... e naturalmente anche a proposito del valore che questo Paese dà alla conoscenza e a chi studia per raggiungerla.Qui l'idraulico, come nel post di Cristina Tagliabue, ancora molto letto, è una metafora. Una figura retorica. Un tòpos. Ci tendo a chiarirlo, per evitare di offendere (lungi da me) se non l'intera categoria, perlomeno qualcuno particolarmente permaloso. E poi Paese che vai, idraualico che trovi. Nella campagna presidenziale Usa, ve lo ricordate qualche settimana fa, imperversava "Joe the plumber" (evito la traduzione milanese del termine, altrimenti becco troppi click: mi accontento di quelli che di ieri con la sentenza sul sesso in orario di lavoro...). Oltreoceano, l'idraulico rappresentava l' americano medio vessato e, secondo Sarah Palin (lei è il tòpos della donna di potere scelta da un uomo, invece) vittima predestinata dello spocchioso intellettuale Obama, qualora fosse eletto...Sorridete e/o imbufalitevi con il post di Fabrizio, il nostro scrittore precario
Fabrizio Buratto. - Qualche settimana fa mi è stato proposto di scrivere un testo di prova – non retribuito anche nel caso di utilizzo – da parte di una enciclopedia multimediale che sarà composta da migliaia di brevi contenuti video, a coprire tutti i campi dello scibile umano: dalla cultura, alla scienza, all’arte, fino allo spettacolo e allo sport. Considerata la mia laurea in Storia, mi è stata affidata la biografia di un personaggio storico, per entrare a far parte dei collaboratori esterni. Superata la prova, ho ricevuto la lettera di incarico relativa alle prime otto biografie, da restituire firmata, e una mail di accompagnamento da parte della “direzione editoriale” poichè “parte dei testi in arrivo dall’esterno è di scarsa qualità”. Si richiede, infatti, “originalità”, “attinenza al format”, “capacità di sintesi” perché “ridurre un fatto storico o una biografia a 2700 battute circa, è un’operazione che necessita scelte precise”, ma anche “lo stile di scrittura ha molta rilevanza” in quanto “testi grondanti di retorica, sia essa letteraria o sportiva, o risolti in maniera sbrigativa risultano inservibili.”
Ultimo requisito, “la puntualità”; i testi sono da consegnare entro otto giorni dopo l’assegnazione, e ogni giorno di ritardo comporta una penale di 10 euro. La mail prosegue precisando che “per scrivere un buon testo è necessaria mediamente una giornata di lavoro: tenendo anche conto che il processo di scrittura è solo la fase finale di un lavoro di ricerca e selezione che va fatto a monte. In generale poi consigliamo di non fare affidamento soltanto sui mezzi telematici ma, possibilmente, di utilizzare manuali e libri specialistici.” E’ vero, per redigere il testo di prova mi ci sono volute una decina di ore, considerando la ricerca delle fonti, il loro controllo, e poi la scrittura del testo secondo la scansione indicata, con successive limature fino ad arrivare alle 2700 battute richieste. Dieci ore, eppure la mail precisa: “Dal punto di vista strettamente economico poi, riteniamo che i testi vengano retribuiti in maniera più che ragionevole, anche in relazione al fatto che si tratta di una collaborazione per certi versi “continuativa”. La retribuzione “più che ragionevole” è pari a 80 euro netti a testo, che diviso dieci ore di media fa 8 euro all’ora.
Un operaio agricolo stagionale ne prende 6, una colf in regola 15 (per non parlare di idraulici, antennisti piastrellisti e altri “isti”). Con tutto rispetto per i vendemmiatori (l’ho fatto anch’io mentre studiavo e mi piaceva un sacco vendemmiare) e per le colf (i mestieri casalinghi non sono facili), non credo che per staccare l’uva dai filari o riassettare casa occorrano la preparazione culturale, la capacità di scrittura e di sintesi richieste dalla fantomatica direzione editoriale, che parla di “collaborazione continuativa”, mentre nella lettera di incarico è ben specificato che: “…… avrà diritto di recedere dal presente incarico in qualsiasi momento” e che “il presente incarico non crea alcun rapporto fiduciario, di lavoro, di associazione, di società di fatto o di altra natura tra le parti.” Di più, sempre nella medesima lettera d’incarico è richiesta la disponibilità ad incontri periodici con la redazione e la reperibilità telefonica: tempo non retribuito. Tutto ciò per 160 euro settimanali poiché: “ai fini di un corretto e puntuale svolgimento del Suo incarico, Le verrà assegnato un numero massimo di 2 (due) Script alla settimana”, script che prima di essere retribuiti devono rispondere agli standard qualitativi richiesti: “in caso di mancato acquisto nulla Le sarà dovuto a titolo di Corrispettivo.” Non ho spedito la lettera d’incarico firmata e ho ricevuto in questi giorni una mail di sollecito alla quale ho risposto con il link di questo post.
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rosanna santonocito 06/nov/2008 10:30:31
Bradipo Pitt 05/nov/2008 20:05:27
rosanna santonocito 05/nov/2008 11:19:45
Dario Banfi 05/nov/2008 10:51:26
Giovanna Falcioni 04/nov/2008 11:08:47
Giulia 04/nov/2008 00:34:12
Paolo 03/nov/2008 20:14:51
Fabrizio Buratto 03/nov/2008 18:13:09
maria rita meucci 03/nov/2008 16:57:51
Salvatore 03/nov/2008 16:54:47
rosanna santonocito 03/nov/2008 16:17:52
maria rita meucci 03/nov/2008 14:59:17
rosanna santonocito 03/nov/2008 12:45:47
rosanna santonocito 03/nov/2008 12:38:31
Paolo 03/nov/2008 12:29:31
Paolo 03/nov/2008 12:19:07
mokiono 03/nov/2008 00:45:09
Fabrizio Buratto 02/nov/2008 16:57:25
rosanna santonocito 02/nov/2008 13:23:50
occhigialli 02/nov/2008 12:56:09
rosanna santonocito 02/nov/2008 11:01:56
Paolo 02/nov/2008 00:15:50
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