I tecnologi la chiamerebbero una "killer application". E' il prodotto che non c'era, nonostante la domanda ampia e sostenuta, l'accoglienza, c'è da scommetterci, sarà entusiastica e festosa. I "miracolati" (e le "miracolate") tremano...Dite che funziona? Se sì, potremmo esportarlo in altri mercati come manufatto della R&D tipicamente "made in Italy" . Voglio vedere chi riesce a farci concorrenza. Infine, suggerisco agli sviluppatori anche un "Meritometro", un "Parentometro" e magari un "Darlametro"...
di Fabrizio Buratto.- Consigli per gli acquisti a tutti i precari: compratevi “Spintarella”, il navigatore satellitare in grado di individuare la via migliore per il vostro futuro professionale. L’ho cercato, ma i negozianti mi guardavano attoniti e restavano in silenzio. Eppure, nel “sistema Italia”, questo navigatore satellitare sponsorizzato dalla nuova Pubblicità Regresso delle Acli deve pur circolare, considerato il numero degli “spintarellati” (beneficiari di spintarelle) che tutti noi abbiamo incontrato durante il nostro percorso professionale. Forse molti sono stanchi di sentire parlare delle raccomandazioni, io per primo, ma l’iniziativa della rivista “Aesse”, in collaborazione con l’agenzia Scrittura.org ripropone la questione in maniera amaramente ironica. Il navigatore Spintarella, con il suo “percorso raccomandato”, può trovare una scorciatoia all’itinerario tipico del giovane lavoratore atipico: “18 anni diploma, 21 anni laurea breve, 23 anni laurea specialistica, 25 anni corso di formazione, 26 anni stage, 29 anni master, 30 anni contratto a progetto, 35 anni contratto a tempo determinato, 36 anni rinnovo del contratto.”
A questo punto il giovane non è più giovane; lo dice la sociologia: i giovani adulti arrivano fino ai 35 anni. Il percorso indicato è ottimistico: conosco pochi laureati di ventitré anni, comunque la strada tracciata rispetta quei buchi del cv tanto invisi ai selezionatori del personale. Il primo va dai 26 ai 29 anni, periodo in cui si collezionano stage e lavoretti occasionali, mentre fra i 30 e i 35 anni è la volta dei co.co.pro. e degli a tempo determinato, ammesso che si trasformino in qualcosa di più sostanzioso nei fatidici 36.
L’articolo di “Aesse”, correlato alla Pubblicità Regresso dell’innovativo navigatore satellitare, si intitola “Generazione di fenomeni” e mette in evidenza un dato su tutti: la percentuale italiana di 25-29enni occupati, fra chi ha concluso gli studi entro il 2005, è la più bassa d’Europa con un 68% circa. Prima la Svezia – che arriva quasi al 90% – ci separa un abisso. La generazione di fenomeni cui allude l’articolo è quella di coloro che ce l’hanno fatta, ovvero che arrivano a fine mese senza ammortizzatori sociali casalinghi (si legga genitori), che hanno un contratto di lavoro serio (si legga non precario) e fanno un lavoro soddisfacente. Parafrasando il titolo di un’altra canzone, direi che “Uno su mille ce la fa”, per capacità, determinazione, fortuna. Difficile calare questi tre assi contemporaneamente, ma siccome lamentarsi non serve a nulla perché, come diceva mia nonna, “aiutati che il ciel t’aiuta”, dedichiamo “Generazione di fenomeni” a coloro che ce l’hanno fatta.
Il video della canzone è agghiacciante, i protagonisti sono i giovani dell’inizio degli anni Novanta, l’ultima generazione a non aver conosciuto il precariato, quando ancora “le ragazzine di quindici anni ne dimostrano quasi trenta ma stanno bene così”, recita il testo. Ora a 30 anni è come averne 15, se si considera l’età in cui si trova lavoro, si esce da casa e – cosa sempre più rara – si fanno figli.
CATEGORIE: Mille euro
TAGS: acli, atipici, ccupazione, economia, giovani, lavoro, precari, raccomandat, raccomandazion, scrittura.org, spintarella
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Commenti
mattia pascal 04/nov/2008 08:36:09
rosanna santonocito 04/ott/2008 15:16:03
Marco 04/ott/2008 14:23:32
rosanna santonocito 04/ott/2008 11:04:04
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