pensato di chiedere a due ragazzine che si riposavano lì vicino cosa significasse Natale per loro. “Holidays!”, risponde subito una ridendo. L’amica si intrufola aggiungendo il suo “It’s cute!”; letteralmente: è carino, è tenero.
What else? Avrebbe commentato sorridendo sornione George Clooney fosse stato al mio posto. Che altro?
Ero alla fine della Scuola Media quando ho fatto il mio primo tema sulla commercializzazione del Natale, sul fatto che il Natale è divenuto solo un business, bla bla, bla bla. Dopo trent’anni e rotti non vorrei essere ancora lì.
What else? Cos’altro aspettano quelle ragazze? Cosa raccontano le altrettanto improbabili renne luminose sulla facciata dell ‘Istana Hotel e i fiocconi di neve di polistirolo che penzolano nei negozi o i pupazzoni di neve dalla classica carota per naso? Io li vedo raccontare di un’attesa, di un insopprimibile bisogno di qualcosa che dia senso alla pioggia sporca, al cielo raramente azzurro e all’amicizia fra le persone che si siedono  stanche su un divano del centro commerciale massaggiandosi i piedi.

Qualcosa di “tenero” che ci faccia andare avanti. E dire che probabilmente le due sanno ancora pochino della crisi in giro per il mondo…
Qui non è ancora arrivata, me lo hanno confermato stamane anche i professoroni dell’università di Putra. Ma si vede che non sono tranquilli, la stanno monitorando temendone gli effetti come un altro tsunami. Il New Straits Times di questa mattina dedica una pagina alla “painful global recession” e al fenomeno americano dei manager-sandwich: una nuova razza di manager che scendono in strada per cercare lavoro. La foto di un certo assai distinto “59-years-old-businessman” Paul Nawrocki parla chiaro: il cartello che indossa dice “Ricerco disperatamente un lavoro a tempo pieno con assicurazione sanitaria. Moglie disabile che ha bisogno di 15 farmaci al giorno”. E dire che tempo fa nella stessa città si cercava solo Susan disperatamente…
In Malesia  il Natale verrà celebrato ufficialmente il 27 (!) Dicembre a Malacca, due ore di macchina da KL (così chiamano tutti Kuala Lumpur). Sarà fatto in pompa magna dal Primo Ministro sul palco di fronte ad almeno trentamila presenze, lo annunciava sempre il giornale oggi.
La neve finta fa certo sorridere, ancor di più i suoi pupazzi malinconici sotto il sole caldissimo, ma le due amiche del centro commerciale sono vere e anche Paul Nawrocki è tremendamente vero. Lontani anniluce fra loro, geograficamente-anagraficamente-culturalmente, chiedono la stessa cosa: che la tenerezza di un giorno duri per sempre.

Commenti

.. Mai pensato di fare l'esperimento in un centro commerciale "nostrano" ? Ho la sensazione che le risposte di molti nostri ragazzini non sarebbero molto diverse da quelle delle amiche di KL.. per non parlare di quelle di molti adulti..
E poi, è tutto relativo, neve ed abeti sono i simboli che noi abbiamo attribuito al Natale, ma perchè non potrebebro essere le palme di un'oasi e la sabbia del deserto? In fondo Betlemme non doveva assomigliare molto a Cortina..

Franco,
mi piace il piciu-pacio della neve sciolta e la foschia che attenua i colori; entrambi vincenti sulle lusinghe (di trasferimento). Grande pure il tema delle lusinghe. Lusinghe sempre di potere, nelle sue molteplici forme: ruolo, posizione, numero di reporting, compiti speciali, menzioni, premi... Certamente la vita di plastica ha il suo potere seducente: potere di volerci togliere tutti i nostri reali poteri. Quello di gustare il piciu pacio, ad esempio. Come quando eravamo bambini e ci saltavamo dentro, senza maledirlo per il fatto che ci inzaccherava le scarpe

Caro Dott. Ballerini, la neve di polistirolo a KL mi ricorda la "vita di plastica" di Singapore (la plastica è delle carte di credito). Alla fine sono contento di non aver ceduto a passate lusinghe di trasferimento laggiù...

Qui nella bassa (vivo a Pavia) il Natale ha ancora il gusto giusto delle nebbie e del "piciu-pacio" della neve sciolta in acqua. Ho il dubbio che le ragazze di KL la trovino "really cute" perchè rovinerebbe le loro Pandini...

Ha trovato un nuovo lettore. Buone Feste e Buon Anno e chiediamo a Gesù Bambino che Bolognia non apra negozi franchising in Italia altrimenti dovremmo davvero trasferirci tutti a Cuala...

Quanti riferimenti alla pubblicità in questo bel post! Caro dott. Ballerini, Lei fa sempre pensare anche quando parla di pubblicità e di cose non reali - come la neve di polistirolo!

Strano vero il Natale agli antipodi?
Ma poi che gusto c'è a brindare con lo champagne (pardon chardonay) sulla spiaggia di Bondi?
Forse io sono tradizionalista, ma preferisco il Natale nordico!
Have a safe trip back!

Domanda: a Natale la realtà cosa ci chiede di uguale o diverso rispetto al resto dei giorni?per me è come per Pavese: perchè attendo, io, che qualcuno, uno di preciso, nasca a Natale con un nome preciso, Gesù? Grazie Luigi per lo stimolo, anche il tuo libro mi stimola quotidie!

Leggo con piacere queste "incursioni" in mondi non quotidiani per noi, per di più descritte con lucida poesia.
mi viene in mente a proposito di quanto descritto, Pavese quando diceva "qualcono ci ha promesso qualcosa? E allora perchè attendiamo?

no ballerini..no party

"Are you mister George Clooney?" "No, you must be mistaken!"
Grande Luigi...altrochè Natale!!drammatica la vita senza il Natale nè!! porta un po' di Natale anche a KL!!Buon ritorno!

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