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19/11/08

DirtyJob/ La famiglia è una good company, la politica un dirty job? Padri, madri, potere, donne multitasking e uomini mono..

Quadernivddoppios93Il dirty job di cui parla  Daniela Cannizzaro questa volta è la politica, ma soprattutto la scelta tra famiglia e politica. Fa notizia quando riguarda un uomo, e famoso, e potente. Avete già capito chi è. C'è anche la vecchia questione delle donne multitasking e degli uomini mono...e qui io mi domando, siamo certe che sia un vantaggio? Non è che abituarsi a fare due-tre-dieci-cento cose insieme è un vizio, una addiction, uno stile di vita malefico e poco furbo alla fine, che ci autoinfliggiamo? Approfitto del post, invece, per segnalare anche la presentazione milanese del nuovo quaderno di Via Dogana "Lavoro e maternità. IL DOPPIO SÌ", che è  venerdì 21 novembre alle 17.30 al Nuovo Spazio Guicciardini, in via Melloni 3. Partecipano due amiche mie e di JobTalk, Arianna Censi e Marina Piazza. Locandina: Download doppio_si_a_milano_21nov2008locandina_def.pdf Il quaderno è molto bello, ne parlerei volentieri se non mi fossi impegnata e con rammarico a non scrivere più, io personalmente, di donne. Questo è un blog, non un'agenzia di stampa, la differenza c'è. Lascio la tastiera a Daniela, che può...
di Daniela Cannizzaro.Aspettavo solo l’occasione per tornarci. Eccola: ‘’Maternità e lavoro, i due sì delle donne’’ un dibattito a Roma organizzato da Area Cultura e DeA (Donne e Altri:Www.donnealtri.it ) il 15 Novembre scotso alla Casa Internazionale delle Donne, in Via della Lungara 19.
Si presenta il nuovo Quaderno di Via Dogana, 
rivista di pratica politica e pensiero femminile di Milano. Si parla insieme ad autorevoli ospiti -   Fulvia Bandoli, Sinistra Democratica,Susanna Camusso, segreteria nazionale CGIL, Alberto Leiss, giornalista DeA, Maria Palazzesi, Area Cultura Casa Int.le delle Donne, Federica Raddi, progettista, e due autrici Lia Cigarini e Maria Benvenuti, - di scelte che intrecciano  vita e lavoro, innovazioni e cambiamenti nei tempi, relazioni aziendali, verticali e orizzontali, pratiche sindacali, rappresentanza e contrattazione. Paroloni? No.
Perché mi torna alla mente ciò che non mi ha convinto del tutto nella scelta del sindaco di Bologna, Sergio Cofferati: decidere  di preferire il privato, nel suo caso di padre e marito, e rinunciare al ruolo istituzionale e, soprattutto, alla politica. Non entro nel merito della risoluzione individuale. Ognuno fa i conti con la vita che ha. Ma di quella riffa di commenti e opinioni che hanno accolto l’annuncio. Aiutata anche dalle osservazioni di Letizia Paolozzi .  Illuminante la chiusura del suo articolo: ’’E sempre che gli uomini non somiglino a quel presidente americano del quale si diceva che non riuscisse a compiere due azioni insieme: masticare il chewingum e scendere dalla scaletta dell’aereo’’.
E’ vero, fa notizia la scelta di un uomo di abdicare al potere per preferire il cono d’ombra fuori della vita pubblica. Soprattutto quando quest’uomo è autorevole, controcorrente, arriviamo a dire a suo modo scomodo, come Cofferati.

Paolozzi ricorda ancora nel suo articolo il sondaggio pubblicato dal “Corriere della Sera“ per cui  il 77,3% dei lettori pensa sia giusto lasciare l’incarico di sindaco e dunque la politica per la famiglia.  Come se, sottolinea ancora Paolozzi, la famiglia fosse cosa buona; la politica cosa cattiva. O sporca (dirty job!). O inutile.
Lasciamo da parte la questione dell’interesse per la cosa pubblica, che ci porta lontano.  Fermiamoci a ragionare solo sullo sforzo di molte donne che cercano di tenere insieme, in modo armonico, pubblico e privato, soprattutto visto il loro, voluto, ingresso di massa nel mondo produttivo.  Quante di noi sono arcistufe di continuare ad arrovellarsi il cervello nello scegliere tra maternità e lavoro?  Il doppio sì delle donne è scelta di libertà. Della più difficile e ancora da mettere a punto.  L’analisi di Via Dogana, per esempio,  parte dal racconto delle donne che hanno scelto il contratto part time per finire a indagare sui criteri di organizzazione dei tempi di lavoro e di valutazione delle prestazioni.
Dall’esame non manca la domanda se potrebbe mai esserci un doppio sì anche maschile. Quello che è mancato a Cofferati. Ovvero, se è già nato un uomo che fuori dalle mura domestiche sia capace di tenere sotto controllo le dinamiche del suo lavoro, anche politico, senza escludere i petti di pollo che dal frigorifero finiranno nella preparazione della cena.
Di sicuro noi donne siamo capaci di masticare agevolmente un chewingum, mentre scendiamo agilmente le scale.
Gli Stati Uniti, intanto, sono riusciti a eleggere un Presidente di colore. Una donna deve ancora varcare la soglia della Casa Bianca. Ma questa è un’altra storia.

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bio Rosanna Santonocito

  • Rosanna Santonocito Rosanna Santonocito
    Di cosa parliamo quando parliamo di lavoro? Prendiamo in prestito (e lo distorciamo) il titolo di un bel libro di Raymond Carver. Lì i racconti parlavano d’amore. E il lavoro, proprio come l'amore, che ci sia o no, é un argomento che interessa tutti e su cui tutti hanno qualcosa da dire.
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