Ricevo questo post dall'amica e coblogger Ada Grecchi, a cui, tra le altre cose, dobbiamo il post più letto in assoluto e commentato dell'estate su JobTalk, quello con i consigli al ministro Brunetta. Ada, con la sua saggezza ed esperienza ai vertici del mondo del lavoro privato e pubblico, e con la sua proverbiale schiettezza, ne dà di ottimi. La ringrazio e le rispondo due cose: scrivere o parlare di donne quando non era trendy, e non erano gli uomini e capi a chiedere di farlo, era un'altra cosa. Ardua, impegnativa, e tante/tutte si tenevano alla larga. Non è più così. La seconda cosa: nell'elenco delle nullipare abilitate a parlare ti sei dimenticata Rita Levi Montalcini!
di Ada Grecchi.- Cara Rosanna, leggo che tu non vuoi più scrivere di “donne, maternità,lavoro”: consentimi di dirti che la cosa mi spiace molto, perché Tu sei seria e professionale e non scrivi pezzi di colore, come spesso scrivono le giornaliste ( per caso o no) quando si parla di donne.
Io non sopporto più l’aggettivo “rosa”, forse perché sul tema delle pari opportunità sono l’unica nel nostro Paese che ha scritto testi in cui ho cercato di vedere soprattutto gli aspetti giuridici di un tema, che spesso è considerato folcloristico. Ho avuto , è vero, la soddisfazione di conoscere persone ( una è un’ispettrice di polizia molto in gamba) che si sono laureate sui miei libri, ma ho anche visto, negli anni , diverse donne approfittare delle pari opportunità , in cui non avevano mai creduto , per fare carriere strepitose, soprattutto politiche .
Non mi stupisco troppo: anche nelle aziende ci sono persone che lavorano per l’azienda, altre che si servono dell’azienda. Non è necessario essere madri per capire i problemi delle madri che lavorano: basta avere sensibilità e guardarsi in giro. Credo di non essermi mai vantata di avere due figli e oggi di essere una nonna che segue i nipotini, è una scelta mia: non per questo mi sento migliore di una Alma Cappiello, che non aveva figli o di Tina Anselmi, che non era sposata, ma si è dedicata al tema del lavoro femminile con grande competenza e entusiasmo, tanto che porta la sua firma la prima legge in tema di parità di trattamento tra uomini e donne in materia di lavoro ( la l.903 del 1977).
Morale : voglio continuare a leggerti, anche perché, se una seria come te rinuncia, si rischia di essere travolte da chi non ha niente di originale da dire e si limita a riportare quello che altri hanno detto o scritto. Io mi leggo spesso, attraverso libri di altri, che ovviamente non mi citano mai …., ma ho smesso di arrabbiarmi per queste cose. Sarà la saggezza della vecchiaia. Un caro saluto.
CATEGORIE: JOBDonne
TAGS: alma cappiello, conciliazione, donne, lavoro, maternità, pari opportunità, rita levi montalcini, tina anselmi
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maria rita meucci 29/set/2008 11:59:57
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