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Diari/Hong Kong, alla ricerca dell' "appartamento perfetto"

Hong_kongnightOggi Emma ci racconta come si vive e si abita a Hong Kong, dove si è trasferita per un po'.Lantau è un posto magico, c'è l'aeroporto futuristico, ma c'è anche un  monastero buddista incantevole e uno dei Buddha più grandi del mondo di quelli che piacciono tanto agli orientali. Ma vuoi mettere un bilocale nell'isola centrale in mezzo ai grattacieli? E quei balconi piccolissimi zeppi zeppi di armadi, frigoriferi, lavatici?
di Emma Lupano - C’è chi vuole cambiare per avvicinarsi al centro. Chi vuole andarsene dal centro e fuggire su una delle isole meno Hongkong44 frenetiche, come Lantau e Lamma. C’è chi delle isole e dei traghetti, invece, si è stufato e vuole tornare sulla terraferma, magari persino nei quartieri residenziali più “cinesi”, quelli vicini al confine con la Repubblica popolare. Naturalmente, c’è anche chi vuole passare dall’affitto all’acquisto. E chi, semplicemente, è pronto a prendere qualsiasi occasione capiti. In ogni caso, è impossibile non notarlo: per chi vive a Hong Kong, la casa è un tema sempre caldo. Tentare per credere. Qualsiasi sia la compagnia, basta accennare l’argomento e tutti vorranno parlare. Ognuno ha qualcosa da dire: domande da fare, commenti da esprimente, suggerimenti da elargire, aneddoti da raccontare. E – cosa fondamentale - contatti da scambiare.
La ricerca dell’appartamento perfetto sembra un’occupazione incessante, sia per chi vive qui da anni, sia per chi è appena arrivato. Non è un caso se riviste votate all’intrattenimento e al tempo libero come “Time Out Hong Kong” hanno una intera sezione dedicata al mercato immobiliare. Anche il “South China Morning Post”, il quotidiano in inglese più importante della ex colonia britannica, ha un inserto settimanale sul tema e alcuni speciali patinati che escono con il giornale di tanto in tanto.
Ma è soprattutto camminando per strada che ci si fa un’idea di quale sia il business del settore: le agenzie immobiliari sono dappertutto. Se ne trovano su ogni strada, ad ogni angolo, in ogni vicolo. A distanza di poche decine di metri l’una dall’altra. Davanti alle vetrine, c’è sempre qualcuno fermo a studiare gli annunci.
“Il mercato immobiliare è la risorsa principale dell’economia di Hong Kong -, mi spiega David, il mio capo, che vive qui da quattro anni –. Si basa tutto sulla speculazione”.

Con la moglie e il bambino di un anno, David sta cercando un nuovo appartamento, possibilmente da acquistare, approfittando del ribasso registrato da alcune settimane a questa parte. Meno trenta per cento sui prezzi al metro quadro, dice il tam tam: tutto “merito” della tempesta che ha colpito i mercati finanziari e l’economia mondiale. E allora tanto vale approfittarne, prima che i prezzi risalgano: “Non durerà molto”, è la seconda certezza che hanno gli abitanti di Hong Kong. E così il signor Choi, il mio padrone di casa, sta facendo alcuni conti. Comprare o non comprare? Investire o aspettare? Il mattone, per lui, è solo un vizietto. Di lavoro fa l’antiquario. Ha due negozi: uno in Hollywood road, la strada dove si va a caccia di pietre, statue, oggetti e mobili antichi. L’altro a New York. Suo figlio, laureato in Fisica in Gran Bretagna, è tornato a Hong Kong per lavorare con il padre. Perché nel negozio del signor Choi c’è molto da fare. Non soltanto gestire gli affari legati alle antichità. Bisogna anche controllare che le 70 case che l’antiquario possiede, sparse per tutta l’isola di Hong Kong, rendano quello che devono.
Nel 2005, Choi ne aveva già trenta. In tre anni ha più che raddoppiato. Il passatempo è diventato un secondo lavoro, anche perché come dice, al momento solo uno dei suoi appartamenti è sfitto. Avrà fiuto per il settore. Ma di sicuro sa bene come trattare i suoi potenziali affittuari: con discussioni rapide, una contrattazione ragionevole, ma anche fermezza sui punti fondamentali. Quando ritiene di aver discusso abbastanza, taglia corto: “Ora devo andare. Ogni sera a quest’ora vado a nuotare vicino all’università, sa, c’è una bellissima piscina olimpionica. Guardi, le faccio vedere: ecco qui costume, cuffia e asciugamano. Se vuole posso procurare una tessera anche a lei. E’ un club esclusivo, accedono soltanto i soci. Devo proprio scappare. Se è interessata, torni domani mattina entro le 10.30. Come le ho detto, ci sono altre tre persone interessate a questo appartamento. Noi seguiamo il principio del ‘Chi primo arriva, meglio alloggia’. Se decide, venga al più presto”. Impossibile resistergli.

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