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JobCoach/Labora et Labora: alla ricerca del motto perduto

Joker_2  Visto che siamo in piena estate, molti sono già in vacanza, altri stanno per partire, quindi essere di buon umore dovrebbe venire più facile, anche al lavoro...In ogni caso, riecco il giullare d'impresa Gianni Ferrario con il primo di un nuovo filone di interventi
Gianni Ferrario – Giullare d’Impresa - Corporate Jester. Ma siamo proprio sicuri che questo MOTTO, che è quello che nella nostra epoca impera alla grande, sia quello giusto per avere successo e vivere felici? La risposta è NO per la maggior parte delle persone di EQUILIBRIO e per un pensatore come Oscar Wilde, il quale ha osservato che “viviamo nell’epoca del troppo lavoro, in cui la gente è così laboriosa da diventare stupida”.
La risposta invece è SI se uno dei due “Labora” lo consideriamo come il LAVORO da fare per diversificare gli investimenti nelle varie “Azioni” della nostra vita, ossia il porre attenzione e cura nei confronti dei molteplici aspetti dell’esistenza, per essere persone e professionisti più completi, a tutto tondo, capaci di bilanciare vita lavorativa e vita culturale, la cura del proprio corpo, della psiche, dello spirito. Persone creative, quindi più produttive … e perché no ?  … più felici.
Del resto anche chi gioca in borsa sa benissimo che se investe tutto il suo patrimonio in un’azione sola rischia grosso. Se investi tutto nel lavoro, quando arrivi alla pensione, avrai più tempo ma non avrai amici….
Ecco un primo tema: COLTIVARE LE AMICIZIE.

Perché questo non deve essere visto soltanto come un piacere sporadico, casuale, relegato nelle attività marginali, solo quando se ne ha tempo …. ma un vero e proprio impegno, un  LAVORO (anche se la parola spaventa un pochino, perché l’amicizia di solito la si considera legata al tempo libero), che richiede una volontà, uno sforzo, un’arte.
E’ anche una forma di INVESTIMENTO che ci permette di essere aiutati nel momento del bisogno,  con conseguenti ritorni anche in termini di risparmio di risorse per malattie psicosomatiche evitate e altri pesantissimi costi sociali sull’ambiente circostante (umore depresso in famiglia e nell’ambiente di lavoro che si riflette nel basso rendimento a scuola per la prole e in ufficio per noi).
Cari lettori bloggisti, il vostro “Giullare d’Impresa”, oltre che darvi contributi sul modo di utilizzare la risata e lo spirito di humor, vorrebbe dare altri suggerimenti per arricchire la qualità della vita. Innanzitutto qualche frase raccolta qua e là per rilanciare in voi il desiderio di investire sul valore dell’AMICIZIA:
- non c’è nulla di più utile da cercare, nulla di più difficile da trovare, niente di più dolce da provare, niente di più fruttuoso da conservare, nulla di più santo da desiderare dell’amicizia.
- l’amico, dice il sapiente, è una medicina di vita.
- anche lontani sono presenti, anche poveri sono ricchi, anche se invalidi sono robusti, anche morti sono vivi.
- sapere che c'e' qualcuno da qualche parte dal quale ti senti compreso, malgrado le distanze o i pensieri inespressi, fa di questa terra un giardino.
- l'amicizia è come la musica: due corde parimenti intonate vibreranno insieme anche se ne toccate una sola.
- amico mio, accanto a te non ho nulla di cui scusarmi, nulla da cui difendermi, nulla da dimostrare: trovo la pace... Al di la' delle mie parole maldestre tu riesci a vedere in me semplicemente ciò che sono.

Ed ecco invece alcuni consigli per INVESTIRE bene sull’AMICIZIA:

- la scelta: evitare gli iracondi, gli instabili, i sospettosi, i chiacchieroni; è infatti un grande bene dell’amicizia la sicurezza con cui ti fidi e affidi all’amico. Guardarsi soprattutto dal sospetto, veleno dell’amicizia. Come potrebbe infatti essere sicura un’amicizia se è scossa da ogni venticello. Il sospettoso non può essere un buon amico perché la caratteristica principale dell’amicizia è una certa scambievole pace e tranquillità d’animo. Egli non ha mai pace, ma è sempre turbato e inquieto. Appena vede l’amico parlare in disparte con qualcuno, penserà a un tradimento. Se l’amico si mostra benevolo e affabile con altri, egli avrà timore di essere meno amato. Se lo avrà rimproverato dirà che è odio. Se lo avrà lodato, dirà che è stato deriso.
- la prova: nulla nell’amicizia è più importante della fedeltà, che peraltro non risalta nella prosperità, ma splende nella prova. Il fondamento della stabilità e della costanza nell’amicizia è la fedeltà: nulla infatti è stabile in ciò che è infido.
- la pratica: gli amici devono essere tra loro semplici, comunicativi, arrendevoli e appassionati delle medesime cose. Curare l’amabilità del parlare, l’ilarità del volto, la soavità del tratto, la serenità nel cenno degli occhi. Il tratto austero e piuttosto severo dà per lo più una rispettabile gravità, ma l’amicizia no, quella deve essere più libera, più ariosa, più affabile, senza cadere però nella superficialità e nella dissipazione.
- l’atteggiamento: c’è più gioia nel dare che nel ricevere. Dona dunque all’amico nel momento della difficoltà, senza corrugare la fronte, senza voltare la faccia, senza abbassare lo sguardo, ma con faccia serena e volto ilare va incontro con benevolenza, affinché sembri che tu dia di tua iniziativa ciò che egli ti ha chiesto.
E poi gioisci dei successi dell’amico, cosa che dovrebbe essere scontata, ma che spesso non
lo è affatto. Perché, se il nostro animo non è  più che nobile e generoso e l’amicizia più che
salda, il successo dell’amico può fare ombra ai nostri successi o evidenziare troppo i nostri
fallimenti (invidia) 
- la correzione degli errori: ammonire ed essere ammoniti è proprio dell’amicizia; la correzione di un errore o un vizio fatta in privato è cosa buona e spesso è migliore dell’amicizia che tace; anche se l’amaro della correzione ferisce il suo animo, tu correggilo; sono più tollerabili le ferite dell’amico che gli elogi degli adulatori; nelle amicizie non c’è cancro peggiore dell’adulazione e delle smancerie. L’amico invece deve essere vicino all’amico; ritenere come proprio il vizio di lui (empatia); correggere con umiltà soffrendo con lui (compassione).
Lavorateci sopra !  La fatica e l’impegno che richiede un investimento come questo, credetemi, non è paragonabile al grande ritorno di ricchezze materiali e spirituali e alla soddisfazione che ne deriva. Chi ci ha preceduto l’ha sempre sostenuta questa verità e ce l’ha tramandata. Non vi frulla nell’orecchio la frase della maestra o della mamma che dice “Chi ha un amico ha un tesoro”? Forse dobbiamo ripartire da questi valori semplici ed eterni per riprenderci il gusto e il senso profondo della vita.

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