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JobFiction / In "Burn after reading" dei fratell Coen la storia di un Paese cattivo..

Cattivo sì, e più stupido di Forrest Gump, dice Marco. Concordo con lui su tutto meno che sulla sua indignazione a proposito di intercettazioni. Ricordo alle lettrici che le foto (Clooney&Pitt)cliccandoci su si ingrandiscono...E dire che c'è qualcuno(a) che scrive che qui siamo nemiche delle altre donne... Buona visione! E un ciao a Paul Newman, ci mancherà...

Burn_after_reading_3Film: Burn after reading, di Ethan e Joel Coen (USA)
Nelle sale di tutta Italia

Valutazione: cinque badge [colpo di badge]

5 badge La scala di valutazione di Jobtalk è in badge: 1 badge: "assenteista" - 2 badge: "part-time"- 3 badge "full-time" - 4 badge: "straordinari(o)" - 5 badge: "colpo di badge"
di Marco Lombardi.-
Vi ricordate l’Italia ante la legge sulla privacy? Molti dicono che fossero un vero e proprio far west dell’informazione, con tutti che potevano sapere tranquillamente il tuo numero di telefono di casa, e pure la tua fede religiosa. Adesso quelle cose così universalmente riservate, sì che sono tutelate; in compenso, a furia di guardare la vita di noi tutti col microscopio, ci si è persi lo sguardo d’insieme, tant’è che le telefonate private possono finire belle belle sui giornali, senza quasi manco passare per la magistratura, e la vita tutta essere controllata a suon di satelliti e telecamere, colla scusa dell’ordine pubblico. Se poi vi dovesse sembrare che sto esagerando, andate a vedervi l’ultima pellicola dei fratelli Coen, “Burn after reading”, che racconta una parabola proprio di quel genere (“ma è finzione!”, diranno alcuni, “ma quella è l’America, mica l’Italia!”, diranno altri. Sarà, ma a me questo film, che segna il ritorno dei due fratellini al loro cinema migliore, quello più asciutto e spietato e cupamente ironico di “Fargo”, sembra quasi un documentario …).Burn_after_reading_6
“Burn after reading” è la storia di un paese tanto cattivo – in ogni suo strato social-culturale, nessuno si salva nessuno – da essere alla fine fondamentalmente stupido, così stupido da far invidia a Forrest Gump. Tutto nasce con un allenatore da palestra (Brad Pitt, sempre più bravo) che si ritrova fra le mani un cd-rom che subito scopre essere riservato, qualche ora dopo che ha a che fare coi servizi segreti, e in fine di giornata che è stato perso da uno pseudo intellettuale colla puzza sotto il naso (John Malkovich, che nel personaggio fa esplodere la sua antipatia potenziale) licenziato dalla CIA e prossimo a pubblicare un libro con un po’ del ciarpame contenuto appunto in quel dischetto.

Burn_after_reading_1Burn_after_reading_7 L’allenatore penserà di lucrarci su, e con lui ci sarà Frances McDormand (appunto quella di “Fargo”), una donna alla ricerca disperata di un uomo e di tanti soldi per rifarsi tutta dal chirurgo plastico. Il giorno che incontrerà su un sito Internet nientepopòdimeno che un George Clooney (perfettamente in parte) nei panni di un poliziotto squilibrato che è pure amante della moglie di Malkovich, il plot s’intricherà in maniera scientificamente perfetta, così che la chirurgia plastica verrebbe voglia di farla alla società tutta, visto che il suo massimo comun denominatore è il più becero e misero inganno.
Burn_after_reading_5_2 Tornando al nostro dischetto … certo che è la beffa delle beffe che sia proprio un ex agente segreto a perdersi (stupidamente) segreti conservati in altri luoghi/in altre stanze in maniera ossessivamente maniacale, protetti come sono da procedure e riservatezze varie e macchine costosissime. Non è mica che c’hanno ragione quelli che dicono che il miglior modo per mantenere segrete certe cose è quello di lasciarle accessibili e pubbliche a tutti quanti?

Commenti

Sì!! il finale vale il film, anche se il film vale già sé stesso, a prescindere dal finale. Che è proprio una scena d'azienda, neanche caricata nei toni, perchè certi manager usano esattamente quelli dell'idiota! (dostojevskiano, of course). In quell'ufficetto piccolo piccolo, squallido squallido ... happy you enjoyed the film!

anch'io, che ho visto il film ieri, ho trovato lavoristicamente strepitoso il briefing finale alla Cia, la logica, e la genialità delle soluzioni trovate, sono tali e quali a quelle di certi manager...il che non è incoraggiante. che ne pensi marco? sul paese cattivo, idem, per essere così stupidi bisogna essere totalmente autocentrati e incapaci di vedere al di là dei propri microobiettivi personali, il che ha poco a che fare, di solito, con la bontà...e non si salva nessuno...quindi, cinque badge ben dati!

colpa dello splatter spettacolarizzato cui ti/ci avevano abituati, caro ... qual è il tuo nome? sei mica una agente segreto del film? ohi ohi ...

Peggior film dei Coen visto negli ultimi anni a dire il vero ...

Ciao Carlo, è vero, il finale è davvero la chicca della chicche, ma ... ora che l'abbiamo rivelato ai lettori, anche a quelli che il film non l'avevano ancora visto, non è che Brad Pitt o George Clooney od ancora uno degli agenti privati del film s'apposteranno sotto casa nostra per farcela pagare perchè abbiamo fatto scendere gli incassi di "Burn after reading"? :-)

Caro Marco concordo in pieno con la tua recensione. Guardando il film davvero molto divertente, a un certo punto ho pensato "questa è america allo stato puro". Bellissima la fine con il capo della Cia che sistema tutto a modo suo: facendo sparire i cadaveri dell'ex analista e dei due ricattatori dilettanti, lasciando scappare in Venezuela il terrorizzato Clooney (non c'è l'estradizione) e pagando finalmente alla Frances l'agognata plastica, in cambio del silenzio. Se è così che agisce l'Impero...

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