Cattivo sì, e più stupido di Forrest Gump, dice Marco. Concordo con lui su tutto meno che sulla sua indignazione a proposito di intercettazioni. Ricordo alle lettrici che le foto (Clooney&Pitt)cliccandoci su si ingrandiscono...E dire che c'è qualcuno(a) che scrive che qui siamo nemiche delle altre donne... Buona visione! E un ciao a Paul Newman, ci mancherà...
Film: Burn after reading, di Ethan e Joel Coen (USA)
Nelle sale di tutta Italia
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di Marco Lombardi.- Vi ricordate l’Italia ante la legge sulla privacy? Molti dicono che fossero un vero e proprio far west dell’informazione, con tutti che potevano sapere tranquillamente il tuo numero di telefono di casa, e pure la tua fede religiosa. Adesso quelle cose così universalmente riservate, sì che sono tutelate; in compenso, a furia di guardare la vita di noi tutti col microscopio, ci si è persi lo sguardo d’insieme, tant’è che le telefonate private possono finire belle belle sui giornali, senza quasi manco passare per la magistratura, e la vita tutta essere controllata a suon di satelliti e telecamere, colla scusa dell’ordine pubblico. Se poi vi dovesse sembrare che sto esagerando, andate a vedervi l’ultima pellicola dei fratelli Coen, “Burn after reading”, che racconta una parabola proprio di quel genere (“ma è finzione!”, diranno alcuni, “ma quella è l’America, mica l’Italia!”, diranno altri. Sarà, ma a me questo film, che segna il ritorno dei due fratellini al loro cinema migliore, quello più asciutto e spietato e cupamente ironico di “Fargo”, sembra quasi un documentario …).
“Burn after reading” è la storia di un paese tanto cattivo – in ogni suo strato social-culturale, nessuno si salva nessuno – da essere alla fine fondamentalmente stupido, così stupido da far invidia a Forrest Gump. Tutto nasce con un allenatore da palestra (Brad Pitt, sempre più bravo) che si ritrova fra le mani un cd-rom che subito scopre essere riservato, qualche ora dopo che ha a che fare coi servizi segreti, e in fine di giornata che è stato perso da uno pseudo intellettuale colla puzza sotto il naso (John Malkovich, che nel personaggio fa esplodere la sua antipatia potenziale) licenziato dalla CIA e prossimo a pubblicare un libro con un po’ del ciarpame contenuto appunto in quel dischetto.

L’allenatore penserà di lucrarci su, e con lui ci sarà Frances McDormand (appunto quella di “Fargo”), una donna alla ricerca disperata di un uomo e di tanti soldi per rifarsi tutta dal chirurgo plastico. Il giorno che incontrerà su un sito Internet nientepopòdimeno che un George Clooney (perfettamente in parte) nei panni di un poliziotto squilibrato che è pure amante della moglie di Malkovich, il plot s’intricherà in maniera scientificamente perfetta, così che la chirurgia plastica verrebbe voglia di farla alla società tutta, visto che il suo massimo comun denominatore è il più becero e misero inganno.
Tornando al nostro dischetto … certo che è la beffa delle beffe che sia proprio un ex agente segreto a perdersi (stupidamente) segreti conservati in altri luoghi/in altre stanze in maniera ossessivamente maniacale, protetti come sono da procedure e riservatezze varie e macchine costosissime. Non è mica che c’hanno ragione quelli che dicono che il miglior modo per mantenere segrete certe cose è quello di lasciarle accessibili e pubbliche a tutti quanti?
CATEGORIE: Job Fiction&Film
TAGS: brad pitt, burn after reading, cinema, cultura, film, frances mc dormand, george clooney, intercettazioni, joel e ethan cohen, john malkovich
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Commenti
Marco Lombardi 06/ott/2008 13:02:09
rosanna santonocito 05/ott/2008 17:14:45
Marco Lombardi 30/set/2008 15:43:17
emirp 30/set/2008 12:43:26
Marco Lombardi 29/set/2008 15:49:57
Carlo Arcari 29/set/2008 14:13:32
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