A chiudere una settimana di eventi mirabolanti e imprevedibili da quelli che, per leggere il mondo, usano solo la ragione e i numeri, questo film ci sta bene. A cominciare dal titolo : "Si può fare". Mi viene in mente quella canzone di Edoardo Bennato che negli anni 80 (quando sia io che Claudio Bisio eravamo ventenni) insinuava che chi rinuncia alle cose impossibili. "..forse è più ancora pazzo di te". E poi qui si parla di motivazione, creatività, gruppo, imprenditività: proprio roba da manicomio...
Film: Si può fare, di Giulio Manfredonia (Italia)
In programmazione nelle sale italiane
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di Marco Lombardi. Quante volte avete affettuosamente definito i vostri colleghi di lavoro/i vostri collaboratori/la vostra azienda come “una banda di matti”? Lì però intendevate matti in senso di simpatici/estrosi/ coraggiosi … mentre a Claudio Bisio, protagonista dell’ultimo film di Giulio Manfredonia, “Si può fare”, presentato all’appena conclusosi festival di Roma ed ora nelle sale di tutta Italia, capita di dover gestire aziendalmente dei matti davvero matti! fuoriusciti dagli ex ospedali psichiatrici a seguito della legge Basaglia del 1978.
Claudio Bisio è un sindacalista fortemente rispettoso del lavoro e dei lavoratori, ma il suo parlare di terziario e di mercato viene scambiato per una specie di conservatorismo pericoloso rispetto all’arretratezza culturale ed organizzativa del sindacato di allora, nonostante ci si trovi nella Milano da bere degli effervescenti anni ’80. Fatto sta che Nello (così si chiama) viene spedito a dirigere una cooperativa di matti veri abituati al dolce far nulla, cioè all’assistenzialismo più assistenziale che ci sia. Lui però, affiancato da un medico illuminato (interpretato da Giuseppe Battiston) vede una fortissima luce in fondo agli occhi dei suoi “dipendenti”, una specie di mix di intelligenza/creatività/voglia di lavorare/voglia di contribuire al progresso della società. E così che tira fuori dal loro cilindro collettivo un mestiere che diventerà il loro mestiere, quello dei montatori di parquet. Ci saranno molti intoppi, e pure un grosso dramma da superare, ma poi il sole inizierà a splendere per davvero, di dentro e di fuori, fino al punto che quei matti diventeranno dei lavoratori unici, all’interno di quel particolare segmento professionale.
Il film, attraverso il filtro della commedia di costume, riesce a parlarci benissimo di alcuni temi tipicamente aziendali e sempre attuali, nonostante la storia risalga a quasi trent’anni fa. Innanzitutto il sempiterno tema della leadership illuminata, perché se nei gruppi organizzati manca un trascinatore intelligente ed emotivamente attento a sviluppare talenti e dinamiche di gruppo, manco un consesso di Einstein saprà rendere profittevole (economicamente e socialmente) la propria azienda. Poi quello della responsabilità come motore di autogratificazione e dunque di produttività.
Eh già, perché solo quando quei matti diventeranno soci della cooperativa cominceranno ad essere meno matti, in vista di un vero futuro d’impresa … Leadership e responsabilità a parte, “Si può fare” affronta anche un tema meno consumato, e cioè quello della diversità creativa che molti, per pura invidia e per paura di essere “superati”, professionalmente parlando, scambiano per inadeguatezza, se non addirittura per pazzia. Il primo caso è quello di Claudio Bisio, “mobbato” dal sindacato stesso perché troppo in là col pensiero; il secondo, invece, è quello dei matti che – mutatis mutandis – siamo tutti noi che lavoriamo. Non solo perché ognuno di noi ha dentro di sé una dose di – clinica – follia, piuttosto perché, tornando alle altri accezioni terminologiche di inizio articolo, pazzia è sinonimo di “sana diversità”, e cioè di una brillantezza caratterial-professionale fuori dal comune.
Del resto qualcuno, già nel 1500, cioè in tempi non sospetti/”non industriali”, aveva primariamente tessuto l’elogio della pazzia, no?
CATEGORIE: Job Fiction&Film
TAGS: cinema, claudio bisio, cooperative, edoardo bennato, film, giulio manfredonia, impresa, lavoro, legge basaglia, manicomi, matti, si può fare
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Commenti
Marco Lombardi 14/nov/2008 10:25:09
Francesca 13/nov/2008 19:20:06
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