24 luglio 2008 - 10:50
JobFiction/Come Batman, il (buon) manager porta dentro di sé un fardello oscuro
Film: Il cavaliere oscuro, di Christopher Nolan (USA)
Nelle sale di tutta Italia
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Di Marco Lombardi. “Per loro sei solo un mostro, come me …”, dice Joker a Batman nell’ultimo capitolo del “pipistrello supereroe” diretto dal talentuoso Christopher Nolan, quello del precedente “Batman begins”, ma soprattutto di “Memento” (2000). Sembrerebbe incredibile … ma davanti a cotanto dire da parte di un criminale puro come Joker, che si trucca il viso come se fosse una maschera greca al fine di dare un senso assurdo alle cicatrici passate che gli disegnano in volto un delirante sorriso, Batman – l’incarnazione del bene, peraltro sempre sul crinale dell’illegalità – non risponde. È questo, infatti, il destino di chi sacrifica romanticamente i propri obiettivi in nome del bene comune: essere osteggiato persino da coloro che traggono giovamento dal suo modo di operare. Un po’ come quelle persone che, nelle organizzazioni tout court, aziende comprese, hanno incarichi di responsabilità e, scegliendo di rimanere in silenzio, finiscono per farsi carico di pene e colpe altrui pur di tutelare il gruppo, a prescindere da sé stessi.
Tutto questo nasce dal film, un film molto noir e poco gotico che tratteggia la splendida figura di un malvagio assoluto, Joker (interpretato dal bravissimo e compianto Heath Ledger), che ha come unico obiettivo quello di destabilizzare il poco bene che c’è fra gli uomini per affermare quel male che sguazza così bene dentro di lui, e che vorrebbe veder proiettato e realizzato anche fuori di sé, in Gotham City.
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Categorie: Job Fiction&Film


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