Fabrizio è stato venerdì in Bocconi alla presentazione della ricerca su universitari e informazione. Ci riporta parecchie cose interessanti nel post: i giovani dedicano più tempo alle notizie di quanto non si creda (e anche i pubblcitari se ne sono accorti, Fabrizio..), privilegiano l'accessibilità all'autorevolezza (free press e portali dei quotidiani vs quotidiani tradizionali e vs carta? Google vs brand affermati?) . E in questo lasciano che i motori di ricerca, con le loro regole di posizionamente, scelgano per loro, che frequentano Internet con un movimento "rimbalzante", ma indirizzato, non so quanto consapevoli. Questa dinamica a elastico mi risulta anche dalla mia breve e marginale esperienza internettiana, poi al dato su Obama aggiungerei anche le Olimpiadi cinesi, che hanno fatto da propulsore per tutta Rete nel moscio agosto (una volta, moscio..). E poi i ventenni vogliono partecipare e interagire, essere accolti e ascoltati, soprattutto trovare spazio. Se i dati sono questi, mi pare che ci siamo abbastanza su JobTalk e Job24.it. Mi fermo sennò si sente odore d'incenso...(turiboli in Bocconi ???). Doppiamente curioso: a detta di tutti, io mi trovo più a mio agio con lo zolfo...
Fabrizio Buratto. Venerdì scorso è stata presentata, presso l’Università Bocconi di Milano, un ricerca dal titolo “Rimbalzando tra le fonti: gli universitari milanesi e l’informazione”, realizzata dal Centro di Ricerca bocconiano Ask. Attraverso fitti questionari distribuiti a 600 studenti degli atenei milanesi dai 18 ai 30 anni, e compilati da 288 di essi, il lavoro di Ask prova ad indagare quali siano le fonti di informazione dei giovani adulti, la prima generazione cresciuta con internet. In realtà la sociologia contemporanea definisce come “giovani adulti” le persone comprese fra i 27 e i 34 anni, comunque dalla ricerca emergono elementi molto interessanti. La professoressa Paola Dubini, docente di Economia aziendale, fa notare che, pur non essendo una percentuale di popolazione numerosa, i “bamboccioni”, altrimenti detti “milleuristi”, altrimenti detti “babyloser”, costituiscono un’interessante fetta di mercato perché spendono, e spendono pur non avendo grandi risorse economiche poichè vivono in gran parte coi genitori. La domanda di informazione è forte: il 70% di essi dedica all’informazione più di mezz’ora al giorno, mentre il 30% addirittura più di un’ora, sottolinea il docente di Marketing Armando Cirrincione. Ma quali sono le fonti predilette? Telegiornali, free press, quotidiani e siti web dei quotidiani. I giovani adulti, però, non sono granchè soddisfatti della qualità di tale informazione, e non risultano molto fedeli alle fonti; a loro interessa l’argomento, dunque vanno su un motore di ricerca e passano da una fonte all’altra senza quasi accorgersene. Ecco spiegato il titolo del convegno. La pratica del rimbalzo tra le fonti è ben evidente nei questionari compilati dagli studenti; usabilità e accessibilità sono i primi due criteri per cui i giovani scelgono una fonte. Sopresa: non per i contenuti, l’attendibilità o l’autorevolezza. Contenuti e autorevolezza stanno rispettivamente al quarto e al quinto posto, in mezzo c’è “il riconoscersi”, ovvero quanto quella fonte rispecchia la loro identità e quanto è riconosciuta dal gruppo sociale di cui sono parte. A questo punto è chiaro che non il futuro, bensì già il presente, è internet. I giornali cartacei possono svolgere una funzione di corollario, come ha osservato Gianfranco Fabi, il direttore di Radio 24 chiamato a moderare il dibattito seguito alla presentazione della ricerca. L’elezione di Obama ne è stata la prova più recente: i giornali cartacei sono usciti già vecchi perché la certezza della vittoria di Obama è arrivata alle tre e mezzo di notte, troppo tardi per attendere di andare in stampa.
Così l’online, grazie alla sua usabilità e accessibilità, ha fornito dati aggiornati in tempo reale, video e gallery fotografiche, tutto materiale accessorio impossibile da fornire attraverso un supporto cartaceo. Senza considerare che un articolo online è sempre rintracciabile, mentre se esce sul cartaceo dopo un giorno si ritrova, nelle migliori delle ipotesi, nel contenitore della carta da riciclare. Inoltre i giovani pretendono l’interazione, la possibilità di dire la loro; non sono più utenti passivi e infatti il loro consumo di tv generalista risulta sempre più basso. Per scegliere un prodotto o un albergo confrontano i commenti su eBay, sono abituati a creare contenuti, ecco perchè i blog godono di tanto successo. Il direttore di Panorama Maurizio Belpietro, invitato al dibattito, nota come fra i giornalisti della carta stampata ci sia una forte dose di autoreferenzialità e provino un certo fastidio per le critiche dei loro clienti. Belpietro usa non a caso il termine “clienti” poiché – spiega – i giornali sono aziende che devono produrre utili. Dunque egli sposta l’attenzione su una questione fondamentale: “bisogna stare attenti a non eliminare il valore dell’informazione, ormai i giovani considerano gratuiti film, musica, e cultura, ma non c’è niente di gratis e quando qualcosa è gratis bisogna pensare che, forse, dietro c’è una truffa”. E’ chiaro: l’attendibilità della fonte non può essere la stessa se proviene dal giornalista professionista sul campo o dal blogger di Casalpusterlengo. I prodotti culturali, come tali, devono avere un valore di mercato, anche se ormai – non solo per colpa di internet – ne hanno perso molto, argomento di cui ci siamo recentemente occupati.
Il futuro è internet, gli addetti ai lavori concordano, ma il mercato pubblicitario non se n’è accorto; Belpietro fa notare che la pubblicità su carta rende 16 volte di più rispetto a quella online. Inserzionisti e uomini di marketing: ci siete o ci fate?
CATEGORIE: Mille euro
TAGS: bocconi, free press, giornali, giovani, informazione, internet, motori di ricerca, quotidiani, radio24
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Commenti
rosanna santonocito 11/nov/2008 09:27:07
arnald 10/nov/2008 23:04:19
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