28 luglio 2008 - 13:08
Una volta nei mesi di luglio e agosto non succedeva mai nulla. Anche le notizie andavano in vacanza, e le pagine dei giornali, già ridotte per l'esodo della pubblicità, si riempivano di primati da Guiness, stranezze zoologiche, mostri e Ufo, veri classici di stagione nelle redazioni tranquillamente spopolate per le ferie. Altri tempi: se non ricordo male, la svolta fu l'invasione irachena del Kuwait nel 1990, seguita dal rovesciamento di Gorbaciov nel 1991. Poi ci furono la morte di Lady Diana e, se vogliamo, anche l'11 settembre (io ero in Cina, a Xian) a mettere fine alla latitanza degli eventi e, di conseguenza, alla desertificazione delle redazioni per ferie.
Quest'anno la regola è confermata: ci sono le Olimpiadi. Ma ad agitare il week end di piena estate, senza bisogno di avvistamenti di dischi volanti e rane gigantesche, è arrivato il mostriciattolo legislativo sui precari. Difficile definire diversamente la norma che cancella l'obbligo di assunzione a tempo indeterminato in caso di sentenza favorevole al lavoratore da parte di un giudice del lavoro, e chiude tutta la partita con un indennizzo tra le 2,5 e le 6 mensilità di retribuzione. La misura,contenuta in un emendamento alla manovra economica che è all'esame in Senato, è apparsa nella sorpresa generale venerdì, verrebbe da dire che è ri-emersa come il lucertolone di Loch Ness. Già tre ministri (Sacconi, Rotondi e Brunetta) hanno disconosciuto tra ieri e oggi la paternità del provvedimento, il che conferma la sua natura di creatura aliena, almeno per il governo, il quale si é impegnato a riferire in Parlamento la sua posizione domani .
L'origine della "forma vivente" è invece identificata chiaramente come parlamentare, trattandosi di un emendamento approvato dalla Commissione Finanze di Montecitorio come certifica il suo presidente Gianfranco Conte, tra l'altro co-presentatore della modifica la cui logica, ha dichiarato alla agenzie era " di evitare un bagno di sangue alle Poste, un'azienda che è stata risanata. Abbiamo cercato di correggere le conseguenze di errori materiali nei contratti". Allarme rosso tra i precari? Panico per la "Generazione no future", colpita dal metorite andato fuori rotta? Non è il caso, tranquillizza Conte "Non è una norma così devastante - conclude Conte - perchè non riguarda il futuro ma solo alcuni casi pendenti». Cioè le Poste, conferma anche il ministro Brunetta, che invece parla di "errori formali" e non di "veri torti" verso i lavoratori. Primo dubbio: qual è il confine tra il "torto", per cui basta un risarcimento a rimettere a posto le cose senza l'intervento della magistratura, e la violazione delle norme?
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Categorie: Il lato B
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